9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"

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9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori "Col Moschin"
stemma "nono"
stemma "nono"
Descrizione generale
Attiva 1953 - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza Natoflag.gif NATO
Servizio CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Forze Speciali
Ruolo Anti-terrorismo, scorta, ricognizioni Speciali
Dimensione Reggimento (il numero esatto è segreto militare)
Guarnigione/QG Caserma "Vannucci" di Livorno, Toscana
Soprannome Col Moschin
Nono
Patrono San Michele Arcangelo
Motto Della Folgore l'impeto
Marcia Come Folgore dal Cielo
Battaglie/guerre Libano II, UNOSOM II Guerra in Afghanistan
Guerra d'Iraq
Parte di
Comandanti
Comandante attuale colonnello Roberto Vannacci

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia
Incursori del Col Moschin durante la parata del 2 giugno 2007

Il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori "Col Moschin" è il reparto di Forze speciali dell'Esercito Italiano. Il Reggimento "Col Moschin" è inquadrato nella Brigata paracadutisti "Folgore" e tiene in custodia la bandiera del 10º Reggimento arditi, del quale ha ereditato l'anno di costituzione (1918) e le mostrine (fiamme nere), riadottate nel 2006. Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano, è passato da battaglione a reggimento.

La base centrale del Reggimento è a Livorno presso la caserma "Vannucci". Esiste anche un centro di addestramento, denominato Base addestramento incursori (BAI) a Pisa, situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce del fiume Arno, che viene utilizzato per le attività anfibie e subacquee del reggimento. L'addestramento si svolge anche attraverso varie esercitazioni in diverse parti del mondo, dall'Antartide all'America, rendendo così questi combattenti scelti capaci di operare in qualsiasi scenario.

Il 9º Col Moschin, facendo parte delle unità Forze speciali italiane, è sotto il comando del CO.F.S. (Comando interforze per le operazioni delle forze speciali).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

La storia del Reggimento può essere associata a quella di alcune unità di Arditi della prima guerra mondiale, quale il IX Reparto d'assalto.[1] Gli arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli arditi erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti all'arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista di alcune posizioni austriache sul Col Moschin (comune di Solagna), sul Col della Berretta e sull'Asolone (comune di Pove).

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 10º Reggimento arditi.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il 20 luglio 1942, si costituisce a Santa Severa un Reggimento arditi che pochi mesi dopo viene denominato 10º Reggimento arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre, opera alle dipendenze dell'Ufficio operazioni dello stato maggiore. Impiegato in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia liberata dagli Alleati, cessa di esistere l'8 settembre del 1943.

Il I Battaglione dislocato in Sardegna, si riordina nel 1944 in IX Reparto d'assalto e partecipa alla Guerra di Liberazione, inquadrato nel Gruppo di Combattimento "Legnano".[2]

Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Smobilitato nel 1946, viene ricostituito come compagnia presso la scuola di fanteria a Cesano nel 1953, ed un anno dopo diviene Reparto sabotatori paracadutisti. Assegnato alla scuola di paracadutismo di Pisa nel 1957, diviene Battaglione sabotatori paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue quindi le sorti della rinata Brigata paracadutisti "Folgore", e nel 1975 assume la denominazione di 9º Battaglione d'assalto paracadutisti "Col Moschin".[3] Dal 1995 da battaglione diviene reggimento.

Operatività[modifica | modifica sorgente]

Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni militari ed antiterroristiche in tutto il mondo ed è l'unico ad aver partecipato a tutte le missioni all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra ad oggi.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

  • CoA mil ITA rgt paracadutisti 009.png 9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin"
  • Comando di Reggimento
    • Compagnia Comando e Supporto Logistico
    • Compagnia Trasmissioni
    • 1º Battaglione Incursori (si presume disponga di circa 300-350 incursori operativi)
      • 110ª Compagnia Incursori
      • 120ª Compagnia Incursori
      • 130ª Compagnia Incursori
      • 140ª Compagnia Incursori
    • Reparto Addestramento Forze per Operazioni Speciali (RAFOS)
      • 101ª Compagnia Allievi[4]
      • 102ª Compagnia Allievi[4]
      • Base Addestramento Incursori

Formazione degli operatori[modifica | modifica sorgente]

Selezione[modifica | modifica sorgente]

Fregio del Reggimento

I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata di due settimane, e attraverso un lungo ciclo addestrativo, della durata di circa due anni. La selezione e l'addestramento iniziale vengono svolti insieme ai candidati per il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore", per il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti "Btg Monte Cervino" e per il 26º Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali REOS, per poi proseguire la formazione specifica presso i loro reparti di destinazione.

Per partecipare alle selezioni bisogna fare domanda attraverso il bando Domanda per il Bacino FS/FOS. Di norma ogni anno sono emessi due bandi (dipende dalla necessità strategiche). Nella domanda si possono esprimere preferenze tra: le tre FS/FOS dell'Esercito: 9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin", 4º Reggimento Alpini Paracadutisti “Btg. Monte Cervino” e 185º Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi "Folgore", oltre al 26° REOS. La domanda può essere presentata da ufficiali (grado di sottotenente e tenente), sottoufficiali (sergenti o marescialli), VSP e VFP-4, di qualsiasi reparto e incarico.

