432 hertz

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L'intonazione con il la centrale a 432 hertz è una intonazione impiegata in alcuni teatri e corti europee dalla seconda metà dell’Ottocento. In Italia, Giuseppe Verdi ne fu il massimo esponente.

Indice

[modifica] Storia

Il corista tra i 430 e i 435 hertz fu il più frequente nel periodo classico ed è di conseguenza usato anche dai gruppi che eseguono questo periodo musicale su strumenti originali.

Jonathan Tennenbaum, in A Brief History of Musical Tuning, considera che tra i primi riferimenti espliciti dell'intonazione con il do centrale a 256 hertz fu fatta dal fisico Joseph Sauveur (1653-1716), considerato il padre della fisica acustica. Joseph Sauveur, contemporaneo di J.S. Bach, sviluppò un metodo tecnico per determinare l'esatta intonazione di una nota espressa in cicli per secondo. Qualche decennio dopo un suo collega, Ernst Chladni (1756-1827), definì in un libro sulla teoria musicale il do a 256 hertz come un'intonazione scientifica.[senza fonte]

Dopo la caduta di Napoleone, nel 1815, al Congresso di Vienna lo Zar Alessandro I chiese un suono più “brillante” e tale richiesta fu supportata poi da tutte le famiglie reali d'Europa[1][2]. Tale istanza fu osteggiata dai musicisti classici ma la scuola romantica, guidata dal pianista Franz Liszt e dal compositore Richard Wagner sostenne l'intonazione più alta nel periodo tra il 1830 e il 1840.[senza fonte]

Nel 1859, il governo francese, sotto l'influenza di una commissione di compositori sostenitori del belcanto, uniformò per legge il la a 435 hertz, intonazione tra le più basse del periodo. In seguito, nel 1884, il governo italiano emise un decreto per la normalizzazione del diapason a 432 vibrazioni per secondo, normalizzazione richiesta da Giuseppe Verdi e altri musicisti italiani riuniti al congresso di Milano nel 1881.[3] In una lettera alla commissione musicale del Governo, riportata nel decreto, Verdi scrisse:

« Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale, io consigliai venisse seguito l'esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d'Italia, fra le altre a quella della Scala, di abbassare il corista uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all'orecchio, ch'io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore adottare, come viene da Roma proposto, un diapason di 450. Io pure sono d'opinione con lei che l'abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell'esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome la a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un si bemolle a Roma?[4] »

A parte in Italia e Francia, le oscillazioni del diapason variavano non solo da nazione a nazione ma anche da un genere musicale all'altro (musica sinfonica, di teatro, da chiesa). Il "diapason normale" cui si riferisce Verdi è quello conservato al Museo del Conservatorio nazionale di Parigi, mentre il diapason riportato nel decreto italiano ed approvato alla unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, è quello proposto inizialmente dal fisico Sauveur e poi dai suoi colleghi Meerens, Savart e dagli scienziati Montanelli e Grassi Landi.

Un anno dopo il decreto promulgato dal governo italiano sul la a 434 hertz[non chiaro], la Conferenza di Vienna decretò che non era possibile standardizzare alcuna intonazione e nei teatri europei ed americani si continuò a tenere il la a 432-435 cicli per secondo[senza fonte].

Storicamente il la a 440 hertz fece la sua comparsa con le bande militari russe ed austriache, ma nel 1917 l'American Federation of Musicians accettò il la a 440 Hz come intonazione standard e nel 1920 lo fece anche il governo americano. Solo nel settembre 1938, la Commissione Acustica della Radio di Berlino richiese alla British Standard Association di organizzare un congresso a Londra per adottare internazionalmente l'intonazione a 440 Hz della radio tedesca.[senza fonte]

Questo Congresso fu tenuto poco prima della guerra, nel maggio-giugno del 1939. La decisione dell'accordo anglo-tedesco fu presa in maniera del tutto arbitraria senza consultare musicisti di altre nazionalità europee. La guerra non permise la standardizzazione del la a 440 Hz e l'anno successivo tutti i libri di testo di fisica in Europa definivano ancora il do 256 hertz come "intonazione fisica" o "intonazione scientifica".[senza fonte] A livello storico, in Europa questa spinta forzosa al la a 440 Hz fu imposta alla prima conferenza internazionale organizzata dal ministro della Propaganda nazista Joseph Paul Goebbels, che la presentò come l'intonazione ufficiale germanica[non chiaro].

