6º Battaglione carabinieri "Toscana"
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Il 6º Battaglione carabinieri “Toscana” è un comando dell'organizzazione mobile dell'Arma dei Carabinieri dislocato a Firenze, nella caserma intitolata nel 1920 al generale Antonio Baldissera[1] (1838 – 1917), già comandante dell'VIII Corpo d'Armata dal 1897 al 1904, anno in cui era stato nominato senatore del regno. Aveva altresì preso parte alla campagna d'Africa fra il 1887 ed il 1889 ed era stato governatore d'Eritrea.
Indice |
[modifica] Storia
Costituito il 2 maggio 1920 come “Battaglione mobile Carabinieri di Firenze”, venne sciolto con regio decreto del 30 dicembre 1923.
Il 10 dicembre 1940, a seguito dell'entrata in guerra dell'Italia, viene costituito il “VI Battaglione Carabinieri Mobilitato” che operò sul fronte greco-albanese sino all'8 settembre 1943.
Il 6 settembre 1945 il Battaglione viene ricostituito con la denominazione originale ed il 30 marzo 1963 viene posto alle dipendenze del 2º Reggimento Carabinieri di Roma.
Il 1º settembre 1977, posto alle dipendenze dell'11ª Brigata carabinieri, con funzioni di Comando di Corpo, assuma l'attuale denominazione di 6º Battaglione carabinieri “Toscana”.
Il 21 dicembre 1977 ha ricevuto la Bandiera di guerra, concessa con decreto presidenziale 7 ottobre 1977 n. 861.
Il 2 maggio 2000 il Reparto ha celebrato l'80º anniversario della sua costituzione in occasione della quale è stata realizzata una cartolina commemorativa ed un annullo filatelico celebrativo.
Il 1º ottobre 2007 il Reparto, a seguito dell'assegnazione di un ufficiale del ruolo t.l. - specialità amministrazione, è stato riconfigurato da Distaccamento minore a Distaccamento ordinario, acquisendo conseguentemente la piena autonomia amministrativo-finanziaria, necessaria per fronteggiare con tempestività ed efficienza le esigenze correlate ai compiti specifici di ordine pubblico e pubblica sicurezza.
[modifica] Compiti
Dopo le recenti modifiche ordinative che hanno interessato l'organizzazione mobile e specializzata dell'Arma, il 6º Battaglione “Toscana” opera alle dipendenze della 1ª Brigata mobile Carabinieri di Roma che coordina l'impiego di tutti i battaglioni mobili[2] e del Reggimento Carabinieri a cavallo. La struttura ordinativa del 6º Battaglione consente al reparto di operare con spiccata reattività, massima flessiblità nonché rapidità d'intervento nell'assolvimento dei propri compiti connessi con il concorso alla difesa integrata del territorio nazionale, la partecipazione ai servizi di ordine pubblico nel corso di grandi manifestazioni ed eventi quali le manifestazioni sportive, concerti, la vigilanza ad obiettivi sensibili militari e a quelli di natura civile definiti, di volta in volta, dall'autorità di Pubblica Sicurezza, il supporto dell'organizzazione territoriale per incrementare il controllo del territorio nelle grandi aree urbane, extra urbane e rurali nelle zone più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica nonché le esigenze di protezione civile[3].
[modifica] Compagnia di intervento operativo
| Per approfondire, vedi la voce Compagnia di intervento operativo. |
Presso il Battaglione di Firenze come peraltro nei battaglioni di Milano, Napoli, Bari, Palermo, Roma e Mestre è stata recentemente costituita una Compagnia di intervento operativo che, grazie al particolare addestramento del personale e alla cospicua dotazione di mezzi e materiali, consente di fronteggiare, con la necessaria tempestività, improvvise situazioni di pericolo per la pubblica sicurezza.
[modifica] Reparto di soccorso
Inoltre, per far fronte alle emergenze in caso di pubblica calamità, presso il 6º Battaglione - come in tutti gli altri Battaglioni mobili - viene costituito, all'occorrenza, uno speciale reparto di soccorso preventivamente addestrato e dotato di mezzi e materiali che assicurano una prima assistenza alle popolazioni colpite in attesa dell'intervento della protezione civile. L'area di competenza del 6º Battaglione comprende le regioni Toscana e Umbria.
[modifica] La caserma "gen. Antonio Baldissera"
La caserma "gen. Antonio Baldissera" fu costruita a partire dalla metà degli anni novanta dell'Ottocento, su progetto del capitano Cecchi del Genio militare, per essere destinata a caserma per la cavalleria. Già nel 1897 vi si insediò l'8º Reggimento di cavalleria "Lancieri di Montebello", quindi il 5º Reggimento di Cavalleria "Lancieri di Novara", poi il 3º Reggimento "Savoia Cavalleria" ed infine il 28º Reggimento "cavalleggeri di Treviso".
