Aśvamedha

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L'Aśvamedha (अश्वमेध, in sanscrito "sacrificio del cavallo") era uno dei riti più importanti della Religione vedica. Riportato già nel Ṛgveda (I,162 e I,163), è descritto in dettaglio nello Śatapatha Brāhmaṇa, poteva essere celebrato solo da un re (rāja).

Il sacrificio del cavallo è di chiara origine indoeuropea e arriva in India probabilmente in seguito alle invasioni arie. Qui si mescola a pratiche rituali più antiche delle civiltà agricole.[1] Dopo le prime descrizioni del Rigveda, il rituale si complica in epoca brahmanica e descrizioni lunghe e complesse sono offerte nello Shatapathabrahmana e in alcuni shrautasutra. Solenni aśvamedha sono descritti nel Mahabharata (Asvamedhika parva) e nel Ramayana. Il sacrificio veniva praticato con scopi diversi, per ottenere fertilità e prole numerosa, per rafforzare il potere regale e per intenti purificatori.[2] Lo Shatapathabrahmana lo definisce il "re dei sacrifici".

[modifica] Note

  1. ^ Stephen Fuchs, The Vedic Horse Sacrifice in its Culture-Historical Relations. Inter-India Publications: New Delhi, 1996
  2. ^ Petteri Koskikallio, The horse sacrifice in the Patalakhanda of the Padmapurana,ISBN 953-154-382-8

[modifica] Bibliografia

  • J. Auboyer, La vita quotidiana nell'India antica, Milano, 1996
  • P.E. Dumont, L'asvamedha, description du sacrifice solennel du cheval dans le culte vedique d'après les textes du Yajurveda, Luovai, Parigi, 1927
  • Carlo Donà, Per le vie dell'altro mondo, Rubbettino, 2003 ISBN 9788849804164
  • K. P. Jog, Suresvara's Vartika on Asva and Asvamedha Brahmana, Hino, Shoun, ISBN 9788120806436

[modifica] Voci correlate

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