Unione Sportiva Sessana
| U.S. Sessana Calcio |
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| I Pulcini ; Gli Ercolini | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | Sessa Aurunca | ||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Promozione | ||
| Fondazione | 1915 | ||
| Rifondazione | 1927 | ||
| Rifondazione | 1957 | ||
| Rifondazione | 2010 | ||
| Presidente | Franco Orabona | ||
| Allenatore | Carmine Quintigliano | ||
| Stadio | Stadio Comunale Cappuccini (5.500 posti) |
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| Palmarès | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | |||
La U.S.Sessana è la società calcistica di Sessa Aurunca[1]. Vanta 9 partecipazioni alla Serie D e diverse alle categorie regionali.
Storia [modifica]
La fondazione (S.S. Virtus Sessa) [modifica]
La Sessana fu fondata il 27 giugno 1915 con il nome di Virtus Sessa.
In quel periodo, nelle vicinanze della località Fontanaradina (una frazione di Sessa Aurunca), la SIP, con la supervisione dell'On.le Gian Alberto Blanc[2], impiantò diversi opifici per l'estrazione di materiale leucitico per ottenere l'alluminio ed altri prodotti industriali[3][4]. Tra il personale, quasi per intero giunto da Genova, vi fu il rag.Giorgio Boccardo, ancora molto ricordato dagli anziani del luogo, e che diede vita per l'appunto alla S.S. Virtus Sessa, e che aveva come divisa, maglie rosse con bordo blu e calzoncini blu, insomma come il Genoa, squadra di cui i fondatori erano tifosissimi. Tra i giocatori si ricordano: Silvio Marchegiano in seguito divenuto Prefetto della Repubblica[5], Antonio Di Paola in seguito PM del Tribunale Militare di Napoli, Fausto Bielli un orefice genovese, Emilio Flocco, Mario Zingone, Nandino Di Ciaccia specialista delle "rovesciate alla Piola", il terzino Alfredo Carapelle che in seguito fece le fortune del Gladiator di Santa Maria Capua Vetere, Leopoldo Petteruti soprannominato "Don Sabasto" che era un abile laterale dal gioco possente, l'abilissimo Raffaele Perrone ala destra della squadra del Convitto Nazionale della Città, gli esperti Carlo D'Onofrio ed Agostino D'Onofrio, e la minuscola ala sinistra Alfredo De Angelis soprannominato "Pertusillo" e dal tiro a rientrare velenosissimo.
I primi anni e l'U.S.F. Sessana [modifica]
L'attività della squadra si limitò per i primissimi anni ad incontri amichevoli domenicali contro i grossi centri vicini del Lazio. Terminati poi i lavori della SIP, i Genovesi fondatori della Virtus ritornarono nella loro Genova, cosicché nel 1927 la squadra cambiò denominazione in U.S.F. Sessana, il cui gagliardetto fu benedetto dall'allora vescovo Mons. Fortunato De Santa[6], nel Campo Sportivo "Cappuccini"[7], che da sempre è la casa dei Gialloblu. Allora la Sessana venne iscritta ai campionati regionali campani, e si dotò di un'ottima rosa e di uno staff tecnico eccellente per l'epoca. Venne ingaggiato come allenatore e giocatore il magiaro Paul Spitzer, che militava tra l'altro nella Nazionale di calcio dell'Ungheria, la grandissima Aranycsapat, la "squadra d'oro" che ebbe il periodo di maggior fulgore della sua storia proprio in quegli anni, approfittando del fatto che il campione svolgeva nella vicina Formia l'attività di odontoiatra. E poi ancora i forti calciatori Umberto Monarca, Giovanni Vasellino, Giovanni Flocco, Ugo Paparelli, Francesco Vittozzi ed altri ancora.[senza fonte] Venne introdotta la nuova divisa che consisteva in una maglia azzurra con i bordi gialli e pantaloncini bianchi e calzettoni neri, riflettendo quelli che poi erano i colori dello stemma cittadino. In seguito poi le tonalità dell'azzurro divennero via via sempre più scure fino ad arrivare al blu delle divise odierne.