Nell'ottobre del 1953 fu organizzato un secondo congresso a Londra dall'International Standardizing Organization con lo stesso intento di adottare internazionalmente il la a 440 hertz. L'ordine del giorno della conferenza divenne risoluzione lasciando largamente all'oscuro il mondo della musica.[senza fonte] Molti musicisti di varie nazionalità si opposero a questa standardizzazione tra cui il professor Robert Dussaut del Conservatorio Nazionale di Parigi: una volta saputo l'operato della conferenza, fece un referendum dove 23.000 musicisti francesi votarono in modo schiacciante a favore del la a 432 cicli per secondo.[senza fonte]

Solamente nel 1971 l'intonazione con il La corista a 440 Hz fu riconosciuta sul piano giuridico da una delegazione nominata dal Consiglio d'Europa a cui si adeguò anche l'Italia.[2]

Oggi, lo Schiller Institute ed alcuni esponenti del belcanto, tra cui il tenore Carlo Bergonzi e il baritono Piero Cappuccilli, promuovono il la verdiano a 432 hertz come intonazione più consona al registro umano.[5]

[modifica] Musica contemporanea

Nell’ultimo decennio, moltissimi gruppi hanno fatto sperimentazioni con l’intonazione a 432 hertz tra cui: Pink Floyd, Mick Jagger, Tool, The Renegades, e Archangel (gruppo musicale).[senza fonte]

Uno dei maggiori divulgatori dell’intonazione a 432 hertz è stato Ananda M. Bosman. Bosman è un musicista, divulgatore e ricercatore che da oltre quindici anni si è fatto promotore del movimento da lui denominato AUMega Music Revolution. Lo scopo della AUMega Music Revolution è creare una comunità di musicisti che fanno musica, soprattutto elettronica, con corista a 432 herz e particolari procedimenti di composizione. Bosman, studioso di esogeometria, oltre a promuovere un'intonazione basata sul la a 432 Hz, compone musica completamente basata sui numeri del Pentaedro di Sierpinski: ossia il 36, 54, 72, 108 e 144.[non chiaro][6]

[modifica] Pubblicazioni

La prima pubblicazione in lingua italiana riguardo l’intonazione a 432 hertz è stato il libro dello Schiller Institute Canto e Diapason, pubblicato nel 1996 da Casa Musicale Edizioni Carrara. In questo saggio sono spiegate le motivazioni del belcanto alla scelta della questa particolare intonazione, inoltre viene fatto un excursus storico e tecnico sul parallelismo tra teorie scientifiche e musicali e una trattazione sulla proporzione aurea in ambito musicale derivata da Keplero.

Nel 2010 è stato pubblicato un altro libro, intitolato 432 hertz: La Rivoluzione Musicale, Nexus Edizioni. Il suo autore, il compositore e ricercatore Riccardo Tristano Tuis, mette in correlazione la musica e la scienza dell’intonazione non solo alle più moderne ricerche dell’epigenetica, della fisica quantistica e delle neuroscienze, ma anche alle conoscenze esoteriche di menti del passato come Pitagora, Fibonacci, Leonardo e Keplero e a quelle odierne di Lyndon LaRouche e Ananda Bosman.[7] Riccardo Tristano Tuis non solo promuove questa intonazione ma anche un protocollo compositivo con cui impiegare l’intonazione a 432 hertz. L’autore si fa inoltre promotore di una nuova scala, la Golden Scale (Scala Aurea) basata sulla matematica dell'8, da sostituire all'odierna scala temperata equabile con un abbassamento di 8 Hz del la centrale[non chiaro], rendendola coerente a quella che l’autore definisce matematica dell’8.[8]

Un’altra pubblicazione molto tecnica, ma in lingua inglese, sull’intonazione a 432 Hz è Intervals, Scales, Tones and Concert Pitch C 128Hz, della ricercatrice e pianista Maria Renold, scomparsa nel 2003, e pubblicato dalla Temple Lodge Publishing.[9].

Articoli sulla 432 Hz sono apparsi nel n°23 della rivista di scienze Scienza&Conoscenza e nel n°86 della rivista in edizione italiana Nexus New Times.

[modifica] Il la verdiano

Per il ripristino del la verdiano è stato preparato un disegno di legge su iniziativa dei senatori Boggio, Mezzapesa, Cappelli e Azzarà e comunicato alla presidenza in data 20 luglio 1988.[4]

[modifica] Note

  1. ^ 432 hz muziek
  2. ^ a b 432 Hertz: la Rivoluzione Musicale
  3. ^ Riccardo Tristano Tuis, 432 hertz: La Rivoluzione Musicale, Nexus Edizioni, Battaglia Terme, (PD) 2010. Tale decreto è ora conservato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
  4. ^ a b Il disegno di legge per il La di Verdi
  5. ^ Musica
  6. ^ 432hertz.com the A 432 hz MUSIC SITE home of the 432 hz AUMega Music Revolution
  7. ^ 432 Hertz: la Rivoluzione Musicale
  8. ^ 432 hertz: la rivoluzione musicale
  9. ^ SteinerBooks - Books by Maria Renold

[modifica] Collegamenti esterni

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