2+2=5

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2 + 2 = 5 (due più due uguale cinque) è lo sviluppo di una teoria volta a negare qualcosa di evidente e inconfutabile: tutti sappiamo che due più due fa quattro nel sistema decimale che studiamo fin da piccoli (ma a seconda della base numerica il risultato può essere scritto in maniera diversa).

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il primo autore che elaborò una frase simile a questa fu Victor Hugo che, commentando la repentina ascesa al potere di Napoleone III, nel 1852 scrisse: "Adesso, si prendano sette milioni e cinquecentomila voti per dichiarare che due più due fa cinque, che la linea retta è la strada più lunga, che l'intero è più piccolo delle sue parti; lo si faccia dichiarare [anche] da otto milioni, da dieci milioni, da cento milioni di voti, ma non si sarà andati avanti di un passo".

Nella letteratura russa, numerosi sono gli esempi in cui viene citato questo concetto: da Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881) a Lev Nikolaevič Tolstoj (1828-1910), passando per Ivan Sergeevič Turgenev (1818-1883) ed Evgenij Ivanovič Zamjatin (1884-1937). Quest'ultimo con il suo romanzo Noi (pubblicato in inglese nel 1924) influenzò lo stesso Orwell nella scrittura di 1984.

Il più famoso esempio di tale frase in letteratura è nel romanzo distopico 1984 di George Orwell (1949). Va detto che nelle prime edizioni del romanzo il carattere "5" non venne stampato per un errore di stampa, che lasciò nel lettore il pensiero che Winston Smith avesse resistito al lavaggio del cervello, cosa non vera.[1]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal 1950 al 1987 le versioni inglesi del romanzo riportavano "2+2=". In realtà, nella versione del romanzo pubblicato dalla Secker nel 1951, il carattere 5 si era allentato, non riuscendo quindi ad imprimere il numero sulla carta. Come fa notare Davison, apparentemente nessun critico si accorse dell'omissione.