L'epoca d'oro degli anni '30 [modifica]
Dopo due campionati in cui la Sessana giunse pressoché a metà classifica, ci fu un salto di qualità notevole durante la stagione 1929-1930 allorché il Direttore Sportivo Salvatore Delfino, soprannominato "Mister Torett", in seguito fondatore nonché primo arbitro della sezione FIGC di Sessa Aurunca, integrò la squadra dei due anni precedenti con acquisti mirati e di categoria nettamente superiore, come l'esterno Gennaro Capolino dalla vicina Scauri CFC ed il centro-attacco Francesco Basso dal Gaeta Calcio.[senza fonte] La squadra si rese protagonista di incontri memorabili, come quelli contro il G.S.Vicario Mondragone, contro il Gladiator e contro la Casertana Football Club. Vinse così il girone campano e venne ammessa a giocare la finalissima del campionato 1929-1930 contro la Selezione C del SSC Napoli.[senza fonte]
La finalissima col Napoli C [modifica]
La gara fu giocata in casa davanti ad uno Stadio "Cappuccini" gremito il 23 febbraio 1930. Vide la Sessana affermarsi per 4-3.
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Sessana: Monarca, Vasellino, Vittozzi, Flocco, Capolino, Di Ciaccia, Torrico, C.D'Onofrio, Basso, Paparelli, De Angelis. Allenatore: P.Spitzer. Napoli C: Esposito, Menarise, Savastano, Kreutzer, Liebnach, Saulle, Di Cuonzo, Sasha, Recoveri, Johansonn, Ricci. Allenatore: M.Sasha e K.Kreutzer Arbitro: Marcatori: Torrico, Basso, De Angelis, De Angelis (S) Recoveri, Ricci, Ricci (N) Spettatori: 4.500 |
La scomparsa della USFS e la squadra dei "maccheroni" [modifica]
A seguito dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il calcio a Sessa Aurunca scomparve, e con esso anche le strutture, che risultarono distrutte dagli incessanti bombardamenti tedeschi prima ed alleati poi, essendo la Città a ridosso della Linea Gustav[8]. Nel 1948 però venne messa in piedi una squadra che disputava tornei dilettantistici regionali, peraltro con ottimi risultati, che venne però soprannominata "dei maccheroni", perché fondata dal Sig. Franchino Del Gaudio, il quale era il proprietario di un famoso pastificio della città.
Rinascita del calcio a Sessa Aurunca: la favolosa U.S.S. [modifica]
Bisognò aspettare al 1957, anno in cui la nuova U.S. Sessana venne iscritta al Campionato Semiprofessionistico dell'epoca. Nello stesso anno venne ultimata la ricostruzione dello Stadio Comunale Cappuccini, a spese del Prof. Franchino Ianniello che tra l'altro era il presidente della neonata U.S.S., con una cerimonia svoltasi in pompa magna ed un corteo dalla Sala Quadri al nuovo campo, alla presenza dell'allora Ministro delle Finanze, l'On.le Giulio Andreotti. La squadra disputò la Prima Categoria campana, conservando la serie fino al 1966, quando con innesti mirati e giocatori di grande valore, giunse alla promozione al Campionato Italiano di Serie D.
Gli anni sessanta e la Serie D [modifica]
Gli anni sessanta dunque, per la società gialloblu, furono i migliori. Nella stagione calcistica 1965/1966 la Sessana fu promossa dalla Prima Categoria campana in Serie D. Per la cittadinanza questo evento fu importantissimo [9], perché, se è vero che la squadra aveva disputato la quarta serie nazionale già negli anni trenta, con la stessa rosa del 1965 e dunque con gli stessi calciatori del campionato di Prima Categoria era impensabile ambire anche ad una risicata salvezza in una Serie D peraltro così agguerrita come quella di quell'anno, ed oltretutto affrontando squadre di gran blasone. Insomma, nessuno credeva che la Sessana potesse ambire a posizioni di vertice. Nelle prime tre partite ci furono infatti altrettante sconfitte suscitando così il malcontento della tifoseria e dell'intera cittadinanza, ma dalla terza giornata, in trasferta sul campo di Chiaiano, iniziò una serie di 27 risultati utili consecutivi per la Sessana.