Durante l'anno selezionatori dei reparti FS/FOS visitano le caserme delle varie unità e Comando per la formazione e Scuola di applicazione, come la Scuola Sottufficiali di Viterbo e la Scuola di Applicazione dell'Arma di Torino, presso le quali segnalano agli allievi delle scuole la possibilità di inserimento nel bacino delle FS/FOS. Nelle ultime settimane del "corso palestra" (per il conseguimento del brevetto di paracadutismo), presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa si recano rappresentanti dei diversi reparti FS/FOS per presentare le Forze Speciali dell'Esercito, e individuare gli eventuali interessati (che devono comunque presentare domanda di ammissione).

I requisiti per presentare la domanda sono:

  • avere massimo 26 anni d'età;
  • appartenere alla categoria ufficiali (nel grado fino a tenente), sottufficiali o volontari (VFP-4 e VSP);
  • non aver riportato alcuna condanna per delitti colposi e non colposi;
  • non essere stato ammesso a riti alternativi per delitto colposo o non colposo, o sottoposto a misure di prevenzione;
  • non essere mai sottoposto a sanzione disciplinare di stato;
  • aver riportato in sede di valutazione caratteristica, negli ultimi due anni, valutazioni o punteggi non inferiori a "superiori alla media" o equivalenti (avere un ottimo stato di servizio);
  • non aver già frequentato corsi di formazione FS/FOS con esito negativo (a meno che la dimissione/rinuncia sia stata originata per motivi di salute);
  • non essere stato soggetto alla revoca del brevetto di "paracadutista militare" (per chi ne è in possesso);

Una volta presentata la domanda, si attende di essere chiamati per le preselezioni fisiche e il tirocinio di selezione. Le preselezioni fisiche consistono nelle seguenti prove valide per l'accesso ai reparti: 185° RRAO, 4° R. Ranger, 26° R. REOS, 9° R. Col Moschin:

  • 12 trazioni alla sbarra
  • 15 trazioni alle parallele
  • 40 piegamenti addominali
  • 30 piegamenti sulle braccia (flessioni)
  • salita della fune 6 metri
  • 2 km in 9 minuti
  • 7 km in 45 minuti in mimetica e scarponi.

Chi supera le pre-selezioni fisiche ritorna ai reparti, per poi essere chiamato al 9º Reggimento per partecipare, presso la 101ª Compagnia Allievi, al Tirocinio di Selezione, seconda fase dell'iter selettivo, che ha luogo due volte l'anno nei mesi di maggio-giugno oppure ottobre-novembre.

Il tirocinio di selezione svolto dagli aspiranti incursori dell'E.I., dagli aspiranti ranger e dagli aspiranti acquisitori, della durata di due settimane, mira ad accertare non solo le caratteristiche psicofisiche e la resistenza fisica e mentale allo sforzo prolungato del candidato, ma anche le sue qualità morali e caratteriali, le motivazioni profonde che lo spingono ad affrontare pericoli e disagi e la loro capacità di reagire con calma e lucidità alle difficoltà, anche in presenza di forti fattori di stress, e a dare comunque il massimo di sé. Per effettuare questi accertamenti i candidati sono mantenuti, sin dai primi giorni, sotto costante pressione fisica e mentale, dormono poco, accumulano progressivamente stanchezza ed un forte stress, che dovranno imparare a sopportare e a gestire nel corso della selezione, senza avere reali possibilità di recupero, subendo una costante alterazione dei cicli naturali di attività e riposo.

Per tutto il periodo, i candidati sono mantenuti all'interno delle strutture militari, non possono fruire della libera uscita né raggiungere familiari ed amici. Sono isolati con se stessi, ed ogni attività è regolata dagli istruttori, che alternano gradualmente gli orari e la durata dei periodi di riposo, in modo da provocare vere e proprie crisi di sonno. Tutte le prove fisiche, come le marce zavorrate, sono alternate da periodi d'addestramento al combattimento, lavori tattici, test fisici e di cultura generale e tecnico-professionale, durante i quali si deve dimostrare lucidità, capacità operative, resistenza mentale e ferrea volontà di non cedere alla stanchezza. Sono frequenti le esercitazione continue, che coprono almeno parzialmente l'arco notturno, ed ai candidati sono date poche possibilità di recuperare il sonno perduto.

Il tirocinio, come detto, della durata di due settimane (una terza può però essere eventualmente dedicata al recupero d'attività che non si sono potute svolgere per motivi di forza maggiore), include, dopo aver ripetuto le prove della preselezione, altre prove:

  • 5 marce zavorrate a tempo, in uniforme da combattimento e zaino di 20 kg senza arma, su itinerari di difficoltà, dislivello e distanza variabile da 10 e 30 km: 10 km in piano da concludersi nel tempo massimo di un'ora e 16 minuti, 15 km su terreno vario e dislivello di 300 metri in due ore e 10 minuti, 21 km con forte dislivello di 900 metri in tre ore e 15 minuti, marcia di resistenza di 30 km in quattro ore e 28 minuti, marcia notturna in terreno accidentato, molto impegnativo, di 12 km.
  • prove d'ardimento, presso il complesso “Lustrissimi” di Livorno, che prevedono il superamento di percorsi di guerra, ostacoli aerei e ponti di corda, per accertare le doti di coraggio, coordinazione e velocità.
  • test d'acquaticità ed Anfibia, alla Base a Mare, nuoto di superficie e voga. Inoltre altri test di varia natura, che includono, tra l'altro, il completamento di percorsi sotterranei per l'accertamento delle proprie capacità d'autocontrollo in situazioni ed ambienti claustrofobici.

