2001: odissea nello spazio

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2001: odissea nello spazio
2001- Odissea nello spazio.PNG
Bowman dinanzi al monolito, nell'ultima enigmatica sequenza
Titolo originale 2001: A Space Odyssey
Paese di produzione Gran Bretagna, USA
Anno 1968
Durata 141 min[1]
160 min (première cut)[1]
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,20:1[2]
2,35:1[2]
Genere fantascienza
Regia Stanley Kubrick
Soggetto Arthur Clarke
Sceneggiatura Stanley Kubrick, Arthur Clarke
Produttore Stanley Kubrick
Fotografia John Alcott, Geoffrey Unsworth
Montaggio Ray Lovejoy
Effetti speciali Douglas Trumbull, Stanley Kubrick
Musiche AA. VV.
Tema musicale Also Sprach Zarathustra (Richard Strauss)
Scenografia Ernie Archer, Harry Lange, Tony Master
Trucco Stuart Freeborn
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

2001: odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey) è un film di fantascienza di Stanley Kubrick del 1968 basato su un soggetto di Arthur Clarke, il quale ha poi tratto dalla sceneggiatura un romanzo dal titolo omonimo.

Benché molti ritengano la pellicola ispirata al racconto di Clarke La sentinella, lo stesso autore[4] ha affermato che La Sentinella assomiglia a 2001 come una ghianda assomiglia a una quercia adulta.

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Kubrick aveva contattato Clarke perché necessitava di un buon soggetto di fantascienza per un film di genere. In questo modo il romanzo e il film nacquero e crebbero insieme, realizzando una collaborazione tra media differenti assolutamente unica e originale, almeno per l'epoca in cui fu attuata.

Sotto questo e altri aspetti, 2001 è rimasto uno dei più celebri film di fantascienza che, grazie alla sceneggiatura, alla recitazione e alla tecnica di ripresa, riproduce con fedeltà l'ambiente spaziale: tutti gli avvenimenti in ambienti senz'aria si svolgono in silenzio o con un valzer di Strauss come puro riempimento sonoro, l'astronave ha una gravità artificiale per rotazione che è correttamente rappresentata, i movimenti in assenza di gravità sono lenti come dovrebbero essere. Anche la scena in cui un astronauta rientra nell'astronave passando alcuni secondi in un ambiente di vuoto è stata approvata dagli esperti come verosimile,[5] dimostrando che è possibile fare un film di fantascienza rispettando la realtà e senza introdurre elementi artificiosi.

Tale film suscita nello spettatore un forte impatto emotivo; lo stesso Kubrick affermò: «ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio».[6]

Il film cerca di spiegare l'indissolubile legame che unisce l'uomo al tempo e allo spazio, l'intelligenza artificiale, l'utilizzo della scienza.

A questo proposito è di notevole effetto il raccordo tra le due scene iniziali del film, l'utilizzo di un oggetto, un osso, come strumento di offesa e di dominio (e comunque di conquista) da parte di un ominide e le astronavi orbitanti attorno alla Terra. In questa maniera il regista compie un salto logico di millenni conservando la trama narrativa del film, con un'operazione mirabile che trova pochi riscontri nella storia del cinema.

Kubrick rimase per due mesi chiuso nella sua villa nelle campagne inglesi a rivedere e tagliare il suo mastodontico lavoro; questa operazione è considerata il momento più decisivo nella produzione del cinema kubrickiano.

Nel 1991 la pellicola è stata giudicata di rilevante significato estetico, culturale e storico, e selezionata nella lista di film preservati nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[7]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il logo del film in carattere Futura

La prima parte del film si svolge nell'Africa di quattro milioni di anni fa: un gruppo di ominidi, guidati da un capo, sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile. Un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolito nero; gli ominidi, venendovi a contatto, imparano a usare strumenti per cacciare gli animali e a difendere il territorio uccidendo i nemici.

La seconda parte del film si svolge nel 2001 (un anno del lontano futuro rispetto al 1968 in cui fu prodotto il film): il dottor Heywood Floyd è chiamato in missione su una base lunare dove è stato scoperto un grande monolito nero sotterrato ad arte in tempi remoti. Floyd viene accompagnato a visitare lo scavo con il monolito ancora nel buio della notte lunare quindicinale. Mentre gli astronauti posano davanti all'artefatto per delle fotografie, il primo raggio di sole dell'alba lunare lo illumina per la prima volta dopo milioni di anni di oscurità, attivandolo per emettere un forte segnale radio nel cosmo. Questo tema ricalca maggiormente il racconto originale di Clarke, con il monolito nero al posto della piramide di cristallo.

