24. Panzer-Division (Wehrmacht)

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24. Panzer-Division
Il simbolo tattico riportato sui veicoli della 24. Panzer-Division (1941-1942)
Il simbolo tattico riportato sui veicoli della 24. Panzer-Division (1941-1942)
Descrizione generale
Attiva 28 novembre 1941 - 2 febbraio 1943 (prima formazione) ; marzo 1943 - maggio 1945 (seconda formazione)
Nazione Germania Germania
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio Heer (Wehrmacht)
Tipo divisione corazzata
Equipaggiamento Panzer II, Panzer III, Panzer IV, Panzer V Panther[1]
Soprannome Der springende Reiter
Battaglie/guerre Operazione Blu
Battaglia di Stalingrado
Operazione Achse
Battaglia di Korsun'
Battaglia di Târgu Frumos
Offensiva Lvov-Sandomierz
Battaglia di Debrecen
Offensiva Vistola-Oder
Prussia orientale
Simboli
Simbolo divisionale (1943-1945) 24th Panzer Division logo.svg

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La 24. Panzer-Division[2] (24ª divisione corazzata) era una divisione corazzata della Wehrmacht impiegata in combattimento durante la seconda guerra mondiale, originata dalla 1. Kavallerie-Division (1ª divisione di cavalleria).

Unità famosa reclutata principalmente in Prussia Orientale (nella vecchia nobiltà terriera teutonica di storiche qualità militari), la divisione corazzata combatté con onore sul fronte orientale fino al suo drammatico annientamento a Stalingrado. Ricostituita nella primavera 1943, combatté ancora con efficacia fino alla fine della guerra.

Ufficiali famosi della divisione furono: Maximilian von Edelsheim, Bruno Ritter von Hauernschild, Gustav-Adolf Riebel, Dietrich von der Lancken, Hild-Wilfried von Winterfeld e Friedrich von Broich.

Le origini della divisione[modifica | modifica sorgente]

TEATRI OPERATIVI DELLA 24. PANZER-DIVISION
Luogo Periodo
Prussia Orientale nov 1941 - apr 1942
Francia apr 1942 - giu 1942
Fronte orientale, settore sud giu 1942 - nov 1942
Stalingrado nov 1942 - feb 1943
Francia mar 1943 - ago 1943
Italia ago 1943 - ott 1943
Fronte orientale, settore sud ott 1943 - ago 1944
Polonia e Ungheria ago 1944 - gen 1945
Prussia Orientale gen 1945 - apr 1945
Germania nord-orientale apr 1945 - mag 1945

La "24ª Panzer" venne costituita durante l'inverno 1941-42 dalla trasformazione della vecchia e prestigiosa 1. Kavallerie-Division (1ª divisione di cavalleria) dell'esercito tedesco, a sua volta generata dalla 1. Kavallerie-Brigade.

La 1. Kavallerie-Brigade[modifica | modifica sorgente]

Questo reparto di cavalleria, nato il 1 ottobre 1934 e agli ordini del colonnello Klaus Feldt, combatté nella campagna di Polonia inquadrato nella 3ª armata con l'obiettivo iniziale di conquistare la cittadina di Myślenice[3].

Nel corso del primo giorno di guerra (il 1º settembre 1939) un reparto della brigata venne coinvolto in un singolare ed altrettanto raro scontro con un altro reparto a cavallo nemico facente parte dell'11º reggimento Ulani, nei pressi di Krzynowłoga Mała[3]. La carica venne ordinata dal comandante polacco, tenente Wladyslaw Kossakowski[3], e si risolse in un nulla di fatto per entrambi gli schieramenti, se non per un reciproco e significativo numero di perdite. Successivamente la 1. Kavallerie-Brigade venne posta agli ordini della 12. Infanterie-Division, ritrovandosi a combattere il 23 settembre con una nuova formazione di cavalleria nemica, il 25º reggimento Ulani[3]; sembra[4] che inizialmente lo scontro avvenne con le spade sguainate, certo è comunque che le mitragliatrici tedesche alla fine falcidiarono i cavalieri polacchi[3].