Il tragico evento [modifica]
Il 22 marzo 1966, la Sessana (e la cittadinanza in generale) fu colpita da un grave lutto. Ad un chilometro dal casello autostradale di Caserta Nord ci fu un gravissimo incidente autostradale in cui rimasero vittime il presidente Gori Lombardi, il segretario Antonio De Santis ed il calciatore Giuseppe Laudato[10]. La partita successiva ci fu una clamorosa vittoria (Sessana 7 - Interfrattese 1), onorando così la memoria dei defunti.
Le finali regionali e la promozione in Serie D [modifica]
Nonostante la Sessana avesse perso con Laudato un giocatore di vitale importanza sia per gli equilibri tattici che questo dava alla squadra e sia per il fatto che il giovane Giuseppe era nonostante la sua età uno dei leader indiscussi nonché una bandiera del team, i Gialloblu si qualificarono alle finali con un turno di anticipo. Il campionato 1965-1966 si concluse con 20 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. Le reti realizzate in totale furono 76, quelle subite solo 21. Le squadre qualificate per le finali furono la Sessana, la Turris e la Paganese che disputarono successivamente un torneo a tre sul campo neutro del Collana di Napoli.
Il torneo finale del "Collana" a Napoli [modifica]
La prima partita Sessana-Turris la vinse la Sessana con il risultato di 1 a 0, con un gol decisivo di Mazza; l'altra partita in programma era Turris-Paganese e finì con una clamorosa vittoria della Paganese: la "finale" dunque risultò essere Sessana–Paganese.[11][12]. La mattina prima della partita avvenne però un singolare episodio, la Sessana, che già era a Napoli, aveva dimenticato di portare le magliette da gioco quindi, ancora in tempo utile, scesero a comprare 11 magliette bianche ed una serie di numeri da applicare dietro: la partita finì 1 a 0 per la Sessana[13] ed i festeggiamenti furono dedicati interamente alle tre persone scomparse nel gravissimo incidente avvenuto pochi mesi prima. All'arrivo dei giocatori e dei dirigenti a Sessa Aurunca le campane delle chiese suonarono a festa e la gente si riversò in strada per accogliere i giocatori vittoriosi.
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Sessana: Oriente, Allori, Spaziano, Melchiorre , Anziano , Savarese , Di Carlo, Colagiovanni, Franchi, Troilo, Mazza . Allenatore: Romagnoli. Turris: Iantomasi V., Florio, Mastrangelo D., Mastrangelo A. Iantomasi G, Vigliotti, Morgante, Mancini, Zampino, Rosati, Sebastiano. Allenatore: Garofalo. Arbitro: Marcatori: Mazza (S) Spettatori: 11.800 |
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Paganese: Soviero, Cucurachi, Costanzo, Palumbo, Volpe, Esposito, D'Auria, Sasso, Riboni, Rossi, Tramontano. Allenatore: Antonio Valese. Turris: Iantomasi V., Florio, Mastrangelo D., Mastrangelo A. Iantomasi G, Vigliotti, Morgante, Mancini, Zampino, Vanoli, Sebastiano. Allenatore: Garofalo. Arbitro: Marcatori: D'Auria (P) Spettatori: 12.000 |
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Paganese: Soviero, Cucurachi, Costanzo, Palumbo, Volpe, Esposito, D'Auria, Sasso, Riboni, Visentin, Tramontano. Allenatore: Antonio Valese. Sessana: Oriente, Allori, Spaziano, Melchiorre , Anziano , Savarese , Di Carlo, Colagiovanni, Franchi, Troilo, Mazza. Allenatore: Romagnoli. Arbitro: Marcatori: Troilo (S) Spettatori: 12.000 |
Gli anni successivi in Serie D [modifica]
Dopo i grandi trionfi la Sessana disputò cinque campionati di serie D dal 1966-1967 fino al 1970-1971, anno in cui retrocesse in Promozione. Tuttavia nella stagione 1971-1972 ottenne nuovamente la promozione in Serie D, dove rimase per altre quattro stagioni, dal 1972-1973 al 1975-1976.
