20th Century Boys

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20th Century Boys
manga
Copertina del primo volume dell'edizione italiana
Copertina del primo volume dell'edizione italiana
Titolo orig. 20世紀少年
(Nijū seiki shōnen)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Naoki Urasawa
Editore Shogakukan
1ª edizione 19992006
Collanaed. Big Comic Spirits
Tankōbon 22 (completa)
Editore it. Panini Comics - Planet Manga
1ª edizione it. 2002 – 2007
Volumi it. 22 (completa)
Formato it. 13 × 18 cm
Pagine it. 216
Testi it.
Target seinen
Genere fantascienza
Tema teoria della cospirazione
21st Century Boys
manga
Copertina del primo volume dell'edizione italiana
Copertina del primo volume dell'edizione italiana
Titolo orig. 21世紀少年
(Nijūichi seiki shōnen)
Autore Naoki Urasawa
Editore Shogakukan
1ª edizione 20062007
Collanaed. Big Comic Spirits
Tankōbon 2 (completa)
Editore it. Panini Comics - Planet Manga
1ª edizione it. giugno 2008 – ottobre 2008
Volumi it. 2 (completa)
Formato it. 13 × 18 cm
Pagine it. 208
Target seinen
Genere fantascienza
Tema teoria della cospirazione

20th Century Boys (20世紀少年 Nijū seiki shōnen?, lett. "I ragazzi del XX secolo") è una serie manga di Naoki Urasawa pubblicata in Giappone sulla rivista Big Comic Spirits della casa editrice Shogakukan a partire dal 1999 e conclusa nel 2006 con 249 capitoli raccolti in 22 tankōbon. La serie ha avuto una trasposizione in tre film live-action, pubblicati tra il 2008 ed il 2009, diretti da Yukihiko Tsutsumi e prodotti da Dentsu Inc.

Nella primavera 2007 è stata pubblicata una seconda serie (sempre su Big Comic Spirits) col nuovo titolo 21st Century Boys (21世紀少年 Nijūichi seiki shōnen?); la serie si è conclusa nel luglio successivo, composta da 16 capitoli e raccolta in due volumi, l'ultimo dei quali edito in patria il 30 settembre 2007.

La serie è stata tradotta in numerosi paesi, tra i quali il Nord America, Italia, Spagna, Francia, Portogallo e Brasile.

Si tratta di un manga di ampio respiro con un'atmosfera cupa[1], che mescola elementi di teoria della cospirazione alla fantascienza[2]; importante è il ruolo della cultura popolare giapponese e internazionale, in particolare dei fumetti e della musica (il titolo stesso è tratto dalla canzone dei T. Rex 20th Century Boy). La trama include altresì richiami non troppo velati al problema delle sette che affligge la società giapponese e al terrorismo internazionale[3][2].

La narrazione è non-sequenziale, e copre eventi che vanno dal 1969 (quando i protagonisti erano dei ragazzini che sognavano di "salvare il mondo") al 1997 (quando parte la narrazione "lineare" della storia) al 2001 (quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite celebra una serie di personaggi che effettivamente hanno "salvato il mondo"), per poi passare al 2014 (quando la pace mondiale sembra nuovamente in pericolo) e ancora oltre, all'"Era dell'Amico", dal 2016 in poi[3]. Ogni volume presenta una serie di passaggi da un'epoca all'altra, sotto forma di flashback, che permettono all'autore di mantenere alta la tensione e l'interesse del lettore.

