2001: Odissea nello spazio (romanzo)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| 2001: Odissea nello spazio | |
|---|---|
| Titolo originale | 2001: A Space Odyssey |
| Autore | Arthur C. Clarke |
| 1ª ed. originale | 1968 |
| Genere | Romanzo |
| Sottogenere | Fantascienza hard |
2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odissey, 1968) è un romanzo di fantascienza dello scrittore britannico Arthur C. Clarke. Il romanzo nacque contemporaneamente al celebre film omonimo del regista Stanley Kubrick. Kubrick aveva contattato Clarke nell'aprile del 1964, esponendo l'idea di un film di fantascienza sul rapporto fra l'uomo e l'universo. La storia si sviluppò contemporaneamente come romanzo e come sceneggiatura, ad opera di Clarke ma con la stretta consulenza di Kubrick. I due artisti si sentivano ogni giorno per portare avanti il progetto. Le riprese terminarono nel 1968, e nello stesso anno vi fu l'uscita del film nelle sale, accompagnata dalla pubblicazione del romanzo; entrambe le opere ebbero un enorme successo e vengono oggi considerate dei classici nei loro rispettivi generi. Il libro è considerato uno dei testi che più hanno ispirato Kubrick nelle sue opere.
Indice |
[modifica] Trama
[modifica] Capitolo primo
Il romanzo comincia nel passato, all'interno di una grotta dove vivono degli ominidi ancora non in grado di sopravvivere alle difficoltà quotidiane del cibo e degli attacchi di animali. Il protagonista è un ominide chiamato Guarda-la-Luna che un mattino viene risvegliato come gli altri ominidi da uno strano suono, un suono bellissimo che si propaga nell'aria. Egli esce dalla grotta per cercare di comprendere cosa sia ciò che ode, e a poca distanza vede davanti a sé un oggetto che non aveva mai visto, un monolite nero. Il primo timore per l'oggetto estraneo si sopisce quando si accorge assieme agli altri che il monolite non è in grado di fare del male, così si avvicina e lo tocca. Il giorno dopo, cessato anche il suono l'oggetto è ancora lì, adesso non infonde più timore a nessuno, anzi esso viene quasi ignorato. Ma è la sua presenza a infondere in quegli ominidi una percezione nuova di sé, comandata da un oscuro messaggio mentale. Così quel gruppo di ominidi cominciò a fare delle azioni apparentemente strane, come quella di prendere dell'erba e intrecciarla, o di usare un bastone e batterlo contro gli oggetti. Lo stesso comando proveniente dal monolite spinse l'azione verso un uso migliore del nuovo mezzo, quando subirono un giorno l'attacco di una bestia, invece di rifugiarsi nella grotta come sempre faceva Guarda-la-Luna decise di affrontarla con il bastone. La bestia dopo essere balzata verso di lui fu colpita ripetutamente con il bastone da Guarda-la-Luna, finendo col giacere per terra priva di vita. A questa azione gli ominidi rivali che assistettero alla scena si intimorirono per la presenza di un valoroso combattente che riusciva a sconfiggere i predatori. Da quel giorno quindi essi non dovettero più soffrire la fame, affinando le tecniche di caccia e scacciando i nemici. Grazie a queste conquiste il monolite d'un tratto sparì...
[modifica] Capitolo secondo
Il romanzo a questo punto cambia epoca, spostandosi nel futuro. Il dottor Heywood Floyd si accingeva ad abbandonare la Terra per un viaggio di trasferimento sulla Luna. Dopo una lunga descrizione del volo, della raggiunta assenza di gravità in orbita, all'interno di una stazione spaziale intermedia, e del proseguo del viaggio con un'altra astronave diretta verso la Luna, il romanzo comincia a soffermarsi sulle cause dell'oscuro viaggio. Il dottor Floyd è stato richiamato sulla Luna per occuparsi del problema della quarantena lunare. A fronte di cause non specificate fu ordinata la quarantena per i viaggi lunari, la causa di questo blocco fu spiegata al dottore a causa del ritrovamento di un monolite nero all'interno del cratere Ticho. Il monolite fu scoperto a causa delle sue emissioni magnetiche, una volta dissepolto da uno strato di terra lunare emise ulteriori segnali nel momento stesso in cui fu scoperto dalla Terra: da quel momento nessun altro segnale. Gli scienziati lunari scoprirono una possibile datazione di più di tre milioni di anni, e una superficie di lavorazione del tutto perfetta. Le caratteristiche del monolite hanno fatto pensare alla possibilità che civiltà extraterrestri abbiano posto quel monolite "a guardia" sulla Luna, essendo impossibile supporre un intervento umano così datato. Nel proseguire gli studi si scopre che i segnali emessi dal monolite sono orientati verso Saturno.