Nella terza parte del film un gruppo di cinque astronauti, di cui tre in stato di ibernazione, è in volo a bordo dell'astronave Discovery One diretta verso Giove, assistito da un supercomputer, HAL 9000, dotato di una sofisticata intelligenza artificiale che lo rende valido interlocutore degli esseri umani a bordo.

Si scoprirà in seguito che a HAL è stato chiesto di nascondere il reale obiettivo della missione ai due astronauti svegli, il comandante David Bowman e il suo vice Frank Poole. Le conseguenze di quest'ordine, che genera un conflitto interiore nel calcolatore, programmato per collaborare con gli esseri umani senza omissioni o alterazioni di dati o informazioni, iniziano a manifestarsi tragicamente in prossimità dell'arrivo su Giove. Inizialmente HAL avverte un guasto inesistente a un componente per l'orientamento dell'antenna radio in collegamento con la Terra, poi, quando ciò inizia a insospettire gli umani, non trova altra soluzione che tentare di eliminarli, compresi i tre in stato di ibernazione, cui toglie le funzioni vitali facendoli morire.

HAL uccide anche Frank durante un'escursione extraveicolare. David Bowman esce a sua volta per recuperare il corpo del collega, ma gli viene impedito di rientrare nell'astronave; riesce comunque a passare attraverso l'ingresso di emergenza, l'unico ad apertura manuale. Dopo la pericolosissima manovra, riprende il controllo della nave e disabilita le funzioni superiori del calcolatore. Mentre Bowman opera, la mente di HAL 9000 sembra regredire allo stadio infantile, riesumando antichi ricordi e discorsi e cantando la filastrocca che il suo istruttore gli aveva insegnato, la celeberrima Giro giro tondo[8]. Poco prima della totale estinzione del supercomputer, si avvia la riproduzione di un filmato preregistrato nel quale il dottor Floyd rivela i veri scopi della missione all'equipaggio (oramai composto dal solo Bowman), informandolo riguardo al monolito trovato sulla Luna diciotto mesi prima della partenza del Discovery One, quale prima prova dell'esistenza di un'intelligenza extraterrestre. Il segnale radio emesso in direzione di Giove ha spinto a modificare la missione, da scientifica a quella di indagine di fenomeni extraterrestri.

Nell'ultima parte, intitolata "Jupiter and Beyond the Infinite" (in italiano "Giove e oltre l'infinito"), Bowman arriva in orbita intorno al pianeta gigante avvistando un monolito nero, gigantesco, al quale prova ad avvicinarsi con una capsula. Una panoramica del sistema gioviano con i satelliti allineati e il monolito pare inghiottire l'esploratore. Una scia luminosa multicolore cancella lo spazio conosciuto. Bowman e la capsula sono accelerati a velocità sconosciute. Scorci di stelle, nebulose, oggetti geometrici e inquietanti panorami alieni si alternano fino a materializzarsi in una stanza chiusa, arredata in stile Impero.

Sconvolto dal viaggio, l'uomo esce dalla capsula e mette piede nella camera (adiacente alla quale vi è una stanza da bagno), dove trova un letto matrimoniale e del cibo. Bowman, potendo soddisfare i suoi bisogni primari, sopravvive nella sua nuova dimora, in solitudine e in totale tranquillità. Non decifrabile da un'intelligenza umana è il ruolo dello spazio e del tempo. Bowman vede se stesso invecchiare e seguire poi i diversi stadi della propria vita. Allo stato massimo della sua vecchiaia, Bowman vede se stesso con davanti a sé il monolito per poi rinascere in forma di feto cosmico, il "Bambino-delle-stelle" ("Star-Child" in lingua originale)[9], che in un istante si riporta nello spazio terrestre scrutando dal cielo la nostra Terra, cogitabondo. Si intuisce che l'astronauta David Bowman ha subito una accelerazione evolutiva diventando un essere superiore estremamente evoluto. La musica che accompagna questa estrema metamorfosi è l'inizio del poema sinfonico di Richard Strauss Così parlò Zarathustra; il brano musicale aveva già sottolineato le prime immagini del film che, con questo richiamo musicale, si chiude in modo circolare.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Regia[modifica | modifica sorgente]