Molti di questi esercizi vengono variati ad ogni corso, per evitare di far conoscere in anticipo ai candidati i particolari della selezione ed impedire che possano prevedere ciò che li attende. Non sono pertanto mai noti con esattezza i tempi entro i quali terminare una prova, o il punteggio minimo da conseguire in un determinato test. Questa insicurezza costringe i candidati a formare comunque lo sforzo massimo in ogni circostanza, impedisce loro di limitarsi al risultato minimo anche se sufficiente, e permette agli istruttori di valutare meglio le reali doti caratteriali dei candidati.

Questa selezione iniziale determina una prima sostanziale "scrematura" dei partecipanti, anche se si cerca di far concludere le due settimane di tirocinio a tutti gli allievi, indipendentemente dall'esito finale, in quanto la permanenza al RAFOS rappresenta comunque un'eccellente occasione di arricchimento professionale. Il personale ritenuto non idoneo ritorna ai reparti d'appartenenza, senza che alcuna annotazione negativa accompagni il loro curriculum individuale. Solo chi supera con successo entrambe le fasi della selezione, la preselezione all'idoneità fisica ed il tirocinio, viene invece ammesso alla frequenza del corso Operatore Basico Operazioni Speciali (OBOS).

Corso di operatore basico operazioni speciali[modifica | modifica sorgente]

Chi supera entrambe le fasi di selezione (preselezione fisica e tirocinio) viene ammesso alla frequentazione di uno dei quattro o cinque (anche in questo caso, in funzione della disponibilità di personale e di finanziamenti) corsi OBOS (Operatore basico operazioni speciali) organizzati annualmente dal RAFOS (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali) del 9º Reggimento Col Moschin dell'E.I., completando il blocco di circa 25 allievi, tra aspiranti incursori E.I., ranger, acquisitori, e reparti di volo del 26º REOS. Ristrutturato di recente, ha ora una durata di 24 settimane, contro le precedenti 31, ma i contenuti, razionalizzati sulla base delle esperienze maturate nel tempo e delle lezioni apprese nei teatri operativi, sono rimasti sostanzialmente invariati, attualmente include:

  • 4 settimane dedicate al conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non ne risulta titolare, presso il CAPAR di Pisa.
  • 5 settimane dedicate alla formazione teorico pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre.
  • 12 settimane sulle Procedure tecnico tattiche (PTT) delle FOS. La fase PTT per FOS costituisce il cuore della formazione OBOS ed è destinata all'addestramento individuale e di nucleo al combattimento e all'apprendimento delle tattiche e procedure operative standard delle minori unità FOS. Vengono curati nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all'uso appropriato dell'equipaggiamento, le tecniche di mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli e mobilità verticale. Sono acquisiti i necessari automatismi nella predisposizione delle soste, dei bivacchi, nelle procedure di riordinamento e di reazione automatica immediata in caso di compromissione. Tre settimane sono dedicate alla ricerca, acquisizione e sorveglianza degli obiettivi, due invece alle azioni dirette su obiettivi tattici. Si prosegue con tattiche di combattimento e pattugliamento in ambiente urbano, predisposizione di zone di atterraggio elicotteri e tecniche di ricerca ed inganno.
  • 3 settimane di addestramenti tecnici specifici: sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica con la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support) statunitense, su come intervenire tempestivamente in caso di ferite d'arma da fuoco, sulle manovre salvavita e sulle procedure di rianimazione cardio-polmonare, approfondimenti su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni militari.

Il corso si conclude con una esercitazione continuativa di due settimane e con degli esami finali. Gli allievi ritenuti idonei (meno del 50% degli aspiranti iniziali) iniziano la fase di specializzazione, diversa per ogni reparto di destinazione finale.

Dopo aver superato con successo il corso Operatore Basico Operazioni Speciali – OBOS, i futuri incursori rimangono al RAFOS per iniziare l'addestramento specialistico.