Il fumetto ha ricevuto un'ottima accoglienza da parte della critica che gli ha permesso di vincere importanti riconoscimenti come il Premio Kodansha per i manga nel 2001, il Premio Shogakukan per i manga nel 2003 ed il Premio Seiun nel 2008 e la sua traduzione in inglese ha ottenuto un Eisner Award come miglior fumetto asiatico pubblicato negli Stati Uniti nel 2011 e nel 2013. Durante la premiazione del Grand Prize del 37° Japan Cartoonist Award del 2008 è stato definito come “capolavoro che è riuscito a stabilire un nuovo livello di qualità per i manga posteriori alla seconda guerra mondiale”[4].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969 un gruppo di bambini composto da Kenji, Occho, Yoshitsune, Maruo, Yukiji e Donkey costruiscono un nascondiglio in un campo da utilizzare come base segreta e dove nascondersi per scambiarsi manga e riviste porno ed ascoltare la radio. Per celebrare l'evento Occho disegna un simbolo che rappresenti la loro amicizia, composto da un occhio ed una mano che indica. Iniziano anche a fantasticare su uno scenario apocalittico, in cui dei cattivi tentano di distruggere il mondo mentre loro tentano di fermarli, trascrivendolo in un libro che chiamano Libro delle profezie.

Trent'anni dopo, negli anni novanta, Kenji gestisce un minimarket insieme alla madre e prendendosi cura della figlia della sorella scomparsa. Dopo aver ricevuto la notizia che Donkey si è suicidato, Kenji viene a conoscenza di una setta comandata da una persona mascherata che si fa chiamare "L'Amico", che utilizza lo stesso simbolo che i bambini crearono trent'anni prima e compiendo eventi simili a quelli descritti nel Libro delle Profezie. Kenji radunerà così i vecchi compagni per capire chi si nasconda dietro la maschera de "L'Amico" e fermarlo prima che distrugga il genere umano.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Kenji Endo (遠藤 ケンヂ Endō Kenji?): è uno dei ragazzi che componevano il gruppo che scrisse il Libro delle Profezie, è un tipo tranquillo ed amante del rock and roll. Una volta cresciuto lavora nel negozio di famiglia insieme alla madre anziana e crescendo la nipote Kanna, lasciatagli dalla sorella. Una volta scoperta la morte di Donkey e che l'Amico sta cercando di far realizzare ciò che c'è scritto nel Libro delle Profezie, riunisce il vecchio gruppo per scoprire chi sia l'Amico e fermarlo. Viene creduto morto durante gli eventi del capodanno di sangue ma riappare dopo molti anni in sella ad una moto e con una chitarra, cantando canzoni di pace, col nome Joe Yabuki[5]. Tornerà insieme al vecchio gruppo ed alla nipote per ostacolare nuovamente i piani dell'Amico.
  • Kanna Endo (遠藤カンナ Endō Kanna?): nipotina di Kenji, viene affidata a lui dopo la fuga della madre. Sin da piccola sembra possedere poteri soprannaturali, telepatia e telecinesi; il padre, inizialmente sconosciuto, è in realtà Fukubei. Dopo la scomparsa dello zio durante il capodanno di sangue torna in patria come studentessa liceale. Si muoverà attivamente, insieme ai rimanenti del vecchio gruppo, per sventare i piani dell'Amico e scoprire chi si celi dietro la sua maschera.