Le inquadrature all'inizio del film non sono altro che diapositive ad alta risoluzione proiettate con il sistema rivoluzionario (per l'epoca) del "front projection",[10] inventato dallo scrittore di fantascienza Murray Leinster.[11] Questa tecnica innovativa, dopo essere stata brevettata il 20 dicembre 1955 da Leinster, venne impiegata per la prima volta proprio in 2001: odissea nello spazio.[11]

Alla fine della prima scena del film in cui Guarda-la-Luna lancia un osso in aria, è presente una svista: l'ominide tiene in mano un femore, ma a roteare in aria è invece una tibia. In realtà l'errore non fu di Kubrick ma di un operatore al quale il regista, al termine di una giornata di riprese, aveva chiesto di riprendere un osso lanciato in aria nel cortile dei teatri di posa. Non prevista dal copione, quest'inquadratura farà parte di quel brillante match cut, divenuto uno delle scene più note del film, che collega due epoche estremamente distanti.

Gli ominidi nella parte iniziale del film sono dei mimi e dei ballerini, accompagnati da vere scimmie nel ruolo dei cuccioli. La specie in questione doveva essere glabra e priva di indumenti, impensabile per la moralità dell'epoca, così si è optato per una anteriore totalmente irsuta. Gli animali cacciati sono dei tapiri, specie sudamericana assente nel Pleistocene, scelti in alternativa ai selvaggi e aggressivi facoceri riportati nel romanzo.

I satelliti, le colonie orbitanti, la nave spaziale e la grande stazione spaziale ruotante che appaiono all'inizio della seconda parte del film, sono riproduzioni di progetti della NASA mai realizzati. L'elaborazione dei vari modelli di astronavi è stata affidata a ingegneri aerospaziali e non ad artisti.

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Secondo il soggetto originale l'astronave Discovery, dopo aver superato Giove, doveva concludere il suo viaggio nel sistema di Saturno, con preferenza del satellite Giapeto, già noto per la variazione sensibile dell'albedo all'osservazione telescopica. La complessità della riproduzione degli anelli di Saturno, i forti ritardi nella realizzazione del film e le pressioni dei produttori per concluderlo spinsero Kubrick ad anticipare la conclusione del viaggio nelle vicinanze di Giove.

Secondo A.C. Clarke il monolito nero aveva dimensioni proporzionali a 1-4-9: i quadrati dei primi tre numeri naturali (zero escluso). Il "Bambino delle Stelle" intravede naturalmente i successivi rapporti dimensionali.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film racconta una favola apocalittica sul destino dell'umanità e dello sviluppo della tecnologia, raccontato come se fosse un documentario in quello che è stato considerato come una svolta del genere della fantascienza.[12]

Inclassificabile, una «scommessa folle» ma vinta del regista[13] un'avventura spaziale che «diventa scoperta di sé stessi»[14]

« Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio. »
(Stanley Kubrick, regista, sceneggiatore e produttore del film)
« Negli anni '50 la scienza ha prevalso sulla fantasia e il romanzesco è stato più o meno abbandonato, man mano che i viaggi nello spazio e la tecnica venivano in primo piano. In questo filone, il capolavoro è 2001: odissea nello spazio, uno dei miei film preferiti, in cui tutto è scientificamente esatto e immaginato partendo dal possibile. È veramente l'apice della fantascienza[15] »
(George Lucas, regista di Guerre stellari)

Il film venne presentato il 6 aprile 1968.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha incassato 56.715.371 dollari.[16]

Il tema dell'intelligenza artificiale[modifica | modifica sorgente]

« A me piace lavorare con la gente. Ho rapporti diretti e interessanti con il dottor Poole e con il dottor Bowman. Le mie responsabilità coprono tutte le operazioni dell'astronave, quindi sono perennemente occupato. Utilizzo le mie capacità nel modo più completo; il che, io credo, è il massimo che qualsiasi entità cosciente possa mai sperare di fare. »
(Il computer HAL 9000)

Uno dei temi fantascientifici di 2001 che maggiormente colpirono pubblico e critica è quello del supercomputer HAL 9000 e della sua ribellione.