Corso Combattimento per Forze Speciali (CCFS)[modifica | modifica sorgente]

Il corso Combattimento per Forze Speciali, della durata di 23 settimane, è condotto, come nell'OBOS, da istruttori di grande esperienza assegnati al RAFOS a rotazione dalle compagnie operative del Nono, che seguono i candidati in ogni momento dell'addestramento, fornendo insegnamenti tecnico tattici e dispensando consigli, rincuorando gli incerti e valutando continuamente il loro profilo fisico e morale, per materie specifiche sono affiancati da istruttori fissi, normalmente degli incursori marescialli “anziani”. La Fase di Specializzazione Paracadutista Guastatore si tiene interamente presso il RAFOS e si suddivide a sua volta in vari corsi:

  • Sopravvivenza, evasione e fuga, resistenza agli interrogatori, della durata di 3 settimane, che insegna come sopravvivere in qualsiasi ambiente, le tecniche di evasione e fuga, e di resistenza agli interrogatori. Sono tre settimane molto impegnative, che determinano spesso l'eliminazione di chi aveva superato senza problemi il corso OBOS. Gli allievi sono proiettati in un ambiente sconosciuto, in assoluta solitudine, per affrontare prove di sopravvivenza che inducono un profondo senso di insicurezza e di isolamento. Si svolge sia in Toscana sia in Sardegna e prevede anche una fase di sopravvivenza in mare. Un ulteriore periodo, in genere affrontato successivamente al reparto, riguarda la sopravvivenza in ambiente montano innevato ed in zone di clima rigido.
  • Corso Maneggio Esplosivi, della durata di 8 settimane, che insegna le tecniche e le procedure di maneggio degli esplosivi, sulle tecniche di sabotaggio e di demolizione speditiva. La completa formazione di tutti gli operatori in questo specifico settore viene visto dagli ufficiali del Reggimento come un fattore di flessibilità ed un motivo di vanto nella comunità internazionale delle forze speciali.
  • Combat Medic secondo i protocolli Combat Life Support, che forniscono i rudimenti delle tecniche di primo soccorso nell’ottica di intervenire sul ferito il più precocemente possibile, almeno quando la situazione tattica lo permette, per evitare il peggioramento delle sue condizioni in attesa dell’intervento di personale più qualificato. Tale formazione, rivolta a tutto il personale, verrà successivamente approfondita per gli elementi destinati a funzioni di Combat Medic di distaccamento.
  • Modulo di operatore radio per Forze Speciali, che abilita all’impiego delle sofisticate apparecchiature radio VHF, HF e satellitari in dotazione, necessarie a garantire le comunicazioni tattiche e strategiche. Segue l’apprendimento delle Procedure Tecnico-Tattiche per Forze Speciali.
  • Procedure Tecnico Tattiche per Forze Speciali (PTT/FS), per l'approfondimento delle procedure del distaccamento operativo incursori nelle situazioni tipiche d'impiego. Il corso include una serie di addestramenti specialistici della durata di una o due settimane. Due sono dedicate alla mobilità per FS, per l'apprendimento delle tattiche d'impiego e di sicurezza della pattuglia motorizzata, il cui utilizzo è divenuto preminente nelle missioni più recenti, e le predisposizioni da attuarsi in caso di contatto (RIA sui mezzi). Due ulteriori settimane approfondiscono le modalità di aerocooperazione per FS, con particolare riguardo all'impiego degli elicotteri; due riguardano le azioni dirette e gli interventi di antiterrorismo; due le procedure di scorta e protezione ravvicinata di personalità (close protection e tiro istintivo); due infine le tecniche di mobilità e combattimento in montagna per forze speciali. Inoltre, addestramenti specifici di una settimana che toccano i temi delle operazioni in ambiente NBC (Nuclear Biological Chemical – Nucleare Biologico Chimico), della ricognizione speciale e delle procedure HUMINT (Human Intelligence) di raccolta informativa per forze speciali. Nelle settimane restanti, viene approfondita la conoscenza di tutte le armi leggere in dotazione al reparto e gli allievi frequentano un ciclo di lezioni sulla fotointerpretazione delle riprese aeree.

Un'ultima settimana è dedicata agli esami conclusivi del corso. Al termine, conseguito il brevetto di Guastatore Paracadutista, l'allievo affronterà la fase successiva, il corso di qualificazione Incursore Paracadutista.

Corso Combattimento Avanzato per Forze Speciali (CCAFS)[modifica | modifica sorgente]

Della durata di 5 settimane e destinato ad approfondire le tecniche avanzate di combattimento in ambiente urbano, di tiro istintivo, discriminato e ravvicinato, di irruzione ed intervento nei più disparati scenari contro obiettivi posti all’interno di varie tipologie di edifici. Le prime tre settimane sono dedicate al consolidamento della tecnica di tiro con fucile d’assalto e pistola, con ausili di puntamento, mentre le ultime due sono incentrate sulle tecniche di irruzione e movimento. L’efficace progressione dell’addestramento è garantita dalla padronanza nell’uso delle armi individuali acquisita durante le fasi precedenti dell’iter formativo dedicato agli allievi Incursori. Il CCAFS ha carattere fortemente valutativo, con particolare riguardo ai livelli di precisione raggiunti nel tiro ravvicinato ed istintivo, alla rapidità di riflessi dimostrata in poligono ed alla velocità di reazione di fronte all’imprevisto. Questo corso rappresenta infatti, dopo la fase di sopravvivenza, un altro sbarramento valutativo di estrema importanza prima del raggiungimento dell’agognato brevetto. Al termine gli allievi qualificati risultano in grado di ingaggiare minacce da varie posizioni ed in movimento, di estrarre correttamente ed efficacemente la pistola dalla fondina in condizioni di emergenza, di eseguire rapidi cambi di serbatoio mantenendo l’obiettivo sotto mira, di effettuare la transizione da un’arma all’altra, di risolvere eventuali malfunzionamenti e di impiegare varie tecniche di mira. Il corso è frequentato anche dagli allievi del 17º Stormo incursori dell'Aeronautica Militare: il superamento dello stesso da parte di questi ultimi convalida il fatto che l'addestramento ricevuto in precedenza al reparto di appartenenza risulta di primissimo livello.