  • L'Amico (ともだち Tomodachi?): è un leader enigmatico di una setta che nel 1997 inizia ad utilizzare il simbolo creato da Kenji e gli amici 30 anni prima. Il suo volto rimane costantemente nascosto con una maschera che raffigura il simbolo, cambiandola di tanto in tanto con altre maschere. Uno dei suoi obiettivi è quello di conquistare il mondo compiendo gli scenari descritti nel Libro delle Profezie. Le persone che si nascondono dietro l'identità dell'amico sono due:
    • Fukubei (フクベエ Fukubē?): il suo vero nome è Hattori (服部 Hattori?). È un ex compagno di scuola di Kenji e si rivelerà essere il padre di Kanna oltre che la prima persona ad assumere l'identità de l'Amico. Nutriva un'invidia patologica nei confronti di Kenji e del suo gruppo. Viene ucciso da Yamane.
    • Katsumata Tadanobu (勝俣忠信 Tadanobu Katsumata?): l'uomo che usurpa il posto di Fukubei dopo la sua morte spacciandosi per l'Amico, ha poteri di preveggenza e nutre un odio profondo per Kenji. A differenza di Fukebei che voleva conquistare il mondo, Katsumata vuole distruggere l'intero pianeta ritenendo l'umanità inutile.
  • Choji Ochiai (落合 長治 Ochiai Chōji?) soprannominato Occho (オッチョ Otcho?): amico d'infanzia di Kenji e membro del vecchio gruppo di amici che scrisse il Libro delle Profezie ed è inoltre il creatore del simbolo. Nel 1988, dopo la tragica morte del figlio, venne inviato in Thailandia dalla società commerciale per cui lavorava, ma scomparve per una settimana, rifugiandosi in un monastero allo scopo di diventare un monaco buddhista; al suo ritorno divorziò, abbandonò il lavoro e si diresse in India. A causa della sua forza e della sua autorità è stato soprannominato Shogun.
  • Minamoto (皆本 Minamoto?) soprannominato Yoshitsune (ヨシツネ Yoshitsune?): amico d'infanzia di Kenji, membro del vecchio gruppo, ed uno dei pochi a rispondere alla sua chiamata per combattere assieme contro l'Amico; mentre nel 2014 egli diviene uno dei leader delle organizzazioni clandestine intenzionate a distruggerne il potere.
  • Maruo (マルオ Maruo?): corpulento amico d'infanzia di Kenji. In seguito diventa manager del cantante pop Haru Namio, uno degli artisti preferiti dell'Amico. Anche proprietario di una piccola cartoleria.
  • Saburo Kido (木戸三郎 Kido Saburô?) soprannominato Donkey (ドンキー Donkī?): amico d'infanzia di Kenji. Amante della scienza e acerrimo nemico di tutto ciò che è esoterico; da adulto verrà assassinato su ordine dell'Amico.
  • Froggy (ケロヨン Keroyon?): amico d'infanzia di Kenji, soprannominato Froggy. Viene portato sotto protezione negli Stati Uniti quando scopre che la madre di Kanna si è in realtà recata oltreoceano per cercar di produrre un vaccino contro l'epidemia del 2015.
  • Yukiji Setoguchi (瀬戸口 ユキジ Setoguchi Yukiji?): cara amica d'infanzia ed ex-compagna di classe di Kenji, si unisce al suo gruppo quando sono ancora bambini. Durante gli anni di scuola era un maschiaccio capace di mettere KO i due gemelli bulli, Mabo e Yanbo. Kenji e Yukiji hanno avuto una cotta reciproca da ragazzi, ma nessuno dei due ha mai avuto il coraggio di confessarlo apertamente. Verso la fine degli anni '90 è una donna in carriera nubile che lavora come funzionario doganale ma venendo spesso comicamente scambiata dagli amici di Kenji e dai paesani locali come un agente della squadra narcotici. Dopo la scomparsa di Kenji diventa la tutrice di Kanna.