Nel film HAL appare dotato di una vera intelligenza artificiale: ha un occhio che gli permette di vedere e addirittura di leggere le parole sulle labbra degli uomini, parla con una voce del tutto naturale, e sembra in grado di provare sentimenti umani. Naturalmente sa giocare benissimo a scacchi e sconfiggere gli esseri umani in questo gioco. E sa anche uccidere quando si rende conto della possibilità di essere "disattivato".

Su questo tema Clarke e Kubrick erano stati troppo ottimisti. Il 2001 è passato e i computer di oggi sono ancora ben lontani dal traguardo dell'intelligenza artificiale; unica previsione realizzatasi alla lettera è quella che i computer sono oggi capaci di vincere gli uomini nel gioco degli scacchi, cosa che avviene ormai da diversi anni. È curioso tuttavia considerare che nel film non era stata prevista l'evoluzione dei sistemi di salvataggio dei dati: HAL, difatti, dietro richiesta degli astronauti, salva il resoconto di alcune operazioni addirittura su scheda perforata. Tuttavia, se si intende la "supremazia" del computer come una oscura prevalenza della tecnologia ovunque diffusa (imprevedibile nelle sue conseguenze e nei suoi condizionamenti sulla cultura umana), è indubitabile l'attualità della visione del regista. Su ciò Kubrick avrebbe degli illustri e molto dibattuti antesignani: il filosofo Martin Heidegger, con la sua "questione della tecnica"[17], e il sociologo Günther Anders, con la sua definizione di "uomo antiquato"[18] (ovvero: l'uomo che, dopo la bomba atomica, produce tecnologia ben oltre le sue capacità di valutarne appieno le conseguenze; per millenni abbiamo immaginato più di quanto non potessimo realizzare, mentre oggi realizziamo più di quanto non siamo poi in grado di controllare, nemmeno con l'immaginazione). Andando ancora a ritroso, lo possiamo trovare negli antichi testi sacri ebraici, dove si parla di un gigante costruito per la difesa del popolo ebraico, chiamato Golem[19], fatto di argilla, incapace di sentimenti, ma che poi sfugge al controllo del suo creatore, distruggendo ogni cosa sul suo cammino, e guarda caso proprio quando gli viene scritto "morte" sulla testa per renderlo inoperativo.

Va ricordato che Kubrick voleva realizzare un altro film sull'intelligenza artificiale, ma la morte lo colse prima di aver completato questo progetto. Il film fu invece realizzato con il titolo di A.I. - Intelligenza artificiale da Steven Spielberg che sostiene di aver seguito in buona parte le indicazioni di Kubrick.[20]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Musica nella versione definitiva[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora, rimasta una delle più famose nella storia del cinema, è composta da celebri brani di musica classica di autori classici e contemporanei, tra cui:

Il tema principale, "Così parlò Zarathustra", sottolinea i punti di svolta della storia, come il momento in cui Guarda-la-Luna inizia a mettere a frutto gli insegnamenti del Monolito, impugnando un osso e comprendendo di avere tra le mani un'arma per procurarsi da mangiare e per sopraffare i nemici, oppure quando David Bowman, sempre per mezzo del Monolito, si trasfigura in un essere nuovo, il Bambino delle Stelle. La scelta di questo brano probabilmente non è casuale, in quanto il poema sinfonico di Richard Strauss è ispirato all'omonima opera di Friedrich Nietzsche, nella quale si narra la discesa del profeta Zarathustra tra gli uomini per insegnare loro a divenire esseri liberi dai propri limiti (il concetto nietzschano di Oltreuomo). È quindi probabile che Kubrick e Clarke abbiano voluto evocare un'analogia tra Zarathustra e il monolito, e tra l'Oltreuomo e il Bambino delle Stelle.

Ligeti fu entusiasta dell'impiego delle sue opere, come il Requiem e l'alieno Atmospheres, ma altrettanto duro verso il regista.

