22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre

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22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre
Ensign of the 22º Gruppo of the Italian Air Force.svg
Lo spauracchio, simbolo del 22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre
Descrizione generale
Nazione bandiera Regno d'Italia
Bandiera dell'Italia Italia
Servizio Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svgAeronautica Militare
Tipo gruppo di volo
Velivoli storici Macchi M.C.200 - Reggiane Re.2001
Decorazioni medaglia d'argento al valor militare
medaglia di bronzo al valor militare
Parte di
dal 1953 parte del 51º Stormo
Reparti dipendenti
359ª squadriglia
362ª squadriglia
369ª squadriglia
371ª squadriglia

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Voci di unità militari presenti su Wikipedia

Il 22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, o semplicemente 22º Gruppo Caccia, fu un gruppo della Regia Aeronautica che combatté sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale. Il 22º Gruppo venne inviato al fronte nell'estate del 1941 con quattro squadriglie formate da piloti veterani, la 359ª, 362ª, 369ª e la 371ª. Il Gruppo restò al fronte sino al maggio 1942, quando venne sostituito dal 21º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre. A partire dal 1953 il 22º Gruppo venne annesso al 51º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.

Il Comando Aviazione del Corpo di spedizione italiano in Russia venne ufficialmente costituito il 29 luglio 1941 sull'aeroporto di Tudora, in Ungheria. Il Gruppo atterrò in questo aeroporto il 12 agosto.

Gli apparecchi erano 51 Macchi M.C.200 che adottavano una mimetizzazione mediterranea: fondo ocra chiaro, con fitto reticolo di macchie irregolari verde opaco, mentre la capotatura del motore, la fascia sulla fusoliera appena dietro l'abitacolo e il bordo inferiore all'estremità alare erano gialle. Sul bordo d'attacco delle ali apparivano due grossi triangoli bianchi, con la punta rivolta verso l'interno dell'ala. Il numeri identificativi e della squadriglia erano dipinti di nero. I Macchi erano accompagnati da due Savoia-Marchetti S.M.81 e tre Caproni Ca.133 per il supporto logistico. Il 16 agosto arriva anche il 61º Gruppo da Osservazione Aerea con 32 Caproni Ca.311 (34ª, 119ª, e 128ª squadriglia) ed un Savoia-Marchetti S.M.82 per il supporto.

Lo stemma del Gruppo era uno spauracchio su triangolo bianco. Il 27 agosto il Gruppo effettua il battesimo del fuoco abbattendo otto aerei sovietici, due Polikarpov I-16[1] e sei Tupolev SB-2[2], senza riportare perdite. Nei giorni successivi i sovietici non portarono più in volo i loro apparecchi, troppo vecchi al confronto coi Macchi. Gli italiani pensarono quindi di aver spaventato il nemico, da qui l'adozione dello spaventapasseri che fuma gli aerei nemici, rappresentati da otto stelle rosse.

Il 22º Gruppo rientrò in Italia il 4 maggio 1942 lasciando i velivoli al subentrante 21º Gruppo. A fine giugno verrà rischierato in Sardegna con i nuovi Reggiane Re.2001 e poi in Sicilia, al comando del maggiore Vittorio Minguzzi. Poi il reparto passerà alla difesa di Napoli.

Indice

[modifica] Dopo la guerra

Dopo la guerra, il 22º Gruppo, ribattezzato Gruppo Intercettori, venne integrato nel 51º Stormo e operò con i caccia intercettori F-104S e, dal 1989, F-104ASA. Nel 1995 ricevette la medaglia d'argento e di bronzo al valor militare per l'attività svolta durante la seconda guerra mondiale.

Il 25 febbraio 1999 nell'ambito dei provvedimenti volti alla riorganizzazione dell'Aeronautica Militare il gruppo venne posto in "posizione quadro" e gli ultimi velivoli e parte del personale vennero ereditati dal XX Gruppo del 4º Stormo

[modifica] Note

  1. ^ Chiamati Rata, topo in castigliano, dai piloti italiani che li avevano conosciuti nella guerra di Spagna.
  2. ^ Chiamati Katiuska ed erroneamente attribuiti all'ingegneria statunitense, nonostante gli SB-2 fossero stati esibiti nell'Esposizione Aeronautica di Milano nel 1935.

[modifica] Bibliografia

  • Nicola Malizia, Ali sulla Steppa, la Regia Aeronautica nella Campagna di Russia, Edizioni dell'Ateneo, 1987, Roma.
  • Dimensione Cielo (Aerei italiani nella 2ª Guerra Mondiale), Volumi 1-2-4-7, Edizioni Bizzarri, Roma.
  • Antonio Ricchezza, La storia illustrata di tutta la campagna di Russia, Volumi 1 e 2, Longanesi & C., 1971, Milano.
  • Angelo Emiliani, Giuseppe F. Ghergo, Achille Vigna, Regia Aeronautica: Balcani e Fronte Orientale, Edizioni Intergest, 1974, Milano.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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