  • Kyutaro Kaminaga (神永球太郎 Kaminaga Kyūtaro?) soprannominato Kamisama (神様 Kamisama?): soprannome di un vagabondo senza casa; ha il potere di vedere in anticipo cosa accadrà. In seguito diventa estremamente ricco utilizzando le proprie capacità per giocare in Borsa; diventerà il primo civile giapponese a viaggiare nello spazio.
  • Inshu Manjome (万丈目 胤舟 Manjome Inshu?): un uomo d'affari che si allea ad Amico. A partire dal 2000 fonda e diventa leader del partito democratico dell'amicizia.
  • Sada Kiyoshi (佐田清志 Kiyoshi Sada?) soprannominato Sadakiyo (サダキヨ Sadakiyo?): ex-compagno di classe di Kenji, che non faceva parte però della banda originale e che indossava spesso un maschera. Vittima di bullismo, poiché attendeva l'arrivo sulla terra degli extraterrestri.
  • Masao Tamura (田村 マサオ Tamura Masao?) soprannominato Numero 13 (13番 13-Ban?): è inizialmente uno studente con una spropositata passione per l'Amico e la sua setta, arrivando ad uccidere con le sue mani il capo di una setta concorrente. È l'assassino di Donkey, che frequentava la stessa università. Viene successivamente carcerato e soprannominato Numero 13.
  • Kyoko Koizumi (小泉響子 Koizumi Kyōko?): ragazza che frequenta la stessa scuola di Kanna, verrà coinvolta da Yoshitsune e Kamisama nello scontro con l'Amico.
  • Kiriko Endo (遠藤 貴理子 Endō Kiriko?): sorella maggiore di Kenji e madre di Kanna. Dopo che il suo fidanzato è stato misteriosamente assassinato, viene sedotta da Fukubei. Diventa batteriologa e cerca di trovar dei vaccini efficaci contro le epidemie virali. Quando Yamane scatena il virus Kiriko cercherà di fermarlo.
  • Yanbo e Mabo (ヤン坊・マー坊 Yanbō ・ Mābō?): due grassi gemelli, i peggiori bulli della scuola durante l'infanzia di Kenji. Diventano dirigenti proprietari di una grande azienda.
  • Yamane (山根 Yamane?): un batteriologo che aveva lavorato con Kiriko. Responsabile delle ricerche sul virus mortale che entrerà in possesso dell'Amico.
  • Mitsuyo Takasu (高須 光代 Takasu Mitsuyo?): appartenente all'organizzazione dell'Amico, originariamente amante di Manjome e poi, dopo averlo fatto assassinare, come segretaria generale della setta.
  • Padre Nitani (仁谷 Nitani?): un sacerdote cattolico, convertitosi dopo essere stato nella sua giovinezza un gangster della yakuza.
  • Padre Luciano (ルチアーノ Ruchiāno?): al servizio del Vaticano, è dedito allo studio della Bibbia e delle antiche profezie contenute in essa.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Il manga è stato originariamente pubblicato sulla rivista Big Comic Spirits di Shogakukan dal 1999 al 2006 in 22 volumi[6], pubblicati dal 29 gennaio 2000 al 30 novembre 2006. Nell'aprile 2006 Urasawa ha pubblicato, a sorpresa, l'ultimo capitolo del manga (inserito poi nel volume 22, pubblicato il 30 novembre 2006 in Giappone). Nonostante questo ha dato appuntamento alla primavera 2007, e già dal Natale 2006 è iniziata la pubblicazione su rivista della seconda serie (sempre su Big Comic Spirits) col nuovo titolo 21st Century Boys (21世紀少年 Nijūichi seiki shōnen?); la serie si è conclusa nel luglio successivo, ed è stata raccolta in due volumi, l'ultimo dei quali edito in patria il 30 settembre 2007. Uno spin-off intitolato Aozora Chu-Ihō è stato pubblicato su Big Comic Spirits nel febbraio 2009 dove l'autore creditato è Ujiko-Ujio, il duo di mangaka fittizio presente in 20th Century Boys[7].