« Meraviglioso è il modo in cui la mia musica è utilizzata nel film, lo è meno che nessuno mi abbia mai consultato e che [io] non sia stato pagato. Ammiro l'arte di Kubrick ma non il suo egoismo e il suo disprezzo per la gente.[21] »

Partitura respinta di Alex North[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora avrebbe dovuto essere, in origine, completamente diversa. Per realizzare le musiche, la casa di produzione aveva preteso che fosse scritturato lo stimato compositore avanguardistico Alex North, con cui Kubrick aveva già lavorato per il suo precedente film, Spartacus. Fin dai primi contatti con il musicista, Kubrick aveva però lasciato intendere di voler impiegare (anche) brani di musica classica. In particolare aveva insistito per mantenere, nell'inizio della pellicola, il noto brano di Strauss, che aveva scelto come brano provvisorio, ma del quale si era definitivamente innamorato. Il compositore North provò, tuttavia, a proporre al regista un brano di produzione propria, scritto in modo da mantenere un'atmosfera musicale analoga a quella del brano di Strauss. North, inoltre, compose musica anche per alcune scene successive, ma sempre collocate nella prima parte del film: in particolare, scrisse brani relativi al volo della stazione orbitale e al viaggio verso la Luna dello Shuttle del Dr. Floyd. In seguito, durante le fasi successive della lavorazione del film, North ebbe solo contatti sporadici con Kubrick. Dopo un po' di tempo a North venne chiesto di sospendere la produzione di ulteriori nuovi brani, per la seconda metà della pellicola. In seguito gli fu detto che la seconda parte del film sarebbe stata realizzata senza usare alcun commento musicale. Fu solo durante la proiezione della prima del film a Londra che il musicista, invitato a presenziare e convinto di essere parte dello staff produttivo, scoprì invece che tutto il materiale da lui composto e registrato, era stato infine scartato da Kubrick, che aveva seguito il suo proposito iniziale e aveva quindi utilizzato, oltre a quello di Strauss, anche altri brani di musica sinfonica già esistenti.

La partitura originale scritta da North, per quanto incompleta, è rimasta per molti anni un lavoro leggendario e molto chiacchierato nell'ambiente dei critici e degli estimatori di musica per cinema. Finalmente, all'inizio degli anni '90, dietro interessamento del compositore Jerry Goldsmith, allievo e amico personale di North, l'opera è stata recuperata dall'oblio e reincisa (purtroppo dopo la morte dell'autore), a cura dell'etichetta specializzata americana Varèse Sarabande, sotto la direzione musicale dello stesso Goldsmith.[22]

Nella seconda metà degli anni 2000 è stata pubblicata su cd anche una seconda edizione della composizione inedita: in questo caso l'editrice Intrada ha prodotto, a tiratura limitata, i brani di North nella loro versione originale, così come erano stati registrati a Londra nel 1968, in ottimo stato di preservazione.

Nel 1980 un fenomeno analogo si è ripetuto per la produzione del film di Kubrick Shining. Il compositore inizialmente contattato, John Williams, venne fermato subito e quindi non iniziò nemmeno a scrivere la partitura. Kubrick, nella versione finale del film, volle utilizzare solo pochi brani originali elettronici (scritti da Wendy Carlos), e impiegò per il resto una vasta scelta di musica sinfonica contemporanea.

Il computer HAL 9000[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi HAL 9000.
  • Il mistero del malfunzionamento di HAL viene svelato nel film 2010 - L'anno del contatto (1984). Nel frattempo il tema ha dato adito a numerose possibili interpretazioni, tra queste la consapevolezza di HAL di aver commesso un errore (nel prevedere un guasto all'antenna) in conflitto con la propria vantata "incapacità di errore".
  • Secondo taluni l'acronimo "HAL" (in inglese, diminutivo del nome Henry) deriva dal marchio "IBM" prendendo le lettere precedenti (nell'ordine alfabetico) di quest'ultimo: I → H, B → A, M → L. Arthur C. Clarke, l'autore del romanzo da cui è stato tratto il film, ha seccamente smentito anni dopo, ribadendo quanto spiegato nel libro ossia l'abbreviazione di Heuristically ALgoritmic (programmed computer).
  • La voce italiana di HAL dal caratteristico timbro è dell'attore palermitano Gianfranco Bellini, il quale la presterà negli anni ottanta negli spot televisivi di un personal computer e di un olio per auto (uno dei primi realizzati in grafica computer 3D), nonché nel trailer del film fantascientifico Johnny Mnemonic. Nonostante il timbro di voce usato da Bellini sia differente dall'originale, Kubrick ha più volte dichiarato di considerare il doppiaggio italiano di HAL 9000 in assoluto il migliore, inviando anche una lettera di congratulazioni all'attore italiano.[senza fonte]