Gli anni della decadenza [modifica]
In seguito, negli anni Ottanta, la squadra galleggiò tra Campionati di Eccellenza e di Promozione, fino agli anni Novanta, con fortune alterne. Riuscendo comunque a conseguire dei risultati importanti come la conquista della Coppa Campania nel 1984, e di coppe di categoria per il settore giovanile, sfornando inoltre talenti come Raffaele Ametrano e Dino Fava Passaro. In seguito però ad una crisi societaria dal 2000 al 2007, la decadenza si è accelerata portando al fallimento ed alla scomparsa della società.
Oggi [modifica]
Nel 2009, dopo aver riottenuto il nome di U.S. Sessana, ed aver ottenuto i diritti del titolo sportivo della squadra di Caiazzo, acquisisce il diritto di partecipare al Campionato di Seconda Categoria Campania che vince peraltro agevolmente. Nella stagione 2011-2012 partecipa così al Campionato di Prima Categoria Campania.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria della Sessana | |
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Colori e simboli [modifica]
Società [modifica]
Sponsor [modifica]
Sponsor tecnici
Giocatori [modifica]
Le formazioni storiche [modifica]
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Monarca, Zingone, De Santis, Flocco E., Carapelle, Di Ciaccia, Petteruti, C.D'Onofrio, A.D'Onofrio, Bielli, De Angelis. Allenatore: G.Boccardo. |
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Monarca, Vasellino, Vittozzi, Flocco, Capolino, Di Ciaccia, Torrico, C.D'Onofrio, Basso, Paparelli, De Angelis. Allenatore: P.Spitzer. |
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W.Aurola, T.Delfino, Palmieri, Del Gaudio, A.Aurola, F.Parrini, Boniglia, Forzaglia, Oscuro, Cioffi, Starace. Allenatore: Del Gaudio. |
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Nunziata, Orlando, Farina, Marrese, Papa, Calenzo, Renino, Di Silvestro, Catapano, Todisco. Allenatore: Del Gaudio. |
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Adinolfi, Morra, Giuliano, Palmieri, Luongo, Russo, Romano, Aceti, Savastano, Oscuro, Cioffi. Allenatore: Gatta. |
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Oriente[14], Canzano, Spaziano, Di Carlo, Colagiovanni, Melchiorre, Troilo, Franchi, Lulli, Mazza, Savarese. Allenatore: Romagnoli. |
Statistiche e record [modifica]
Partecipazione ai campionati [modifica]
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 4º | Serie D | 9 | 1966-1967 | 1975-1976 | 9 |
| 5º | Promozione | 3 | 1952-1953 | 1954-1955 | 11 |
| Campionato Dilettanti | 2 | 1957-1958 | 1958-1959 | ||
| Prima Categoria | 4 | 1959-1960 | 1965-1966 | ||
| Promozione | 2 | 1971-1972 | 1976-1977 | ||
| 6º | Promozione | 8 | 1982-83 | 1989-90 | 8 |
| 7º | Promozione | 1 | 2012-2013 | 1 | |
| 8º | Prima Categoria | 1 | 2011-2012 | 1 | |
Tifoseria [modifica]
La tifoseria organizzata gialloblu da sempre si è chiamata Fossa Dei Leoni; il nome è da ricondurre al "soprannome" dato alla comunità sessana per via dello stemma che raffigura Ercole con il Leone. Inoltre potrebbe far pensare un chiaro riferimento al santo protettore della squadra nonché della città: San Leone IX. Tifoseria appassionata, si è distinta sin dalle sue prime apparizioni per il calore e le coreografie sia in casa che in trasferta. Il gruppo si fondò per l'amore per i colori giallo-blu di alcuni ragazzi del luogo e poi, pian piano, si è allargato a tutta la città ed alle zone limitrofe, che ogni domenica sostengono con accanita partecipazione e gioia, la propria squadra. Dopo lo scioglimento della società nel 2007, anche il gruppo organizzato della tifoseria si è sciolto. Nel 2010 è rinato con la stessa passione e con la denominazione F.D.L. 2010 (Fossa Dei Leoni).