La 1. Kavallerie-Division[modifica | modifica sorgente]

Il 25 ottobre 1939 la 1. Kavallerie-Brigade sarebbe stata trasformata nella 1. Kavallerie-Division[5]. Dopo aver preso in organico altre truppe di rinforzo, i suoi cavalieri vennero inviati a combattere in Olanda e in Francia, dove tra il 18 e il 19 giugno 1940 videro fallire il loro tentativo di impossessarsi di un ponte sulla Loira, vicino a Saumur[5]. Proseguendo comunque la sua avanzata la divisione raggiunse prima dell'armistizio La Rochelle.

I membri di questo reparto stazionarono in territorio francese fino all'estate del 1941, quando vennero inviati al fronte orientale per prendere parte all'operazione Barbarossa, militando nel XXIV Corpo d'Armata. Si verificarono vari combattimenti contro l'Armata Rossa a Homel', Kiev e Brjansk[6], quindi la 1. Kavallerie-Division venne trasportata nuovamente in Francia nel novembre dello stesso anno[7], lasciando i suoi 17.000 cavalli alle divisioni di fanteria[5] che li avrebbero utilizzati come semplici mezzi di trasporto.

Il 28 novembre la divisione cessava ufficialmente di esistere: il suo personale verrà integrato nella nuova 24. Panzer-Division.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Operazione Blu[modifica | modifica sorgente]

Panzer III della 24. Panzer-Division durante l'operazione Blu. I cingoli nella parte frontale del mezzo erano utilizzati per aumentare la protezione dai colpi nemici
Panzer III e Sd.Kfz. 251 della 24. Panzer-Division avanzano durante l'operazione Blu

Reclutata in Prussia Orientale, la 24. Panzer-Division (equipaggiata con i panzer più moderni) venne impiegata durante l'operazione Blu in cui si distinse per slancio e valore. All'inizio dell'offensiva dell'estate 1942 la nuova divisione corazzata, inquadrata nel XXXXVIII[8] Panzerkorps della 4ª armata corazzata del generale Hoth, disponeva del numero più elevato di panzer tra tutte le formazioni tedesche impegnate all'est: 32 Panzer II, 54 Panzer III con cannone 50 mm/L42 più altri 56 con cannone 50 mm/L60, 20 Panzer IV 75 mm/L24, 12 Panzer IV 75 mm/L43 e 7 panzerbefehlswagen (carri comando disarmati) per un totale di 182 carri armati operativi[9].

La 24. Panzer-Division, insieme alla potente Großdeutschland, costituì l'elemento di punta della 4ª armata corazzata tedesca durante la fase iniziale della nuova offensiva estiva del 1942. Dopo una rapida e brillante avanzata su Voronež e aver respinto numerosi contrattacchi di carri armati sovietici, venne frettolosamente ritirata dalla città (per guadagnare tempo e non rischiare l'indebolimento di una unità così importante negli scontri dentro l'abitato) e dirottata verso sud per cercare di accerchiare le forze sovietiche in precipitosa ritirata. La divisione corazzata, quindi, discese lungo il Don verso Millerovo (ma senza riuscire a chiudere la sacca) e, infine, inquadrata ora nel XXIV Panzerkorps della 6ª armata del generale Friedrich Paulus, diresse verso Stalingrado. In questa fase la 24. Panzer-Division insieme alla 16. Panzer-Division combatté abilmente nella grande ansa del Don, riuscendo a schiacciare le forze nemiche e ad aprire la strada per l'imminente marcia verso l'importante città di Stalingrado, sul fiume Volga[10].

