86-DOS

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86-DOS
Sviluppatore Seattle Computer Products / Tim Paterson
Famiglia SO DOS
Release iniziale 0.33 (luglio 1980)
Release corrente 1.14 (luglio 1981)
Tipo di kernel Kernel monolitico
Piattaforme supportate x86
Licenza Software proprietario
Predecessore QDOS
Successore PC-DOS/MS-DOS

L'86-DOS era un sistema operativo sviluppato e commercializzato da Seattle Computer Products (SCP) per i suoi computer basati sul microprocessore Intel 8086. Fu scritto da Tim Paterson inizialmente come QDOS (Quick and Dirty Operating System): il nome fu cambiato in 86-DOS quando ne fu iniziata la distribuzione.

L'86-DOS aveva una struttura dei comandi ed un'interfaccia di programmazione delle applicazioni che imitava quella del sistema operativo CP/M di Digital Research (DR),[1] cosa che rendeva facile convertire le applicazioni di quest'ultimo per l'86-DOS. Il sistema fu acquistato da Microsoft e successivamente sviluppato come PC-DOS e MS-DOS.

Origini[modifica | modifica sorgente]

L'86-DOS fu creato come sistema operativo per il Seattle Computer Gazelle, il primo personal computer basato sul processore Intel 8086/8088,[2] presentato nel giugno del 1979 e commercializzato a partire da novembre dello stesso anno. All'inizio la macchina era offerta con solo una versione dell'interprete Microsoft BASIC sviluppato da Microsoft stessa per l'8086 sulla base di un prototipo dell'hardware di SCP. Ma SCP voleva offrire un vero sistema operativo per il computer e la sua scelta era ricaduta sul CP/M-86, da tempo annunciato da Digital Research. Ma la data di apparizione di questo sistema operativo non era certa per cui SCP decise di svilupparlo in proprio.[3]

Il compito fu affidato a Tim Paterson, che produsse in 4 mesi un sistema operativo con un'interfaccia di programmazione compatibile con quella dei programmi CP/M, apportando allo stesso tempo delle modifiche e dei miglioramenti.[1] Ad esempio, il CP/M teneva in cache le informazioni sulle modifiche al file system per aumentare la velocità ma ciò richiedeva all'utente di aggiornare lo stato del disco prima di rimuoverlo, pena il danneggiamento del file system stesso. Paterson scelse di seguire la meno performante ma più sicura strada di aggiornare il disco ad ogni operazione. Un altro caso era il comando PIP deputato alla copia dei file, che supportava diversi nomi di file speciali che facevano riferimento a dispositivi hardware come stampanti e porte di comunicazione. Paterson inserì questi nomi speciali nel sistema operativo come interfaccia logica così che tutti i programmi li avrebbero potuti usare. Dette poi al suo programma per la copia il più intuitivo nome COPY. Invece che implementare il file system del CP/M, utilizzò il FAT che il Microsoft BASIC-86 usava per salvare i file, così da mantenere la compatibilità con i sistemi che SCP aveva già venduto.

La presenza di IBM[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine del 1980 IBM stava completando lo sviluppo di quello che poi sarebbe divenuto l'IBM Personal Computer. Il CP/M era all'epoca il più famoso sistema operativo, ed IBM pensava che questo sistema operativo sarebbe stata la scelta giusta per rendere la propria macchina competitiva. Alcuni rappresentanti di IBM decisero quindi di far visita a DR per discutere della possibilità di ottenere il CP/M in licenza ma DR non accettò la proposta di 250.000 dollari che IBM fece per acquistare una licenza senza limiti di copie. DR infatti negoziava solo licenze basate sul classico sistema a royalty.[4]

IBM contattò allora la Microsoft e Bill Gates menzionò l'esistenza dell'86-DOS, ottenendo da Jack Sams, rappresentante di IBM, il parere favorevole a contattare SCP per ottenere quel sistema operativo.[4]

La creazione del PC-DOS[modifica | modifica sorgente]

Microsoft acquistò da SCP nel dicembre del 1980 una licenza non esclusiva dell'86-DOS per 25.000 dollari. Nel maggio del 1981 Microsoft assunse Paterson per effettuare la conversione del sistema per il più economico processore Intel 8088, che sarebbe stato usato nei primi PC di IBM, e per la specifica linea di periferiche del computer. Nel luglio del 1981, circa 1 mese prima del rilascio del PC, Microsoft acquistò tutti i diritti dell'86-DOS da SCP per 50.000 dollari.