In America il manga è licenziato da Viz Media[8] e pubblicato tra il 17 febbraio 2009[9] ed il 18 settembre 2012[10]. In Spagna il manga è edito da Planeta DeAgostini[11], in Francia, Portogallo e Brasile da Panini Comics[12][13]. L'edizione italiana è curata da Planet Manga che l'ha pubblicato in tra il 2002 ed il 2007[6], mentre i due volumi di 21st Century Boys sono stati pubblicati rispettivamente il 19 giugno 2008[14] ed il 9 ottobre 2008[15].

Trilogia live-action[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 20th Century Boys 1: Beginning of the End, 20th Century Boys 2: The Last Hope e 20th Century Boys 3: Redemption.

La regia del film è affidata a Yukihiko Tsutsumi[16], la colonna sonora è stata scritta dal gruppo T. Rex[17], autore anche della canzone 20th Century Boy che Kenji canta nel manga[18] ed il film è prodotto dalla compagnia Dentsu Inc.[19]. Kenji è interpretato da Toshiaki Karasawa, Occho da Etsushi Toyokawa e Yukiji da Takako Tokiwa[17]. Urasawa, durante la scrittura del film, ha controllato i copioni ma senza poter apportare modifiche a causa dei diritti di proprietà del regista[20]. La trasposizione cinematografica ha avuto un budget totale di 60 miliardi di yen[17] (circa 60 milioni di dollari) ed è stato girato in 7 diversi paesi[21].

La premiere mondiale del primo film della trilogia è stata tenuta a Parigi[22], mentre il 30 agosto 2008 viene mandato nelle sale giapponesi[23] intitolato 20 seiki shônen: Honkaku kagaku bôken eiga[24]. Il secondo ed il terzo film, intitolati rispettivamente 20-seiki shonen: Dai 2 shô - Saigo no kibô e 20-seiki shonen: Saishu-sho - Bokura no hata, sono entrambi usciti nel 2009[25][26] (il secondo il 31 gennaio[27] mentre il terzo il 29 agosto[28].

In America i primi due film sono stati proiettati a Philadelphia durante il Cinefest 2009[29] ed il terzo il 27 settembre 2009 al New York Anime Fest[30], mentre i diritti per i DVD sono stati acquistati da Viz Media[31]. Il primo film della trilogia è stato proiettato in Italia durante il Future Film Festival 2009 tra il 29 gennaio ed il 1° febbraio[32] mentre il secondo ed il terzo film sono stati proiettati durante lo stesso evento il 29 gennaio 2010[33]. Inoltre la trilogia è stata portata anche in altri paesi come Francia, Cina, Taiwan, Thailandia, Singapore, Malaysia, Brunei ed Indonesia[29].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il manga ha vinto il premio Kodansha per i manga nel 2001 nella categoria generale[34], lo Shogakukan Manga Award nel 2003[35], ed il premio al miglior fumetto al Festival international de la bande dessinée d'Angoulême nel 2004[36] ed il Grand Prize del 37° Japan Cartoonist Award del 2008[4], nello stesso anno ha vinto anche il premio al miglior manga durante la 46° "Convention Giapponese della Fantascienza"[37]. Il film è al 18° posto tra i live-action più amati dai giapponesi[38]. Il primo film ha raggiunto 2 miliardi di yen di incassi nelle prime tre settimane[39] e raggiungendo i 3,9 miliardi di yen entro fine anno[40], mentre il DVD ha venduto 88.018[41] copie e 15.915 copie rispettivamente per l'edizione normale e per l'edizione deluxe[42]. Il secondo film ha raggiunto, dopo 6 settimane, l'equivalente di 28 milioni di dollari[43] e 47.750 copie per l'edizione DVD[44], il terzo film ha raggiunto 4,34 miliardi di yen di incassi risultando il 7° che ha guadagnato di più in Giappone nel 2009[45] e l'edizione DVD 57.848 copie vendute nel primo semestre 2010[46].

All'estero, il manga è stato premiato nel 2011 al Comic-con di San Diego con l'Eisner Award per il miglior edizione americana di un fumetto asiatico[47]. Il manga è stato premiato nel 2012 con l'Eagle Award come miglior manga[48]. Nello stesso anno ottiene una nomination per l'Eisner Award nella categoria per la miglior serie in corso[49] mentre l'anno successivo vincerà lo stesso premio nella categoria miglior fumetto asiatico[50], replicando il successo ottenuto nel 2011, ed ottenendo una nomination all'Harvey Awards nel 2010[51] e nel 2013[52].