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

  • Il contatto tra gli ominidi e il monolito extraterrestre richiama la Teoria degli antichi astronauti che ipotizza antichi contatti alieni con gli uomini.
  • La scena delle scimmie e del monolito è stata ripresa in innumerevoli opere, spesso a scopo parodistico, per citare esempi: La pazza storia del mondo (1981) di Mel Brooks, dove le scimmie traggono piacere dal toccare una determinata parte del proprio corpo, e in Slok (1972), opera prima del regista comico John Landis, dove un antropoide (interpretato sotto una maschera dallo stesso regista) terrorizza la provincia americana. Segue un balletto che fa il verso al film di Kubrick, sulle note di Also sprach e con un lancio finale di banane. Anche nel film di Tim Burton La fabbrica di cioccolato, tratto dal romanzo omonimo di Roald Dahl, è presente il famoso Così parlò Zarathustra in una scena ambientata nella stanza detta del "Telecioccolato" la cui particolarità è la presenza di un macchinario che teletrasporta barrette di cioccolato all'interno di un televisore. Al momento del teletrasporto effettuato la barretta è in piedi (chiarissimo riferimento al monolite di 2001: odissea nello spazio) e in TV viene trasmesso un documentario sulle scimmie (un altro riferimento al capolavoro di Kubrick, ovvero la scena iniziale del film). Nel film Zoolander (2001) i protagonisti Ben Stiller e Owen Wilson tentano di estrarre alcuni file da un computer MAC comportandosi come le scimmie della scena iniziale. Nell'episodio de I Simpson della terza stagione Il pony di Lisa, Homer fa un sogno in cui è una delle scimmie, che si mette a dormire appoggiato al monolito, però poi, mentre le altre scimmie scoprono il modo di usare gli utensili, Homer invece soltanto l'ozio.
  • Il tema del malfunzionamento del computer HAL venne ripreso nel film Dark Star, in un episodio della serie Futurama e nella serie La donna bionica, dove la cyborg protagonista sfida un'analoga macchina ribelle di nome Alex 7000. La vicenda della pazzia di HAL 9000 è stata ironicamente usata anche per una puntata della serie televisiva I Simpson, mescolata con quanto narrato da Dean Koontz in Generazione Proteus.

Nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • Il beatle John Lennon si proclamava fan entusiasta della pellicola, al punto da visionarla almeno una volta la settimana nella sua sala privata.[23][24]
  • La colonna sonora di 2001: odissea nello spazio è stata usata come introduzione dei concerti nell'ultimo tour dei Dream Theater Chaos in motion 2007-2008, suonata dai cinque musicisti.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • La puntata di Camera Café intitolata 2008: Odissea nell'ufficio è una vera e propria parodia del film, alla fine dell'episodio si può anche notare il famoso monolito che in realtà è solo la nuova macchinetta del caffè.

Nei fumetti[modifica | modifica sorgente]

  • Nel fumetto di Rat-Man la storia La Sentinella, apparsa per la prima volta sul numero 22, è una parodia del film, mentre nella serie animata di Rat-Man compare la pubblicità di un cellulare chiamato ironicamente "Monolith".
  • Il numero 9 di Dylan Dog (Alfa e Omega) è un chiaro omaggio al film di Kubrick.

Tecnologia e diritto[modifica | modifica sorgente]

Una scena del film in cui gli astronauti utilizzano dei dispositivi hardware costituiti da uno schermo rettangolare circondato da una cornice è stata citata dalla Samsung nell'ambito della causa contro Apple, nel tentativo di invalidare un brevetto di quest'ultima sull'aspetto esteriore dell'iPad, sostenendo che tali caratteristiche erano già presenti in opere precedenti.[25]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni di altre opere[modifica | modifica sorgente]

Le sequenze di Saturno, mai realizzate nel film, sono invece state effettuate per il film 2002: la seconda odissea (Silent running1972), diretto da Douglas Trumbull, supervisore agli effetti speciali del film di Kubrick. Il film non è un seguito di 2001, come invece potrebbe sembrare dal titolo italiano, che fu utilizzato in Italia come richiamo commerciale al film di Kubrick.