L'86-DOS rispondeva alle esigenze di IBM: sembrava il CP/M ed era facile convertire gli esistenti programmi per il CP/M per farli girare su di esso grazie al comando TRANS, che eseguiva la trasformazione del sorgente dal linguaggio macchina dell'Intel 8080 a quello dell'8086. Microsoft dette così in licenza l'86-DOS, che divenne il PC-DOS 1.0. Questa licenza permise inoltre a Microsoft di vendere il DOS ad altre società, cosa che fece commercializzando il sistema ai produttori di computer compatibili IBM PC.

L'accordo che Bill Gates ottenne con SCP si rivelò così vantaggioso per Microsoft che SCP, in seguito, denunciò la società per comportamento fraudolento e ricevendo nel 1986 il pagamento di un risarcimento pari a 1 milione di dollari.[3]

Disputa sulla proprietà intellettuale[modifica | modifica sorgente]

Quando il fondatore di Digital Research, Gary Kildall, esaminò il PC-DOS e vi trovò duplicata l'interfaccia di programmazione del suo CP/M, decise di denunciare IBM, che a quel tempo dichiarava che il PC-DOS era un suo prodotto. I suoi legali lo sconsigliarono però di intentare una causa legale perché la legge di allora non era sufficientemente chiara.[5]

Kildall decise comunque di contattare IBM, la quale rispose con la proposta di offrire alla sua clientela, come condizione per non finire in tribunale, la versione per Intel 8086 del CP/M come alternativa al suo PC-DOS.[6]

La controversia è continuata, sottolineando le similarità fra i due sistemi. Probabilmente la rivelazione più clamorosa viene da Jerry Pournelle, che afferma che Kildall in persona gli dimostrò come il DOS contenesse il CP/M inserendo un comando al prompt del DOS che visualizzò il nome di Kildall.[7]. Pournelle però non ha mai rivelato quel comando e nessuno ha quindi potuto verificare le sue affermazioni. Un libro su Kildall del 2004 afferma che egli usò un messaggio cifrato per dimostrare che altre società avevano copiato il CP/M ma non dice se tale messaggio fu trovato o meno nel DOS.[8] le memorie di Kildall (citate come fonte del libro) puntano invece il dito sulle similitudini dell'interfaccia di programmazione. Paterson ha sempre sostenuto che l'86-DOS sia stato un software scritto completamente da lui senza aver usato nessuna parte del codice del CP/M.[9]

Paterson, dopo la pubblicazione del libro, ha citato gli autori e gli editori per diffamazione.[10][11].

Il giudice che ha esaminato il caso ha respinto la querela presentata da Paterson perché, a suo dire, egli non è stato in grado di fornire prove concrete sul fatto che il capitolo su Gary Kildall sia inesatto e quanto dichiarato dall'autore sono opinioni protette dal I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America e non provatamente false[12].

EDLIN[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982, IBM chiese a Microsoft di sviluppare una versione del DOS che supportasse un disco rigido. Microsoft rilasciò una versione quasi completamente riscritta del sistema operativo che divenne il PC-DOS 2.0 del 1983. In esso quasi nulla era rimasto dell'originario QDOS: solo la sua primitiva riga di comando, Edlin, resisteva ed ha resistito fino al 1991, quando Microsoft ha rilasciato l'MS-DOS 5.0, che includeva un editor basato su un'interfaccia testuale basata sul QBasic, L'EDLIN può essere ancora usata sulle macchine attuali dato che è integrato nell'ambiente di emulazione DOS dei sistemi Windows.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