Anche in Italia il manga ha avuto notevole successo, risultando all'8° posto tra i migliori seinen degli anni '90 sul sito AnimeClick.it[53] ed al terzo posto come manga da leggere più consigliato dagli utenti[54], mentre il primo film è stato candidato al "Lancia Platinum Grand Prize" durante il Future Film Festival 2009 di Bologna[55].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 20th Century Boys - Recensione, Everyeye, 31 marzo 2005. URL consultato il 26 settembre 2014.
  2. ^ a b 20th Century Boys - La trilogia - Recensione, Everyeye, 29 gennaio 2013. URL consultato il 26 settembre 2014.
  3. ^ a b (EN) Jason Thompson's House of 1000 Manga - 20th Century Boys, Anime News Network, 28 marzo 2013. URL consultato il 26 settembre 2014.
  4. ^ a b 20th Century Boys vince il 37° Japan Cartoonist Award, AnimeClick.it, 11 maggio 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  5. ^ Citazione al protagonista di Rocky Joe
  6. ^ a b Manga » 20th Century Boys, Jigoku.it. URL consultato il 25 settembre 2014.
  7. ^ (EN) 20th Century Boys' Fictional Ujiko-Ujio Draws Spinoff, Anime News Network, 15 febbraio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  8. ^ (EN) Viz Adds 20th Century Boys, Pluto Manga, Anime News Network, 25 luglio 2008. URL consultato il 26 settembre 2014.
  9. ^ (EN) 20th Century Boys (GN 1), Anime News Network. URL consultato il 26 settembre 2014.
  10. ^ (EN) 20th Century Boys (GN 22), Anime News Network. URL consultato il 26 settembre 2014.
  11. ^ (ES) 20TH CENTURY BOYS 01. URL consultato il 26 settembre 2014.
  12. ^ (FR) 20th CENTURY BOYS, Panini Comics. URL consultato il 26 settembre 2014.
  13. ^ (PT) 20th CENTURY BOYS - ED. 1, Panini Comics. URL consultato il 26 settembre 2014.
  14. ^ 21ST CENTURY BOYS 1, Panini Comics. URL consultato il 26 settembre 2014.
  15. ^ 21ST CENTURY BOYS 2, Panini Comics. URL consultato il 26 settembre 2014.
  16. ^ Trailer per il live action di 20th Century Boys, AnimeClick.it, 28 aprile 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  17. ^ a b c Nuove informazioni sul live action di 20th Century Boys, AnimeClick.it, 5 febbraio 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  18. ^ Naoki Urasawa, 20th Century Boys, vol. 1, Shogakukan.
  19. ^ Daisuki: da aprile gli anime in diretta dal Giappone, AnimeClick.it, 17 marzo 2013. URL consultato il 25 settembre 2014.
  20. ^ Intervista a Naoki Urasawa, Mangaforever.net, 22 agosto 2012. URL consultato il 25 settembre 2014.
  21. ^ Nuove info sul Live-action di 20th Century Boys, Everyeye, 4 febbraio 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  22. ^ (EN) 20th Century Boys Film's World Premiere Held in Paris, Anime News Network, 22 agosto 2008. URL consultato il 26 settembre 2014.
  23. ^ Trailer del Live-action di 20th Century Boys, Everyeye, 24 aprile 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  24. ^ 20th Century Boys 1: Beginning of the End, AnimeClick.it. URL consultato il 25 settembre 2014.
  25. ^ 20th Century Boys 2: The Last Hope. URL consultato il 25 settembre 2014.
  26. ^ 20th Century Boys 3: Redemption, AnimeClick.it. URL consultato il 25 settembre 2014.
  27. ^ 20th Century Boys, trailer per il secondo live action, AnimeClick.it, 4 dicembre 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  28. ^ 20th Century Boys Final Chapter: trailer ultimo film della trilogia, AnimeClick.it, 10 giugno 2009. URL consultato il 25 settembre 2014.