Abilitazione da Incursore[modifica | modifica sorgente]

I candidati, che hanno terminato con successo la prima fase di specializzazione, iniziano quella di Perfezionamento per Incursore Paracadutista, che ha lo scopo di completare la formazione degli allievi, specializzare il personale e renderlo in grado di operare nei diversi ambienti e scenari di impiego peculiari delle forze speciali. Il perfezionamento include una serie di corsi di durata variabile gestiti direttamente dal RAFOS o svolti presso enti scolastici esterni e sono i seguenti:

  • Corso di mobilità anfibia, della durata di sei settimane, per l'apprendimento delle tecniche delle operazioni anfibie, che include esercitazioni di navigazione diurna e notturna con gommoni con motore fuoribordo, pratica del nuoto operativo di superficie, messa a mare e recupero veloce da imbarcazioni in movimento e conoscenza sia teorica che pratica dei mezzi nautici in dotazione al reparto: battelli a scafo rigido, canoe, gommoni autogonfianti a scafo rigido. Al termine del corso viene conseguita la patente nautica per l'impiego dei mezzi più piccoli entro la fascia costiera delle 12 miglia.
  • Corso Riconoscimento Mezzi e Materiali, della durata di 3 settimane, per la conoscenza e riconoscimento delle armi, i mezzi e le uniformi di alcune forze armate straniere. In passato era dedicato essenzialmente ai materiali dei paesi del Patto di Varsavia, mentre oggi la materia d'interesse ha carattere più generale.

La formazione affidata ad altri Enti è essenzialmente quella relativa alla mobilità ambientale, che include:

  • Corso di Paracadutismo con la Tecnica della Caduta Libera (TCL), al superamento del traguardo di 20 lanci con la tecnica della fune di vincolo; si svolge presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa per un periodo compreso tra le cinque e le sei settimane, durante le quali si effettuano lanci ad apertura comandata da una altezza massima di 3-4000 metri (10.000 piedi).
  • Corso basico Addestramento Alpinistico (CA1), presso il Centro Addestramento Alpino (CEALP) di Aosta, della durata di 6 settimane dal 2011, per fornire le conoscenze fondamentali relative alle tecniche d'arrampicata e movimento in montagna, necessarie a conferire la capacità di operare in ambienti montani in condizioni di sicurezza. È una fase basica che non contempla gli aspetti puramente tattici, e richiede pertanto un successivo approfondimento al reparto per l'inserimento delle tematiche specificamente operative.
  • Corso basico di Addestramento Sciistico (CS1), sempre presso il CEALP di Aosta, della durata di 6 settimane dal 2011 dedicate all'apprendimento delle tecniche di movimento in montagna in ambiente innevato: sci alpinistico e sci di fondo, prevenzione delle valanghe e sopravvivenza in climi freddi. Anche in questo corso, le tematiche apprese andranno inserite in un contesto tattico con successive esercitazioni al reparto.
  • Corso Basico di Lingua Inglese, della durata di 5 settimane, presso la SLEE (Scuola di Lingue Estere dell'Esercito) di Perugia, o presso istituti scolastici convenzionati a Livorno. L'importanza della collaborazione internazionale, ed il frequente inserimento degli operatori in strutture multinazionali, richiede una conoscenza generalizzata di tale lingua, su cui innestare successivi approfondimenti.

Al termine di questo lungo processo formativo, i pochi candidati rimasti ricevono l'agognato brevetto da Incursore Paracadutista e transitano in un distaccamento di compagnia operativa dove, affiancati da colleghi esperti, apprenderanno "sul campo" i mille segreti del loro difficile mestiere.

Corsi ulteriori di perfezionamento e specializzazione individuale[modifica | modifica sorgente]

La formazione degli incursori, che non si può mai definire conclusa, prosegue anche durante l'impiego presso le compagnie operative. Con la frequenza di ulteriori corsi di specializzazione, sia in Italia che all'estero, i singoli operatori potranno incrementare il loro bagaglio di conoscenze, compatibilmente con le loro attitudini specifiche e con le necessità organiche del reparto, ampliare le loro possibilità d'intervento ed approfondire specifiche professionalità.