QDOS v0.1 Luglio 1980 Versione del S.O. completata circa per metà.[13]
QDOS v0.11 Agosto 1980 Versione con correzione di bug.[13]
86-DOS v0.33 Dicembre 1980 Prima versione distribuita agli OEM ed alla Microsoft.[13]
86-DOS v0.60 Il file DOSIO.ASM presente nella versione 1.00 menzionava che esso era il "sistema di I/O per l'86-DOS in versione 0.60 e successive."[14]
86-DOS v1.00[15] Aprile 1981 Chiamate di sistema modificate.[13]
86-DOS v1.14 Luglio 1981[15] L'86-DOS viene denominato MS-DOS il 27 luglio 1981.

Citazione[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« We needed an operating system at Seattle Computer for our own computers and I wanted to do one. So we decided to go for it. I was waiting for Digital [Research] to come out with CP/M-86. I thought they would have it real soon. If they had beat me I wouldn't have taken the trouble. I had always wanted to write my own operating system. I've always hated CP/M and thought I could do it a lot better. »
(IT)
« "Noi di Seattle Computer avevamo bisogno di un sistema operativo per i nostri computer ed io volevo scriverne uno. Così decidemmo di provarci. Mi aspettavo che Digital Research rilasciasse il CP/M-86. Pensavo che lo avrebbero fatto molto presto. Se mi avessero battuto non mi sarei preso la briga di farlo. Aveso sempre odiato il CP/M e pensato che avrei potuto fare qualcosa di molto meglio. »
(Tim Paterson, The Roots of DOS[13])
(EN)
« IBM wanted CP/M prompts. It made me throw up. »
(IT)
« IBM voleva i prompt del CP/M. Mi venne da vomitare. »
(Tim Paterson, The Roots of DOS[13])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Tim Paterson, From the Mailbox: The Origins of DOS in Microprocessor Report, 03/10/1994. URL consultato il 20/11/2006.
  2. ^ Seattle Computer Gazelle su Old-Computers.com, Old-Computers.com. URL consultato il 03/10/10.
  3. ^ a b Intervista a Tim Paterson in Micronews, Patersontech.com, 10/04/1998. URL consultato il 02/10/10.
  4. ^ a b Paul Freiberger, Michael Swaine, Fire in the Valley: The Making of the Personal Computer, seconda, New York, McGraw-Hill [1984], 2000, pp. 332–333. ISBN 0-07-135892-7.
  5. ^ Steve Hamm, Jay Greene, The Man Who Could Have Been Bill Gates in BusinessWeek, 25 ottobre 2004. URL consultato il 13 novembre 2006.
  6. ^ (EN) Daniel S. Morrow, Gordon Eubanks Oral History - Computerworld Honors Program International Archives (Transcript of a Video History Interview with Gordon Eubanks) (PDF), 8 novembre 2000. URL consultato l'8 luglio 2009.
  7. ^ this WEEK in TECH in The TWiT Netcast Network, 16 ottobre 2006. URL consultato il 28 novembre 2006.
  8. ^ Harold Evans, Gail Buckland, David Lefer, They Made America, Little, Brown and Co, 2004. ISBN 0-316-27766-5.
  9. ^ Tim Paterson, The Origins of DOS in Microprocessor Report, vol. 8, n. 13, 03/10/1994. issn 0899-9341.
  10. ^ Programmer sues author over role in Microsoft history in USA Today, 02/03/2005. URL consultato il 20/11/2006.
  11. ^ Paterson vs. Little, Brown, and Co., et al., United States District Court for the Western District of Washington, 28/02/2005. URL consultato il 30/09/2010.
  12. ^ MS-DOS paternity suit settled, The Register, 30/07/2007. URL consultato il 31/07/2007.
  13. ^ a b c d e f David Hunter, The Roots of DOS, 1983. URL consultato il 30/09/2010.
  14. ^ Archivio ZIP contenente tutti i file dell'86-DOS 1.00
  15. ^ a b Tim Paterson, A Short History of MS-DOS in Byte, giugno 1983. issn 0360-5280.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]