[modifica] Capitolo terzo
La narrazione si sposta all'interno dell'astronave Discovery, partita dalla Terra da appena trenta giorni. A bordo vi era un equipaggio di cinque uomini, tre in stato di ibernazione e due operativi: il dottor David Bowman e il dottor Frank Poole, ad alternarsi nel comando della nave con turni di dodici ore. Ma il vero controllore della missione è il computer di ultima generazione Hal 9000. Questo calcolatore controlla l'intera nave e aiuta i due astronauti nel raggiungimento della missione, ossia una missione esplorativa del sistema di Saturno. Dopo un incontro ravvicinato con un asteroide, cui viene sparato un frammento metallico per l'analisi spettroscopica all'impatto, la Discovery raggiunge l'orbita di Giove sorvolandone il pianeta e da questo ricavando una spinta ulteriore in direzione di Saturno. Nel frattempo una sonda paracadutata nell'atmosfera gioviana invia suggestive immagini in diretta del gigante.
[modifica] Capitolo quarto
È il compleanno di Poole quando Hal richiama l'attenzione su una scheda apparentemente guasta che aveva riposizionato erroneamente l'antenna rispetto la Terra, facendo cadere le comunicazioni. Dopo un'attività extraveicolare e prelevata la scheda, l'analisi rileva un perfetto funzionamento. I due astronauti a questo punto si insospettiscono, e quando avverrà per la seconda volta la medesima segnalazione avviene la tragedia. Poole esce per tornare ad effettuare un controllo, ma viene improvvisamente investito dalla capsula extraveicolare comandata da Hal. Bowman scosso si trova i ponti della nave che vengono depressurizzati dall'apertura dei portelli e gli altri scienziati ibernati uccisi dal blocco volontario di Hal delle attività vitali. Bowman riesce a porsi in salvo in una cella pressurizzata. Un interludio spiega il motivo del disfunzionamento di Hal. All'astronauta non resta che indossare una tuta ed escludere Hal dai comandi della nave: ripristinata la pressurizzazione e disattivato il computer centrale, ripristina le comunicazioni con la Terra.
Un comunicato di Floyd espone il segreto del ritrovamento del monolito sulla Luna, cui solamente HAL e l'equipaggio ibernato erano a conoscenza. Floyd parla di un ridimensionamento del programma esplorativo concentrandosi su Giapeto.
[modifica] Capitolo quinto
La Discovery raggiunge il sistema di Saturno, sorvola la fascia degli anelli e si immette nell'orbita di Giapeto. Bowman è consapevole che senza il controllo di Hal non potrà ibernarsi ed attendere l'arrivo della Discovery Due per il ritorno sulla Terra, tantomeno sopravvivere ad un'attesa cosciente settennale. Raggiunta la luna saturniana Bowman avvista un monolite più grande di quello di Tycho che vi orbita intorno e decide di avvicinarsi con una scialuppa. A quel punto Bowman è sul punto di atterrarvi ma vede la superficie dell'oggetto svanire e venire risucchiato da un tunnel di luce, al grido di "Dio mio. E' pieno di stelle".
[modifica] Capitolo sesto
Bowman e la scialuppa vengono accelerati a velocità relativistiche e scaraventati in un angolo remoto della galassia, in quella che arriverà a interpretare come una sorta di "stazione di smistamento" per mezzi interstellari: un intero pianeta interamente costellato di "porte di ingresso", attraveso le quali Bowman vede entrare ed uscire astronavi dirette chissà dove. Davanti a sé egli vede una sistema stellare binario con una nana bianca che vi orbita e poi la spaventosa superficie di una stella rossa finché si vede materializzarsi all'interno di un'impossibile suite d'albergo stile Impero. Egli esce dal veicolo stupito, si toglie la tuta e osserva la presenza di mobili e persino di un telefono. L'ambiente è una copia, una sorta di set cinematografico, con mobili e suppellettili finti, come si accorge Bowman ad un'analisi piu' attenta. Vi è del cibo commestibile nel frigorifero ma l'acqua è insapore perché distillata. Uno schermo televisivo a soffitto mostra programmi trasmessi sulla Terra all'epoca del ritrovamento del monolito lunare, probabilmente da questi registrati; uno di questi è uno sceneggiato ambientato nello stesso albergo dove ora si trova.