Gemellaggi e rivalità [modifica]
Buoni rapporti La relativa vicinanza a Napoli fa in modo che nella cultura popolare ci sia una netta prevalenza di simpatie per la squadra azzurra. E con essa a tutta la serie di squadre con cui il Napoli è in simpatie, per il motivo che molti dei sostenitori della Sessana erano anche fan accaniti degli azzurri e frequentatori dello Stadio San Paolo. Squadre con cui, peraltro la Sessana ha vissuto entusiasmanti scontri durante l'epoca d'oro: Juve Stabia e Savoia. Persiste inoltre, una sorta di amicizia risalente agli anni del dopoguerra, con i supporters della vicina Formia. Tra le nuove amicizie e gemellaggi è da annoverare quello con il Rongolise Calcio, stretto durante la militanza in Seconda Categoria nel 2010, e quello con la ASD S.S. Virtus Carano, squadra di Carano di Sessa Aurunca, che attualmente milita nel campionato di Eccellenza e con l'integrazione nominale di "Comprensorio Aurunco" mira a rappresentare con i Gialloblu le passioni calcistiche del territorio, e la grande ambizione tipica del popolo Aurunco. Oltre a queste, bisogna indicare anche la simpatia verso il Genoa, in virtù del fatto che la Sessana è stata fondata appunto da operai genovesi Genoani.
Gemellaggi e amicizie
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Cattivi rapporti e rivalità I tifosi della Sessana sono in cattivi rapporti con molte tifoserie campane, e ciò deriva dai frequenti tafferugli verificatisi in passato in occasione dei derby. È da ricondurre invece alle Finali Regionali di Serie D del Giugno 1967 le rivalità con la Turris e con la Paganese, ove migliaia di tifosi sessani raggiunsero Napoli e lo Stadio Arturo Collana pur non potendo entrare tutti, essendo la capienza dell'impianto di circa 12.000 posti; avendo fatto lo stesso i tifosi azzurrostellati ed i corallini, a causa del loro forte stato di agitazione, avvennero gravi disordini al di fuori dello stadio, dove tra l'altro, nonostante fossero bersaglio degli sfottò avversari, i tifosi della Sessana si distinsero per la civiltà ed il grande ordine mostrato.
Rivalità
Note [modifica]
- ^ Sessa Aurunca, città d'arte, cultura e tradizioni. Rosario Ago/AuruncaNet. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Gian Alberto Blanc. Treccani.it. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Documenti interni, cessione Opifici SIP Sessa Aurunca. Camera Dei Deputati (1975). URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Opere Istituzionali Fasciste (La Banca, tesi di dottorato). Università di Napoli Federico II. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Documento concessivo del Prefetto Della Repubblica. Prefettura Di Lecce. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Fortunato De Santa. Cjargne Online. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Impianti sportivi della Provincia Di Caserta. Comitato Provinciale C.O.N.I. Caserta. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Dal Volturno a Cassino, Lo sfondamento della Linea Gustav. DVaC. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Sessana in serie D - parte 1 "Il girone d'andata" - YouTube
- ^ Sessana in serie D - parte 3 "un tragico evento" - YouTube
- ^ La Paganese negli anni '60. Paganesecalcio.com. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Storia della Paganese. Blog Forzapaganese. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Storia della Paganese. Paganese Unofficial Website. URL consultato in data 27-01-2012.
- ^ Carlo Oriente "'u purtierone". Torreomnia. URL consultato in data 27-01-2012.
Bibliografia [modifica]
- Simone Orefice, Archivio Privato, Indelabel Artech LTD, 2010.
- Giuseppe Monarca, Sessa Aurunca dalla A alla Z, Publiscoop Edizioni, 1994.
- Francesco Carella, Almanacco FIGC 1900-1945, Dalla "Prima Divisione" alla "Terza Serie", UTET, 2006.
- Michelangelo De Sisto, La Serie "D", Panini (per conto LND), 2008.
- Fabrizio Pepe, Cronistoria della Paganese Calcio 1926, Boccia Editore, 2004.