Un comandante di panzer della 24. Panzer-Division osserva l'orizzonte durante la marcia su Stalingrado

Stalingrado[modifica | modifica sorgente]

Mentre il grosso della 6ª armata dirigeva sulla città, la 24. Panzer-Division venne provvisoriamente assegnata alla 4ª armata corazzata del generale Hoth, in difficoltà nella sua avanzata da sud sempre su Stalingrado; l'opportuno intervento dell'unità permise di riprendere l'avanzata anche in questa direzione e ai primi di settembre 1942 la divisione arrivò nei quartieri meridionali di Stalingrado alla testa delle altre unità della 4ª armata corazzata. La divisione venne quindi coinvolta negli estenuanti e sanguinosi combattimenti dentro la città, in particolare nel settore meridionale (furiosa battaglia per la conquista del silo del grano) e centrale, subendo pesanti perdite durante due mesi di combattimenti ininterrotti e durissimi.

Nel novembre 1942, al momento dell'inizio della controffensiva sovietica, la 24. Panzer-Division, sempre ferma nelle rovine di Stalingrado, era ancora (nonostante le dure perdite) l'unità più potente della 6ª armata con 58 panzer disponibili[11]; l'operazione Urano colse di sorpresa i comandi tedeschi e di conseguenza la divisione stessa, precipitosamente spostata verso ovest per tentare di fermare le colonne corazzate sovietiche, cosa che non poté fare anche per carenze di carburante, e non ottenne alcun risultato, finendo per essere respinta di nuovo verso est rimanendo quindi accerchiata insieme a tutte le altre divisioni del raggruppamento strategico tedesco nel settore meridionale.

Dopo due mesi di resistenza e le tragiche sofferenze invernali la "24ª Panzer", schierata nel settore settentrionale della città in rovina, venne completamente distrutta come tutte le altre truppe accerchiate nella sacca di Stalingrado (2 febbraio 1943).

Un Marder III della "24ª Panzer" fotografato nella zona del fiume Don durante le operazioni di avvicinamento a Stalingrado

La nuova divisione[modifica | modifica sorgente]

Nella primavera 1943, Hitler decise la costituzione di una nuova 24. Panzer-Division che venne inizialmente impegnata (ancora incompleta) in Italia settentrionale nel quadro delle operazioni per contrastare la defezione dell'ex-alleato (Operazione Achse).

Dopo aver eseguito il facile compito di disarmare le unità italiane presenti, la divisione corazzata venne nuovamente inviata sul fronte orientale nell'autunno del 1943 insieme alle "resuscitate" 16. e 14. Panzer-Division e alla 1. Panzer-Division proveniente dalla Grecia per cercare di frenare la poderosa offensiva sovietica sul Dniepr che aveva portato alla caduta di Kiev e al cedimento delle difese tedesche sul grande fiume. La 24. Panzer-Division venne immediatamente impiegata, alle dipendenze del XXXX Panzerkorps, a Kryvyj Rih dove affrontò con successo le colonne corazzate della 5ª Armata carri della Guardia sovietica, riuscendo a respingerle dalla città. Dopo questa prima battaglia la divisione combatté durante tutta la successiva terribile campagna invernale 1943-1944 a Čerkasy, Apostolovo e nella testa di ponte di Nikopol[12].

Il 22 marzo 1944 una parte del suo personale venne trasferito per via aerea da Mykolaïv a Chişinău, inviando successivamente un battaglione del 24. Panzer-Regiment in Francia per prendere in consegna i Panzer V che però non videro mai il fronte orientale, in quanto il reparto venne destinato a combattere in Italia[6]. Dopo essere stata decimata durante i durissimi scontri del febbraio-marzo 1944, la valorosa unità ripiegò verso la Romania riuscendo a stabilizzare la situazione nel maggio 1944 a Târgu Frumos.