Bowman attende gli sviluppi e si addormenta nel letto per sognare la propria vita scorrere a ritroso, rievocando tutti gli eventi occorsi sino a tornare bambino, mentre la sua mente viene "assorbita" dall'entità che ha creato l'ambiente artificiale... Mentre nel film il significato del finale resta avvolto nel mistero, nel romanzo appare evidente che Bowman, in seguito all'incontro con l'entità aliena, passa ad un livello di esistenza superiore, che non richiede un corpo materiale, e che lo rende in grado di ignorare l'inferno stellare e tornare sulla Terra, distante 20.000 anni luce, in una frazione di secondo, per osservarla con gli occhi di un "bambino spaziale", ai primi vagiti della sua nuova esistenza.
[modifica] Il romanzo
Il romanzo risulta di facile approccio, se si escludono i misteri e i meta-significati del finale. Clarke dimostra di avere una grande conoscenza della scienza e dell'astronomia, spiegando nei dettagli aspetti e descrizioni dello spazio in un'epoca in cui ancora l'uomo non era andato sulla Luna. Così il mistero della vita sulla Terra, il possibile legame con civiltà extraterrestri, appare nella descrizione come un qualcosa di plausibile a fronte della capacità affabulatoria dello scrittore.
Un'ottima analisi dell'opera è stata effettuata da Riccardo Valla, il cui commento al romanzo è disponibile a questo link. Da notare, come riportato in detto commento, che la scrittura del romanzo avvenne in stretta collaborazione tra Clarke e il regista Stanley Kubrick durante le riprese del film, tanto da poter ritenere il film e il libro come due parti inscindibili di un'unica opera.
[modifica] Saturno come meta al posto di Giove
Nel romanzo l'azione finale avviene nell'orbita di Saturno, esattamente intorno al satellite Giapeto, mentre nel film di Kubrick l'ambientazione è nell'orbita di Giove, fondamentalmente per la difficoltà scenica di rappresentare Saturno, nonostante un grande lavoro dei tecnici degli effetti speciali, come spiega Clarke nel capitolo Mission to Jupiter in "The lost worlds of 2001".
L'autore spiega nella prefazione a "2010: Odissea due" che ha voluto fare di quest'ultimo un romanzo autoconsistente e non una semplice continuazione; inoltre, nei casi di difformità tra il film e il romanzo, ha preferito seguire la trama cinematografica. Questa stessa linea è seguita anche in "2061: Odissea tre" e in "3001: Odissea finale".
[modifica] La spiegazione
Per molte persone il film risulta pesante, inconcludente ed a tratti addirittura noioso, in contrapposizione con le persone che lo definiscono un autentico capolavoro. A prescindere dalla nota questione sulla soggettività della bellezza di un'opera, il fatto di apprezzare o meno questo film in particolare dipende da alcuni fattori tecnici e artisitici:
- Fattore tecnico
- il film, caratterizzato da grande realismo (assenza dei suoni nello spazio, assenza di gravità negli ambienti spaziali anche se pressurizzati), fu tuttavia girato 2 anni prima che l'uomo arrivasse sulla luna
- Fattori artistici
- scrittura contemporanea di copione e romanzo
Il libro e la sceneggiatura del film furono scritti contemporaneamente, e sono frutto di una stretta collaborazione tra il regista Stanley Kubrick e Arthur Clarke; il romanzo fu espressamente pubblicato solo alcuni mesi dopo l'uscita del film, che per volere di Kubrick non doveva spiegare esplicitamente tutti i temi del film, ma lasciarli all'immaginazione dello spettatore (Kubrick stesso disse "Se qualcuno ha capito qualcosa, ciò significa che io ho sbagliato tutto.").