Nel 1909 vi si stanziò in modo più duraturo il 14º Reggimento Cavalleria "Alessandria", nel 1920 vi trovarono accoglienza un Reggimento misto di Artiglieria ed il 19º Reggimento di Artiglieria "Gavinana", che vi rimase fino alla partenza per la campagna d'Albania.
Solo nel 1945 la Caserma accolse gli uffici della III, poi V, Brigata carabinieri ed il VI Battaglione carabinieri e nel 1970 due compagnie della Scuola Sottufficiali Carabinieri[4][5][6].
[modifica] Lo stemma araldico
Lo stemma: inquartato; nel primo di blu e rosso il distintivo della 11ª Brigata Carabinieri; nel secondo d'argento al giglio di Firenze di rosso, a richiamare la città di Firenze; nel terzo d'oro a cinque tortebisanti di rosso disposte, 2,2,1, e sormontate da un bisante d'azzurro caricato di tre gigli d'oro male ordinati, a ricordare la Toscana; nel quarto partito di rosso e di nero, caricato dell'elmo di Scandenberg, a richiamare la campagna di guerra greco-albanese. Sopra lo scudo, Corona Turrita; sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, il motto, in lettere maiuscole di nero: «Sub pedibus alae»[7].
[modifica] Cronotassi dei comandanti
| Grado | Nome | Periodo |
|---|---|---|
| maggiore | Alfredo Grimaldi | 1945 - 1945 |
| ten. col. | Lelio Palandri | 1945 - 1954 |
| maggiore | Domenico Maneri | 1954 - 1957 |
| maggiore | Mario Serchi | 1957 - 1961 |
| maggiore | Agatino Gelsomino | 1961 - 1964 |
| ten. col. | Sergio Valdora | 1964 - 1968 |
| maggiore | Mario Maio | 1968 - 1970 |
| ten. col. | Flavio Sermarini | 1970 - 1973 |
| ten. col. t.sg | Ignazio Assumma | 1973 - 1978 |
| ten. col. | Mario Scialdone | 1978 - 1981 |
| ten. col. | Bruno Tibaldi | 1981 - 1983 |
| ten. col. | Giuseppe Soldano | 1983 - 1986 |
| ten. col. | Mario Guglielmi | 1986 - 1989 |
| ten. col. | Mauro Picchiotti | 1989 - 1992 |
| ten. col. | Nicola Raggetti | 1992 - 1994 |
| ten. col. | Gaetano Guastafierro | 1994 - 1997 |
| ten. col. | Rosario Calì | 1997 - 1998 |
| ten. col. | Alessandro Gentili | 1998 - 2000 |
| ten. col. | Mariano Angioni | 2000 - 2002 |
| ten. col. | Mauro Isidori | 2002 - 2004 |
| ten. col. | Fabrizio Volpe | 2004 - 2005 |
| ten. col. | Roberto Musillo | 2005 - 2007 |
| ten. col. | Carlo Gerosa | 2007 - 2010 |
| ten. col. | Giuseppe Petrella | 2010 - in atto |
[modifica] Note
- ^ Nella stessa caserma hanno la sede il comando della Legione Carabinieri "Toscana", avente giurisdizione sui comandi dell'Arma di tutta l'omonima regione amministrativa, ed il comando del 2º Reggimento allievi marescialli dei Carabinieri.
- ^ Gli altri battaglioni mobili sono dislocati a Torino, Genova, Milano, Mestre, Bologna, Roma, Cagliari, Napoli, Bari e Palermo.
- ^ Ampl. vds. pure la sezione "L'Arma oggi" della voce "Carabinieri" sulla rete internet.
- ^ Oggi Scuola allievi marescialli e brigadieri carabinieri, la cui sede attuale e storica è nella Caserma "Mameli", nel complesso storico del Convento di Santa Maria Novella. Dopo la seconda guerra mondiale l'Istituto assunse la denominazione di Scuola Centrale Carabinieri e provvedeva alla formazione degli ufficiali oltre che dei sottufficiali.
- ^ La caserma è di competenza del demanio militare ed annovera nelle sue pertinenze la vicina Torre della Zecca.
- ^ Ampl. vds. Cosimo Ceccuti, Carabinieri in Toscana 1859-2004. Pagliai, Firenze, 2005. ISBN 9788883049231 pp. 97, 199 e sgg.
- ^ bozzetto originale disegnato e dipinto da Alessandro Carboni
[modifica] Voci correlate
- Arma dei Carabinieri
- Compagnia di Intervento Operativo
- Prima Brigata Mobile Carabinieri
- Reggimento carabinieri a cavallo
- Torre della Zecca