7 chili in 7 giorni
| 7 chili in 7 giorni | |
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La cena psicologica. |
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| Lingua originale | Italiano |
| Paese | Italia |
| Anno | 1986 |
| Durata | 106 min (versione cinematografica), 130 min (versione lunga televisiva) |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | commedia |
| Regia | Luca Verdone |
| Soggetto | Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luca Verdone |
| Sceneggiatura | Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luca Verdone |
| Produttore | Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori |
| Casa di produzione | Cecchi Gori Group |
| Distribuzione (Italia) | Columbia Pictures, Columbia TriStar Homevideo, Cecchi Gori Distribuzione, Cecchi Gori Homevideo |
| Fotografia | Danilo Desideri |
| Montaggio | Antonio Siciliano |
| Musiche | Pino Donaggio |
| Scenografia | Franco Velchi |
| Interpreti e personaggi | |
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7 chili in 7 giorni è un film del 1986 diretto da Luca Verdone.
Indice |
[modifica] Trama
Roma, 17 luglio 1977. Alfio Tamburini e Silvano Baracchi presentano le rispettive tesi di laurea in medicina. Tamburini ottiene un voto dignitoso, Baracchi rischia la bocciatura e poi "tratta" per ottenere 70/110. Nove anni dopo, i due si reincontrano casualmente e si raccontano i propri fallimenti lavorativi. Alfio ha sposato Samantha, una donna ricca ma con una famiglia alle spalle decisamente invadente, e ha aperto un centro estetico riducendosi a fare il massaggiatore e callista, mentre Silvano fa il venditore di cosmetici porta a porta, nascondendo nel doppio fondo della valigetta un ricco campionario di articoli erotici e preservativi dai nomi fantasiosi. Al termine della chiacchierata (e dopo aver occultato quello che credono il cadavere di un onorevole rimasto intrappolato nella sauna del centro di Alfio, ma che in realtà non è affatto morto) i due decidono di dare una svolta alla loro vita e, su idea di Silvano, riadattano il magnifico casale campagnolo di proprietà di Samantha in una modernissima casa di cura per obesi, con cui sperano di diventare ricchi. Aiutati da un professore di dubbia fama che gli rifila una "pappa" dimagrante dalla formula supersegreta e da una procace infermiera, aprono Villa Samantha.
Richiamati dalla pubblicità il cui slogan è appunto 7 chili in 7 giorni e pagamento a risultati ottenuti, in breve tempo affluiscono alla casa di cura un gruppetto di ciccioni di ambo i sessi: un pugile ignorante, una dolce coppia di innamorati di mezza età che vuole perdere peso perché non riesce più a fare l'amore, una simpatica vecchietta romana dalla battuta pronta, un Vescovo che teme di sfigurare quando andrà in missione in Africa presso i bambini che muoiono di fame, una esuberante cantante lirica, un'affascinante e filiforme signorina di cui i due protagonisti s'invaghiscono, un politico intenzionato a dimagrire per non farsi più deridere dalla satira e Paolone, un ragazzetto riottoso e cattivo che escogita ogni stratagemma per rubare il cibo e non seguire il programma di Alfio e Silvano. Il tempo passa tra allenamenti sfibranti, ginnastica, piatti vuoti per la severissima "dieta" (che in pratica si basa sul digiuno totale e assunzioni della famigerata "pappa") e i malumori dei pazienti che iniziano ad avere dubbi sull'efficacia del metodo. Non solo: Samantha deve firmare un mucchio di cambiali per i lavori di adeguamento del casale, mentre i suoi fratelli sbraitano dando ad Alfio dell'inetto. Quest'ultimo sembra incapace di gestire la situazione e tra assegni postdatati e tranquillanti trangugiati come caramelle incarica Silvano di rabbonire la donna ad ogni costo, pena il fallimento.
Contemporaneamente, a Villa Samantha la situazione precipita: Paolone ha sorpreso la bella signorina e Silvano in atteggiamenti intimi (la donna in realtà si era solo concessa in cambio di cibo) e non esita a raccontarlo a tutti, suscitando le vive proteste degli altri pazienti e dello stesso Alfio, invidioso dell'occasione capitata all'amico. Ormai fuori controllo i ciccioni irrompono nelle cucine e fanno razzia di cibarie, segnando di fatto il fallimento del progetto.
Amareggiati dall'insuccesso dell'iniziativa, Alfio e Silvano hanno finalmente l'idea vincente: decidono di cambiare completamente settore, trasformando Villa Samantha in una trattoria tipica che sarà letteralmente presa d'assalto da tutti i loro ex pazienti ora felici di poter mangiare a piacimento.
[modifica] Edizioni
Del film esiste una versione estesa per la televisione (come era consuetudine all'epoca per i film italiani), detta "long version", con dialoghi e scene molto più ampie e complete rispetto alla versione cinematografica, pesantemente (seppur per volontà del regista) tagliata. Da annotare che in quella estesa, in un battibecco tra il dottor Baracchi (Pozzetto) e Paolone (Fabrizio Sergi) quando ha mostrato lo scatolone con scritto "Biscotti, tartufini, confezione famiglia", Paolone ha esclamato come battuta finale: "Pezzo di m...da!", e subito dopo il dottor Baracchi "M...da sarai tu!", mentre nella versione tagliata sempre in un battibecco tra il dottor Baracchi e Paolone, sempre nella parte dello scatolone dei biscotti e tartufini, come battuta finale Paolone disse: "Bastone affumicato!".
Le versione editata in DVD è quella ridotta cinematografica. La versione lunga è stata mandata in onda spesso dai canali Rai, e più di recente (13 aprile 2012) da quelli del gruppo Mediaset.
[modifica] Curiosità
- Il film nacque su idea di Carlo Verdone, che vista la volontà del fratello Luca di esordire alla regìa, pensò ad un soggetto che potesse rispecchiare lo stile del fratello e trovò ispirazione vedendo alcune pubblicità di vere cliniche dimagranti che andavano di moda all'epoca.
- Inizialmente il film doveva avere 3 protagonisti che raccogliessero il pubblico delle varie zone italiane: Pozzetto per il nord, Verdone per il centro e Luciano De Crescenzo per il sud. Quest'ultimo alla fine rifiutò il progetto: avrebbe dovuto essere il medico che inventa la pappa che gli altri due somministrano ai pazienti.
- Dovendo girare con un cast in gran parte composto da buone forchette, le pause pranzo erano spesso interminabili, allungando più del previsto le riprese al punto che Mario Cecchi Gori, produttore del film, dovette richiamare la troupe.
- Durante la scena della psicocena, molte delle battute di Pozzetto furono improvvisate dall'attore milanese e Verdone faticò non poco a trattenere le risate.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su 7 chili in 7 giorni dell'Internet Movie Database
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