Corsi di perfezionamento[modifica | modifica sorgente]

  • Corso Subacqueo, della durata di 12 settimane, presso il COMSUBIN del Varignano (La Spezia), per apprendere ad operare con sicurezza nell'ambiente marino, con un approfondimento delle tecniche di nuoto operativo di superficie e subacqueo, e per conseguire l'abilitazione all'uso degli apparati subacquei A.R.O. (Auto Respiratore ad Ossigeno) e A.R.A. (Auto Respiratore ad Aria).
  • Corso di Perfezionamento Alpinistico e Sciistico, presso il Centro addestramento alpino di Aosta, per l'approfondimento delle tecniche alpinistiche e per l'apprendimento della capacità d'agire in ambienti artici e d'alta montagna, ed elevare il grado di mobilità operativa in condizioni particolarmente impegnative e in presenza di un avversario addestrato ad operare in montagna. Il succedersi dei corsi può portare all'ottenimento delle qualifiche di istruttore o istruttore militare scelto di sci e di combattimento in montagna.
  • Corso Avanzato di Paracadutismo, della durata di 3-4 settimane, per l'apprendimento delle tecniche per lanci ad alta quota (di 7.000-11.000 metri) con ossigeno ad apertura a quote basse – HALO (High Altitude Low Opening), o con apertura ad alta quota e navigazione sotto vela – HAHO (High Altitude High Opening).

Corsi per specialità[modifica | modifica sorgente]

(un Distaccamento Operativo ha al suo interno: un Incursore con specializzazione Combat Medic, un Breacher: disattivatore EOD-IEDD, un SFJTAC – Special Forces Joint Teminal Attack Controller, ed uno o due Sniper)

  • Corso Tiratore scelto, tenuto presso il Reggimento, per l'abilitazione al corretto utilizzo dei numerosi fucili di precisione in dotazione, derivato dal S.O.T.I.C. (Special Operations Target Interdiction Course) statunitense, studiato per il calibro.308.
  • Corso FAC (Forward Air Controller), per abilitazione alle missioni relative alla direzione da terra degli attacchi aerei e la designazione ai piloti degli obiettivi, tenuto presso la Scuola di Aerocooperazione dell'Aeronautica Militare, della durata di cinque settimane (tre teoriche e due pratiche). Tale qualifica è limitata agli elementi in possesso del necessario livello di conoscenza della lingua inglese (che può essere conseguita con la frequenza del corso avanzato alla SLEE di Perugia). Di norma, il corso è seguito da quello di Controllore del Fuoco per Operazioni Speciali (CF/OS), di ulteriori tre settimane. Tutto ciò prelude all'abilitazione alla funzione di Laser Target Marking (FAC/LTM) per l'impiego dei designatori laser in dotazione al Reggimento. L'addestramento all'impiego dei relativi designatori laser avviene con corsi di un paio di settimane, che si tengono nei principali poligoni alleati (in Sardegna come all'estero), o addirittura in occasione delle missioni esterne, durante la permanenza dei distaccamenti in teatro.
  • Corso Combat Medic. A livello nazionale gli Incursori destinati a questo settore conseguono la qualifica di “Soccorritore Militare” presso la Scuola di Sanità di Roma, dopo un corso di tre settimane che garantisce, tra l’altro, una sorta di veste legale per operare nell’ambito del primo soccorso, anche se con significative limitazioni. Special Operations Combat Medics (SOCM) Course”, svolto presso l’ISTC di Pfullendorf e che insegna le procedure fondamentali di pronto soccorso, come fermare le emorragie e garantire una corretta terapia infusionale ed anti shock, e soprattutto il prestigioso corso “18D – Special Operations Combat Medic” dei Berretti Verdi americani. Della durata complessiva di circa un anno, quest’ultimo è tenuto presso il JFKSWTSC di Fort Bragg ed è dedicato esclusivamente alle Forze Speciali (per l’Italia lo frequentano anche operatori del GOI, del GIS e del 17º Stormo).
  • Corso EOD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi) e Corso IEDD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi Improvvisati),da frequentare presso il Centro Addestramento EOD della Scuola del Genio dell'Esercito.

Altri corsi[modifica | modifica sorgente]

  • Corso Scorte e Protezione ravvicinata di personalità, tenuto al Reggimento, sulle tecniche di protezione e scorta di V.I.P, della durata di cinque settimane. Tre sono dedicate alla tematiche della protezione ravvicinata e del tiro istintivo con armi corte, e due all'apprendimento delle tecniche di guida veloce con modalità anti-sequestro.
  • Corso avanzato di lingua inglese, di approfondimento del corso basico, per un completa conoscenza della lingua inglese, presso la SLEE di Perugia.

Altri corsi di perfezionamento vengono svolti all'estero, preceduti da un opportuno corso avanzato di lingua inglese tenuto presso la Scuola Lingue Estere dell'Esercito di Perugia. La maggior parte di questi corsi si tengono presso l'International Special Traning Center – ISTC di Pfullendorf, Germania, la scuola delle Forze Speciali della NATO, presso la quale gli incursori frequentano vari tipi di corsi, talvolta per coprire obiettive carenze dell'addestramento impartito in Patria, in altri casi per ricevere un'istruzione specialistica, che non risulterebbe economica organizzare e gestire autonomamente, perché rivolta a numero assai esiguo di operatori.