Dopo essere stata rioganizzata durante la pausa primaverile, la 24. Panzer-Division, sempre schierata in Romania, venne richiamata a nord in seguito al crollo del Gruppo d'armate Centro causato della travolgente operazione Bagration (giugno-luglio 1944). Impiegata sulla Vistola e sul San, contribuì, a costo di nuove gravi perdite, alla battaglia difensiva per contenere le pericolose teste di ponte sovietiche; in ottobre dello stesso anno venne nuovamente trasferita a sud, in Ungheria dove prese parte, inquadrata nel LVII Panzerkorps, alla controffensiva tedesca di Debrecen (ad ottobre) che inflisse dure perdite alle forze corazzate dell'Armata Rossa. La divisione continuò a battersi coraggiosamente ma venne infine respinta dall'importante città di Kecskemét (dove subì perdite sanguinose). Nuovamente esaurita, venne inviata prima in Slovacchia e infine, nel gennaio 1945, in Prussia Orientale nell'imminenza della gigantesca offensiva invernale sovietica verso l'Oder e Berlino.

La divisione avrebbe terminato con onore la guerra combattendo strenuamente in difesa del suo luogo d'origine fino alla fine (gennaio-maggio 1945). Il grosso dei reparti cadde prigioniero dell'Armata Rossa. Ciò che restava della 24. Panzer-Division fu traghettato nello Schleswig-Holstein dove si arrese agli inglesi presso la cittadina di Eckernförde[6].

Ordine di battaglia[modifica | modifica sorgente]

1941-1942: Prussia Orientale e Unione Sovietica[6][13]

  • Stabs (Quartier generale)
  • 24. Panzer-Regiment (24º reggimento corazzato)
    • Panzer-Abteilung I (1º battaglione corazzato)
    • Panzer-Abteilung II
    • Panzer-Abteilung III
  • 24. Schützen-Brigade (24ª brigata di fanteria meccanizzata)
    • 21. Schützen-Regiment
      • Schützen-Bataillon I (1º battaglione di fanteria meccanizzata)
      • Schützen-Bataillon II
    • 26. Schützen-Regiment
      • Schützen-Bataillon I
      • Schützen-Bataillon II
  • 4. Kradschützen Abteilung (4º battaglione motociclisti)
  • 40. Aufklärungs-Abteilung (40º battaglione da ricognizione)
  • 40. Panzerjäger-Abteilung (40º battaglione cacciacarri)
  • 40. Pionier-Bataillon (40º battaglione del genio militare)
  • 89. Artillerie-Regiment
    • Artillerie-Abteilung I
    • Artillerie-Abteilung II
  • 86. Nachrichten-Abteilung (86º battaglione trasmissioni) - dal 1942
  • Unità di servizi e supporto

Febbraio-aprile 1943: Stalingrado e nuova formazione in Francia[6][13][14][15]

  • Stabs
  • 24. Panzer-Regiment
    • Panzer-Abteilung I
    • Panzer-Abteilung II
    • Panzer-Abteilung III
  • 21. Panzergrenadier-Regiment (21º reggimento panzergrenadier)
    • Panzergrenadier-Bataillon I
    • Panzergrenadier-Bataillon II
  • 26. Panzergrenadier-Regiment
    • Panzergrenadier-Bataillon I
    • Panzergrenadier-Bataillon II
  • 89. Panzer-Artillerie-Regiment
    • Panzer-Artillerie-Abteilung I
    • Panzer-Artillerie-Abteilung II
    • Panzer-Artillerie-Abteilung III
  • 24. Aufklärungs-Abteilung
  • 283. Heeres Flak-Abteilung (283º distaccamento FlaK dell'esercito) - non presente nella nuova formazione
  • 40. Panzerjäger-Abteilung - sostituito con il 24. Panzerjäger-Abteilung nell'aprile 1943
  • 40. Panzer-Pionier-Bataillon
  • 86. Panzernachrichten-Abteilung - non presente nella nuova formazione
  • Unità di servizi e supporto

Decorazioni[modifica | modifica sorgente]

Agli uomini della 24. Panzer-Division furono assegnate 13 Spille per il Combattimento corpo a corpo in Oro. Altri 135 si meritarono la Croce Tedesca d'oro e due quella d'argento[16]; mentre il totale di chi si vide assegnare la Spilla d'Onore dell'Esercito fu 39. 47 Croci di Cavaliere della Croce di Ferro (Ritterkreuz) vennero appuntate nel petto di altrettanti membri della divisione[14][17].

