18º Gruppo Caccia
| 18º Gruppo Caccia Intercettori | |
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Simbolo del 18º Gruppo Caccia Intercettori
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| Descrizione generale | |
| Nazione | |
| Servizio | |
| Tipo | Gruppo di volo |
| Ruolo | Caccia intercettori |
| Equipaggiamento | F-16A - F-16B |
| Motto | "ocio che te copo...!" |
| Reparti dipendenti | |
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75ª Squadriglia
82ª Squadriglia 83ª Squadriglia |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
Il 18º Gruppo Caccia Intercettori è un gruppo che fa parte del 37º Stormo dell'Aeronautica Militare, la cui missione operativa è partecipare, in concorso con le altre Forze Armate, alla Difesa del territorio e delle acque territoriali, a salvaguardia da eventuali attacchi navali e terrestri.
Il Gruppo ha sede sull'Aeroporto di Trapani-Birgi (TP), ed è formato dalla 75ª, 82ª e 83ª Squadriglia Caccia.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Servizio operativo sotto la Regia Aeronautica
Il 18º Gruppo Caccia Intercettori fu costituito a Taliedo nel 1917, venne sciolto due anni dopo e ricostruito a Bresso nel 1931. Nel 1939 esso transitò dal 3º Stormo al 56º Stormo CT e riconfigurò la propria linea di volo con 26 nuovi caccia, i Fiat C.R.42, su cui furono applicate nuove insegne raffiguranti tre frecce bianche con la scritta "ocio che te copo...!", emblema che tuttora contraddistingue il 18º Gruppo.
Con la dichiarazione di guerra dell'Italia del 10 giugno 1940 il Gruppo effettuò azioni sulla Francia fino all'armistizio del 24 giugno. Un mese dopo, parte del Gruppo fu incaricato di trasferire 30 C.R. 42 all'aeroporto di Castel Benito a Tripoli per riequipaggiare alcune unità operanti in Africa settentrionale.
Nel successivo ottobre il 18º Gruppo, che costituì insieme ad altre Unità il Corpo Aereo Italiano (CAI), fu rischierato in Belgio per fornire un contributo italiano alla Battaglia d'Inghilterra. Il Gruppo nonostante le difficoltà riscontrate per la differenza di prestazioni e di armamento dei C.R.42 rispetto a Hurricane e Spitfire e le severe condizioni climatiche di quel periodo, conseguì soddisfacenti risultati tenuto conto del riguardevole numero di scontri vincenti a fronte delle limitate perdite subite.[1]
Nel gennaio seguente fu disposto il rientro del CAI in Italia con destinazione Pisa per il 18º Gruppo. Dopo un periodo di riposo per il personale e la revisione dei velivoli che furono predisposti per operare sul territorio africano, il Gruppo iniziò la campagna di Libia a fine gennaio 1941 svolgendo missioni di protezione, scorta e sorveglianza del traffico navale militare e mercantile. Agli inizi di agosto il 18º Gruppo rientrò a Torino Caselle per un ciclo di addestramento sul Macchi M.C.200, propedeutico all'impiego del velivolo nella campagna di Grecia che il Gruppo iniziò nella seconda decade di dicembre sull'aeroporto di Araxos, conducendo missioni di difesa aerea e scorta ai convogli marittimi.
La permanenza sul territorio greco terminò alla fine dell'aprile 1942 con il rientro del 18º a Caselle ove iniziò un nuovo addestramento al bombardamento in picchiata. Nel frattempo, il Gruppo tornò, assieme al 23º Gruppo Caccia sotto il comando del 3º Stormo, e si posizionò verso la fine di luglio sull'aeroporto di Abu Haggag, nel Nord Africa, da dove iniziò missioni di attacchi al suolo scortati in volo dai collegi del 23º Gruppo. Con l'avvicinarsi dell'autunno, la spinta offensiva dell'asse italo-tedesco cominciò ad esaurirsi; ad ottobre i piloti del 18º e quelli del 23º iniziarono la transizione sul Macchi M.C.202 venendo reimpiegati nel ruolo originario di caccia terrestre.
L'offensiva britannica cominciò ad esercitare una sempre maggiore pressione e la controffensiva italo-tedesca di fine ottobre venne presto ridimensionata dalla preponderante capacità offensiva degli avversari che determinarono il ripiegamento delle forze dell'Asse verso la Tunisia. Nel corso della ritirata il 3º Stormo operò da più aeroporti in azioni di copertura. Le azioni si prolungarono fino al marzo 1943 tra grandi difficoltà dalle quali il 30 di quel mese, iniziò il rientro del 18º Gruppo in Italia.
Dopo un periodo di riposo il 3º Stormo fu dislocato a Ciampino Sud verso la fine di giugno per la difesa di Roma poi, dopo due settimane, fu decentrato sui due aeroporti di Cerveteri (Furbara e Palidoro). Gli attacchi delle forze alleate iniziarono il 19 luglio con soverchianti formazioni di bombardieri protetti da una consistente presenza di caccia, ma i piloti del 18º difesero con grande energia, valore e sacrificio i cieli laziali, campani e umbri. Pur se agli inizi di agosto entrarono in linea i prima Macchi M.C.205, un caccia dalle brillanti prestazioni particolarmente adatto a contrastare le forze nemiche, la disparità del numero degli aerei nei cieli delle battaglie non consentì di attenuare la schiacciante superiorità aerea avversaria.
Con l'arrivo dell'armistizio dell'8 settembre terminò il ciclo operativo del 18º Gruppo.
[modifica] Servizio operativo sotto l'Aeronautica Militare
Negli anni del dopoguerra ricominciò la ricostruzione dell'Arma Azzurra che nel luglio del 1954 vide la ricostituzione sull'aeroporto di Verona-Villafranca del 3º Stormo Ricognizione Tattica con gli F-84G Thunderjet e, a distanza di un anno, del 18º Gruppo. Nel dicembre del 1955 entrarono in linea di volo gli RF-84F Thunderflash, versione fotografica potenziata e migliorata del precedente velivolo.
Nel gennaio 1956, con il riordino delle Unità territoriali delle Forze Armate, lo Stormo assunse la denominazione di 3ª Aerobrigata Ricognizione Tattica che nel 1967 fu ridefinita Caccia Ricognitori. Con la graduale assegnazione all'Aerobrigata dei supersonici F-104G dotati dei pod fotografici Orpheus, il 18º effettuò la transizione sul nuovo velivolo nel 1973 riuscendo poi ad impiegarlo fino al 1º settembre 1977, data in cui il Gruppo passò in posizione quadro a seguito di una ulteriore ristrutturazione delle Forze Armate.
La rinascita del 18º Gruppo si realizzò nuovamente nel 1984 e questa volta sotto le insegne del 37º Stormo. Oggi il reparto ha in dotazione i caccia General Dynamics F-16 Fighting Falcon.
[modifica] Note
- ^ Ricci C., Il Corpo Aereo Italiano (C.A.I.) Sul Fronte della Manica 1940-41, Stato Maggiore Aeronautica-Ufficio Storico, Roma, 1980
[modifica] Bibliografia
- Vincenzo Angeli, Il 37º Stormo, Aeronautica, Anno LIII, nº 9, ottobre 2008.
[modifica] Collegamenti esterni
- - 18º Gruppo Caccia Intercettori, Portale dell'Aeronautica Militare Italiana
- - Sito del 18º Gruppo Caccia
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