Visione futuristica del film[modifica | modifica sorgente]

  • Secondo il parere attuale di numerosi autori, le previsioni della pellicola sarebbero state attendibili qualora fosse rimasto costante lo sforzo di Stati Uniti e Unione Sovietica nella corsa allo spazio degli anni Sessanta.[26]
  • Il padre dell'astronautica Wernher von Braun prevedeva un atterraggio umano su Marte alla metà degli anni ottanta.[27] Nel romanzo il personaggio di Floyd è reduce da una missione sul Pianeta Rosso.
  • Kubrick anticipa l'utilizzo di monitor a schermo piatto con formato quadrato 1:1. Nel romanzo, la camera da letto della suite aliena dispone di uno schermo simile disposto sul soffitto e comandato da una tastiera a sensori ma provvista di cavo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b 2001: odissea nello spazio – Info principali, Internet Movie Database. URL consultato il 7 dicembre 2011.
  2. ^ a b 2001: odissea nello spazio – Specifiche tecniche, Internet Movie Database. URL consultato il 7 dicembre 2011.
  3. ^ "Moon-Watcher" nell'edizione originale
  4. ^ in una nota introduttiva al racconto stesso pubblicato nell'antologia La sentinella (Ed. Visual Pubblications)
  5. ^ Spiegazione su vialattea.net. URL consultato il 2 agosto 2012.
  6. ^ Scuola di Francoforte. URL consultato il 2 agosto 2012.
  7. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  8. ^ Nella versione originale HAL canta la canzone Daisy Bell
  9. ^ Entrambi i termini sono menzionati – ovviamente, il primo nell'edizione italiana, il secondo in quella originale – esclusivamente nel romanzo 2001: odissea nello spazio di Clarke
  10. ^ (EN) Front Projection for "2001: A Space Odyssey". URL consultato il 23 febbraio 2010.
  11. ^ a b (EN) Murray Leinster Site. URL consultato il 24 febbraio 2010.
  12. ^ Morando Morandini, Laura Morandini, Mauro Tassi, Il Morandini 2010, pag 458, Zanichelli, 2010. ISBN 978-88-08-301765.
  13. ^ Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 marzo 2001
  14. ^ Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 marzo 2001
  15. ^ Sergio Arecco, George Lucas, Castoro 1995, op. cit., p. 11.
  16. ^ (EN) 2001: odissea nello spazio, Mojo Box Office. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  17. ^ Paolo D'Alessandro, Andrea Potestio, Filosofia della tecnica, LED Edizioni Universitarie, 2006 p.112
  18. ^ Günther Anders, L'uomo è antiquato, Bollati Boringhieri, 2007
  19. ^ Moshe Idel, Il Golem, Einaudi, 2006
  20. ^ Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo, Michele Tetro, Il grande cinema di fantascienza: da "2001" al 2001, Gremese Editore, 2001 p.194
  21. ^ Stanley, carissimo dittatore - Repubblica.it » Ricerca
  22. ^ note all'edizione discografica cfr. CD 2001: the Lost Original Score, Varèse Sarabande, 1993 - libretto di Robert Townsend, con intervista ad Alex North, alla moglie Anna North, e dichiarazioni dei compositori Jerry Goldsmith, Henry Mancini, Elmer Bernstein e John Williams
  23. ^ Introduction to 2001:A Space Odyssey
  24. ^ The Quote Page
  25. ^ Samsung vs Apple: Samsung cita una scena di "2001: odissea nello Spazio" in tuttoandroid.net, 24 agosto 2011. URL consultato il 30 dicembre 2012.
  26. ^ Contenuti speciali dell'edizione DVD. In essi è incluso un filmato illustrativo del direttore della rivista d'attualità Look - dove Kubrick esordì come fotografo - indirizzato a dei potenziali clienti, dove si indica l'allora corsa allo spazio quale ottima opportunità per un investimento pubblicitario
  27. ^ Intervista di Oriana Fallaci riportata nel suo libro Se il sole muore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Lippi, 2001 Odissea nello spazio. Dizionario ragionato, Recco, Le mani, 2008, ISBN 978-88-8012-447-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]