Maximilian von Edelsheim poté vantarsi di essere l'unico tra i suoi commilitoni ad essere insignito dell'Ordine di Michele il Coraggioso di terza classe in data 30 maggio 1944.

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

Prima formazione

Nome Grado Inizio Fine
Kurt Feldt Generalleutnant 28 novembre 1941 21 aprile 1942
Bruno von Hauenschild Generalmajor 21 aprile 1942 8 settembre 1942
Arno von Lenski Generalmajor 12 settembre 1942 14 novembre 1942
Arno von Lenski Generalleutnant 15 novembre 1942 2 febbraio 1943

Seconda formazione

Nome Grado Inizio Fine
Maximilian von Edelsheim Oberst 1 marzo 1943 31 maggio 1943
Maximilian von Edelsheim Generalleutnant 1 giugno 1943 1 agosto 1944
Gustav-Adolf von Nostitz-Wallwitz Generalmajor 1 agosto 1944 25 marzo 1945
Rudolf von Knebel-Döberitz Major 26 marzo 1945 8 maggio 1945

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Questo equipaggiamento fu utilizzato nel corso del tempo, generalmente usando contemporaneamente due o più tipi di carro
  2. ^ Nella lingua tedesca il punto "." equivale al numero ordinale nella lingua italiana; nel caso specifico è messo al posto della "ª"
  3. ^ a b c d e 1. Kavallerie Brigade su Axis History factbook. URL consultato il 02/12/2009.
  4. ^ La fonte è molto cauta nell'attribuire alla vicenda una sicura veridicità
  5. ^ a b c 1. Kavallerie-Division su Axis History Factbook. URL consultato il 02/12/2009.
  6. ^ a b c d e Unità dell'Heer su okh.it. URL consultato il 02/12/2009.
  7. ^ Il sito okh.it scrive invece che la divisione fu inviata in Germania e a dicembre
  8. ^ La Wehrmacht scrivera proprio in questo modo i numeri delle armate corazzate, pertanto le quattro "X" non sono un errore
  9. ^ (DE) Panzer-Regiment 24 in lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 04/12/2009.
  10. ^ P. Carell, Operazione Barbarossa, BUR, 2000
  11. ^ AA.VV., Germany and the second world war, volume VI: the global war, Oxford press, 1991
  12. ^ P. Carell, Terra bruciata, BUR, 2000
  13. ^ a b (EN) 24. Panzer-Division su feldgrau.com. URL consultato il 04/12/2009.
  14. ^ a b (EN) 24. Panzer-Division su Axis History Factbook. URL consultato il 04/12/2009.
  15. ^ La suddivisione in battaglioni è riferita al solo periodo di Stalingrado, mentre non è certa per la nuova formazione
  16. ^ Leopold Hirschmann (ricevuta il 31/05/1944) e Huber (manca il nome) il 01/08/1944
  17. ^ Inclusi sei casi non confermati

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Carell, Operazione Barbarossa, BUR, 2000, (ISBN non esistente)
  • P. Carell, Terra bruciata, BUR, 2000, (ISBN non esistente)
  • F. DeLannoy, Panzertruppen, Editions Heimdal, 2001, ISBN 2-84048-151-0
  • A. Beevor, Stalingrado, Rizzoli, 1998, ISBN 88-17-25876-8
  • J.D. Mark, Death of the leaping horseman, Southwood press, 2003, (ISBN non esistente)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]