- i suggerimenti del monolito
Il monolito che compare tra le scimmie all'inizio del film (traslucido anziché nero, nel romanzo) è uno strumento lasciato lì dagli alieni per trasmettere a quelle scimmie concetti e conoscenze rudimentali (come l'utilizzo di armi per difendersi), necessarie a permetterne l'evoluzione.
- l'errore di HAL 9000
Come ben descritto nel romanzo di Clarke 2001, per motivi di segretezza e per non sottoporre a stress i comandanti Bowman e Poole, HAL ed i membri in animazione sospesa sono i soli al corrente dello scopo reale della missione, indagare su una trasmissione aliena diretta verso l'orbita di Giove. Tuttavia HAL non è stato istruito sul motivo e dunque la sua mente entra in un conflitto di priorità, tra la salvaguardia della missione e quella degli astronauti. Mentre HAL tenta di far trapelare qualche indizio a Bowman, avverte un guasto all'antenna principale. Il conflitto si somatizza proprio sul collegamento tra la nave ed il controllo a Terra. In 2010 il Dr Chandra denuncia un'intromissione della Casa Bianca nelle direttive impartite al computer, ignorando la sua incapacità di dissimulazione al contrario di "persone abituate a mentire molto facilmente"
- la stazione di smistamento
Nel romanzo viene detto esplicitamente che il monolito sul satellite di Saturno Giapeto conduce Bowman a migliaia di anni luce dalla Terra, presso quella che viene definita da Bowman una sorta "porta delle stelle" o "stazione centrale della galassia": un pianeta costellato di vari ingressi e uscite, attraverso le quali Bowen vede passare diverse astronavi.
- l'appartamento
Quello che nel film è un appartamento settecentesco, nel libro è una comune stanza d'albergo come ce ne sono tante negli USA. In entrambi i casi si tratta di un ambiente artificiale, prodotto da un'intelligenza aliena, in orbita intorno a una gigante rossa, avente lo scopo di fornire un ambiente familiare a Bowman, da parte dell'entità aliena intenzionata a trasportarlo in uno stato di esistenza superiore indipendente dalla materia (vedi sotto).
- il bambino spaziale
Al termine della breve permanenza all'interno dell'appartamento, Bowman si addormenta sul letto, e da quel momento, mentre i suoi ricordi regrediscono fino all'infanzia, questi vengono via via "assorbiti" dall'entità aliena, trasportando Bowman in uno stato di esistenza superiore non legato alla materia: l'ultimo legame resta il corpo del neonato, nel quale Bowman rimarrà solo per il tempo necessario ad adeguarsi al suo nuovo stato.
[modifica] Edizioni
- Arthur C. Clarke, 2001: A Space Odyssey, , 1968.
- Arthur C. Clarke, 2001: Odissea nello spazio, traduzione di Bruno Oddera, TEA Due, 1988. ISBN 88-7819-669-x
[modifica] Voci correlate
- 2001: Odissea nello spazio (film)
- 2010: Odissea due (romanzo)
- 2010 - L'anno del contatto (film)
- 2061: Odissea tre (romanzo)
- 3001: Odissea finale (romanzo)
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni tratte da 2001: Odissea nello spazio
| Romanzi di Arthur C. Clarke | |
|---|---|
| Vanamonde | |
| Odissea nello Spazio |
2001: Odissea nello spazio · 2010: Odissea due · 2061: Odissea tre · 3001: Odissea finale · The Lost Worlds of 2001 |
| Ciclo di Rama |
Incontro con Rama · (seguiti con Gentry Lee) Rama II · Il giardino di Rama · Rama rivelato |
| Odissea nel tempo |
L'occhio del tempo · L'occhio del sole · Firstborn (tutti con Stephen Baxter) |
| Altri |
Preludio allo spazio · Le sabbie di Marte · Isole cosmiche · Le guide del tramonto · Ombre sulla Luna · I guardiani del mare · Polvere di Luna · Il Popolo del Mare · Glide Path · Terra Imperiale · Le fontane del Paradiso · Voci di terra lontana · Culla · Il fantasma del Titanic · The Hammer of God · 10 scala Richter (con Mike McQuay) · The Trigger (con Michael Kube-McDowell) · La luce del passato (con Stephen Baxter) · The Last Theorem (con Frederik Pohl) |