  29. ^ a b (EN) 1st Two 20th Century Boys Films to Run in Philadelphia, Anime News Network, 28 febbraio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  30. ^ (EN) Full 20th Century Boys Trilogy at New York Anime Fest, Anime News Network, 12 luglio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  31. ^ (EN) Viz Adds Live-Action 20th Century Boys Film Trilogy, Anime News Network, 7 luglio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  32. ^ (EN) Stranger, 20th Century Boys at Italy's Future Film Fest, Anime News Network, 15 gennaio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  33. ^ Future Film Festival, a lezione dai maghi dei pupazzi in plastilina, Repubblica.it, 29 gennaio 2010. URL consultato il 26 settembre 2014.
  34. ^ (EN) Kodansha Manga Award. URL consultato il 26 settembre 2014.
  35. ^ (EN) 53rd Shogakukan Manga Award Winners Announced, Anime News Network, 30 gennaio 2008. URL consultato il 26 settembre 2014.
  36. ^ (EN) Manga-mania in France, Anime News Network, 4 febbraio 2004. URL consultato il 26 settembre 2014.
  37. ^ 20th Century Boys, Dennou Coil e Library Wars premiati al Daicon 7, AnimeClick.it, 27 agosto 2008. URL consultato il 25 settembre 2014.
  38. ^ (EN) Survey Finds "Death Note" Favorite Live Action Anime/Manga Adaptation, Crunchyroll, 26 settembre 2011. URL consultato il 26 settembre 2014.
  39. ^ (EN) Japanese Box Office, September 13–14: 20th Stays at #1, Anime News Network, 16 settembre 2008. URL consultato il 26 settembre 2014.
  40. ^ (EN) 2008's Top Domestic Movies at Japanese Box Office (Updated), Anime News Network, 5 gennaio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  41. ^ (EN) Japanese Animation DVD Ranking, February 17-23, Anime News Network, 3 marzo 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  42. ^ (EN) Japanese Animation DVD Ranking, January 27-February 2 (Updated), Anime News Network, 3 febbraio 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  43. ^ (EN) Japanese Box Office, March 7-8, Anime News Network, 16 marzo 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  44. ^ (EN) Japanese Animation DVD Ranking, September 7-13, Anime News Network, 16 settembre 2009. URL consultato il 26 settembre 2014.
  45. ^ (EN) 2009's Top Movies at Japanese Box Office, Anime News Network, 2 gennaio 2010. URL consultato il 26 settembre 2014.
  46. ^ (EN) Top-Selling Animation DVDs/BDs in Japan: 1st Half of 2010, Anime News Network, 24 giugno 2010. URL consultato il 26 settembre 2014.
  47. ^ Eisner Awards 2011: i vincitori, Mangaforever.net, 23 luglio 2011. URL consultato il 25 settembre 2014.
  48. ^ Eagle Awards: ecco tutti i vincitori!, Mangaforever.net, 28 maggio 2012. URL consultato il 25 settembre 2014.
  49. ^ “Alla morte miei prodi” di Shigeru Mizuki si aggiudica l’Eisner Award, Mangaforever.net, 16 luglio 2012. URL consultato il 25 settembre 2014.
  50. ^ 20th Century Boys di Naoki Urasawa premiato con l'Eisner Award, AnimeClick.it, 26 luglio 2013. URL consultato il 25 settembre 2014.
  51. ^ Pluto, 20th Century Boys e Tezuka in Nomination per gli Harvey Awards!, Nanodà.com, 22 luglio 2010. URL consultato il 26 settembre 2014.
  52. ^ Harvey Awards 2013: le nomination, Mangaforever.net, 16 luglio 2013. URL consultato il 25 settembre 2014.
  53. ^ I migliori seinen anni '90 secondo l'utenza di AnimeClick.it, AnimeClick.it, 3 febbraio 2013. URL consultato il 25 settembre 2014.
  54. ^ AnimeClick.it: I manga "Da Leggere" e più consigliati dagli utenti, AnimeClick.it, 3 agosto 2013. URL consultato il 25 settembre 2014.
  55. ^ Future Film Festival 2009: 20th Century Boys e Genius Party, Nanodà.com, 14 gennaio 2009. URL consultato il 25 settembre 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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