Armamento individuale[modifica | modifica sorgente]

Nome Calibro Tipo Nazionalità
Glock 17 9x19 mm Parabellum pistola semiautomatica Austria Austria
Beretta 92 9x19 mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia
Beretta 8000 Cougar 9x19 mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia non più in dotazione
FN Five-seveN 5,7x22 mm pistola semiautomatica Belgio Belgio
Heckler & Koch MP5 9x19 mm Parabellum pistola mitragliatrice Germania Germania
Heckler & Koch MP7 4,6x30 mm pistola mitragliatrice/PDW Germania Germania
FN P90 5,7x28 mm pistola mitragliatrice/PDW Belgio Belgio
Colt M4 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Stati Uniti Stati Uniti
Beretta ARX-160 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Italia Italia
FN SCAR-L 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Belgio Belgio solo sperimentale
FN SCAR-H 7,62x51 mm NATO fucile da battaglia Belgio Belgio solo sperimentale
Heckler & Koch G36 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Germania Germania
Beretta SCP 70/90 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Italia Italia
Benelli M4 Super 90 12 fucile a canna liscia semiautomatico Italia Italia
Beretta RS202 12 fucile a pompa Italia Italia
Heckler & Koch MSG-90 7,62x51 mm NATO fucile di precisione Germania Germania non più in dotazione
Accuracy International AWM .338 Lapua Magnum fucile di precisione Regno Unito Regno Unito
Sako TRG-42 .338 Lapua Magnum fucile di precisione Finlandia Finlandia
Barrett M82A1 12,7x99 mm NATO fucile di precisione Stati Uniti Stati Uniti sostituito con il modello LE 107
GAC Grande Armeria Camuna THUNDER .408 Chey TAC fucile di precisione Italia Italia solo sperimentale
Extrema Ratio Col Moschin coltello da combattimento Italia Italia

Operazioni note[modifica | modifica sorgente]

Italcon libano 2[modifica | modifica sorgente]

Il 15 marzo 1983 alle 21.00 una pattuglia del Battaglione San Marco cadde in una imboscata nei pressi del campo di Sabra, in Libano e quattro Maro' rimasero feriti, di cui uno gravemente.

Quella stessa notte l'allora generale di brigata Franco Angioni, comandante di Italcon, decise di uscire con gli incursori per intercettare gli assalitori, che ancora non avevano lasciato la zona. Al contatto col nemico iniziò un violento scontro a fuoco, nel quale i libanesi si batterono con armamento più pesante e armi controcarro. Nel combattimento tre incursori rimasero feriti e si decise di sospendere l'azione. Uno degli italiani perse una gamba.

Il giorno dopo, 16 marzo, al contingente italiano arrivò un messaggio via radio dal comando dell'esercito israeliano:

"Comunicate al vostro comandante che siamo ammirati, perché in Medio Oriente nessuno combatte di notte."[5]

Il 18 marzo il sottocapo del Battaglione San Marco Filippo Montesi di 20 anni, ferito nell'imboscata, fu trasferito in Italia per essere operato all'ospedale militare del Celio. Nonostante l'intervento dei medici, egli morì il 22 marzo.

Achille Lauro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dirottamento dell'Achille Lauro.

Lunedì 7 ottobre 1985, il giorno del sequestro dell'Achille Lauro (avvenuto alle ore 13:15), già in tarda serata 60 incursori del Col Moschin arrivarono alla base militare di Akrotiri, nell'isola di Cipro, messa a disposizione dal governo britannico, pronti ad intervenire seguendo un piano sviluppato insieme all'UNIS del COMSUBIN, presenti in fase di pianificazione. I sessanta operatori avrebbero dovuto effettuare una "saturazione a macchia d'olio" e lo sgombero degli ostaggi, mentre gli operatori UNIS del COMSUBIN avrebbero effettuato l'irruzione iniziale. I fatti andarono diversamente e prevalse la linea diplomatica.

Somalia[modifica | modifica sorgente]

Il 13 dicembre 1992, scattata l'operazione Restore Hope in Somalia, un C-130 Hercules della 46ª Aerobrigata arrivò a Mogadiscio con una squadra di incursori del 9º Reggimento "Col Moschin". Gli operatori occuparono il palazzo dell'ambasciata italiana, lasciata abbandonata dopo lo scoppio della guerra civile nel 1991.

Il 5 giugno 1993, alle 09:30 un flash del corrispondente dell'agenzia di stampa ANSA Remigio Benni, unico giornalista presente a Mogadiscio, parla di "situazione drammatica, disordini e sparatorie". Un reparto di caschi blu pakistani cade in un'imboscata dei miliziani somali di Mohammed Farah Aidid nei pressi di Radio Mogadiscio: 24 soldati sono massacrati a colpi di Kalashnikov e di mitragliatrice. L'intervento di circa 20 incursori, guidati dal tenente colonnello Marco Bertolini, evitò una strage di proporzioni ancora maggiori. Le forze speciali italiane combattendo corpo a corpo, portarono in salvo circa 80 pakistani delle forze ONU.

Quattro settimane dopo, il 2 luglio 1993, avvenne la Battaglia del pastificio. Un gruppo di intervento italiano, composto da paracadutisti della Folgore, cavalleria corazzata e fanteria, riuscì a salvare molti militari italiani rimasti intrappolati in un'imboscata congegnata dai miliziani somali, subendo però gravi perdite: 3 morti e 26 feriti. Tra i morti uno degli incursori, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, 30 anni, colpito sul lato destro della milza, nell'unica parte non protetta dal giubbetto antiproiettile. Per il suo contributo all'azione verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare (alla memoria).

Ruanda[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994, in Ruanda, gli Incursori ebbero il compito di evacuare i civili italiani dalla terra africana martoriata dalla guerra. L'operazione, detta Operazione Ippocampo, si concluse il 19 novembre con il recupero dei connazionali.

A seguito degli scontri tribali che hanno distrutto il paese centrafricano, il "Col Moschin" tornò a più riprese in Ruanda, portando in salvo molti connazionali ed evacuando numerosi bambini locali. Nel corso delle operazioni, perse la vita il sergente maggiore Marco Di Sarra (già decorato di medaglia di bronzo al valore dell'Esercito per il suo comportamento in Somalia durante l'operazione IBIS) colpito da una forma grave di malaria.

L'Italia per consentire l'evacuazione dei suoi connazionali inviò un distaccamento composto da operatori del "Col Moschin" e da incursori del Comsubin trasportati da velivoli dell'Aeronautica Militare[6]. Giunti a Kigali, la capitale,[7] il gruppo iniziò la sua attività in un clima di tragedia muovendosi tra corpi lasciati agli angoli delle strade; occorse recuperare persone a vari chilometri dall'aeroporto e il distaccamento non aveva potuto portare mezzi di trasporto con sé; contattati, gli altri contingenti non resero disponibili alcun mezzo, così gli operatori decisero di requisire dei pick up civili all'aeroporto e, dopo aver smontato le portiere e averli adattati alle loro esigenze, si diressero verso i luoghi dove rimanevano civili da recuperare. Muovendosi sempre con le armi pronte, gli operatori riuscirono ad evacuare tutti, affrontando anche molte resistenze.[8]

Afghanistan[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2007 il Reggimento ha partecipato, insieme all'SBS britannico, ad un blitz per liberare due agenti del servizio di sicurezza italiano, l'AISE, rapiti pochi giorni prima nella provincia di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan. Gli incursori italiani fornirono la copertura di sicurezza, mentre l'assalto finale fu effettuato dai soldati britannici dotati di appositi mezzi a trazione integrale. L'operazione non ha avuto possibilità di pianificazione, poiché i terroristi hanno improvvisamente cercato di trasferire i prigionieri e gli incursori sono dovuti intervenire immediatamente. Nella battaglia che ne è seguita, i due agenti dell'AISE sono rimasti gravemente feriti, forse da fuoco amico, e uno dei due è morto alcuni giorni dopo.

Libia[modifica | modifica sorgente]

Almeno 40 incursori (forse anche più) sono stati inviati sull terreno per addestrare, coordinare, aiutare negli scontri i ribelli del CNT e per illuminare i bersagli agli aerei NATO.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia
— 5 giugno 1920
Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia
— 10 gennaio 1995
Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia
— 4 maggio 2011
Medaglia d'oro al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore dell'esercito
— 10 ottobre 1994
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— 10 giugno 1920
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— 16 giugno 1945
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— 10 agosto 1947
Medaglia d'argento al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore dell'esercito
— 19 aprile 2002

Persone legate al reparto[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Righe 1-10
  2. ^ Righe 11-24
  3. ^ Righe 25-34
  4. ^ a b "Gli idonei alle preselezioni, al termine dei rispettivi iter di formazione presso Scuole e RAV, raggiungono la 101ª Compagnia del Reparto Addestramento Forze Speciali del Reggimento"
  5. ^ [unaacies.iobloggo.com/390/in-medio-oriente-nessuno-combatte-di-notte In Medio Oriente nessuno combatte di notte], unaacies.iobloggo.com, 4/3/2008
  6. ^ Operazione Ippocampo, URL consultato il 09 feb 2009. «L'"operazione Ippocampo" in Costa d'Avorio, in gergo sinonimo di "operazione d'Evacuazione" - che ha impegnato i velivoli C130J dell'Aeronautica Militare, nel portare in salvo cittadini italiani e stranieri dalle zone in mano ai ribelli - si è conclusa definitivamente il 19 novembre, con il rientro dell'ultimo velivolo con a bordo una parte dei militari della task force, che ha assicurato lo svolgimento dell'operazione in sicurezza. Una task force, composta da personale delle quattro forze armate, che ha operato alle dipendenze del Comando operativo di vertice interforze (COI) in stretto coordinamento con l'Unità di Crisi del Ministero degli Esteri.»
  7. ^ OPERAZIONE IPPOCAMPO: UNA NUOVA MISSIONE PER I C-130J DELL'AERONAUTICA MILITARE, URL consultato il 09 feb 2009. «All'operazione partecipa anche l'Italia con un contingente formato da 112 uomini della "Folgore", 65 uomini del Comando Subacquei Incursori "Teseo Tesei" della Marina e 3 velivoli da trasporto della 46ª Brigata Aerea.»
  8. ^ Sito ufficiale "Col Moschin", http://www.colmoschin.it/africa/ruanda.html.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]