135ª Divisione corazzata "Ariete II"
| 135ª Divisione corazzata "Ariete II " | |
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| Descrizione generale | |
| Attiva | aprile 1943 - settembre 1943 |
| Nazione | |
| Alleanza | Potenze dell'Asse |
| Servizio | |
| Tipo | Corazzata |
| Dimensione | Divisione |
| Equipaggiamento | Carri M15/42, semoventi d'assalto M.42, semoventi d'artiglieria e controcarro M.42A, semoventi d'artiglieria M.43M. |
| Soprannome | Ariete II |
| Battaglie/guerre | Difesa di Roma |
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La 135ª Divisione Corazzata Ariete II fu costituita a Ferrara il 1º aprile 1943 sul comando della 2ª Divisione Celere e unità di cavalleria corazzata. Non avendo ancora finito il periodo di addestramento, il 26 luglio fu spostata a nord di Roma, per sostituire in quella zona la Centauro II. Inquadrata nel Corpo d'Armata Motocorazzato partecipò il 9 settembre ed il 10 settembre ai combattimenti contro le unità tedesche nella zona del Lago di Bracciano e di Porta San Paolo. Fu sciolta ufficialmente il 12 settembre 1943.
Indice |
[modifica] La vita operativa
L'unità iniziò l'addestramento in Emilia e in Friuli, tuttavia, prima che questo addestramento fosse completato, venne il 25 luglio e la divisione fu richiamata d'urgenza a Roma, per sostituire la Centauro II (ex Divisione Corazzata M) che doveva essere spostata a est di Roma, dato che lo Stato Maggiore dell'Esercito non aveva fiducia della fedeltà "politica" di questa divisione. L'unità venne inquadrata nel Corpo d'Armata Motocorazzato (generale Giacomo Carboni) e fu assegnata alla difesa nord di Roma fra il Lago di Bracciano ed i capisaldi di Monterosi e Manziana.
Il comando fu affidato al Generale Raffaele Cadorna (dal 26 luglio 1943 al 12 settembre 1943).
Alla data dell'armistizio la Divisione contrastò con successo il passo alla 3ª Panzergrenadier-Division (fanteria corazzata), rafforzata da unità della 26ª Panzer-Division, per tutto il 9 settembre. A Monterosi venne bloccata l'avanguardia della autocolonna tedesca dal sacrificio del Sottoten. Ettore Rosso e dei suoi genieri, cui seguì la decisa resistenza del Reggimento "Cavalleggeri di Lucca" ed il III Gruppo del 135º Reggimento Artiglieria su pezzi da 149/19 che respinsero l'attacco delle unità germaniche, in quello che può essere indicato come il più importante scontro tra truppe corazzate italiane e tedesche della seconda guerra mondiale.
Scrive Cadorna: «La giornata del 9 settembre si era chiusa sul fronte nord in modo nettamente a noi favorevole (...) ma solo a liberazione del Nord avvenuta potei, con accurate indagini, accertare la reale portata del successo; nel settore di Monterosi le forze nemiche d'attacco ammontarono a 29 carri armati, 50 autocarri, 25 motocarrelli, provenienti da Roncigione; le perdite nemiche una quarantina di carri armati, un centinaio di autocarri, 2 batterie rese inefficienti; a Manziana 40 carri armati e semoventi da 88 e 50 autocarri presenti, 30 carri armati distrutti. Il parroco di Monterosi riferì che i tedeschi di passaggio parlavano di 500-800 uomini perduti»[1]. Altre fonti indicano - per il settore di Monterosi - perdite inferiori: tra gli italiani la perdita di 20 uomini e 4 carri armati, oltre ad una cinquantina di feriti, tra i tedeschi le perdite similari con qualche mezzo blindato in più andato in fiamme[2].
Durante il corso del combattimento, a seguito della precipitosa fuga di Vittorio Emanuele III e dei più alti rappresentanti dell'apparato politico-militare italiano verso il Sud, l'intero Corpo Motocorazzato schierato a nord di Roma ricevette l'ordine di ritirarsi ed attestarsi a Tivoli, a protezione della Via Tiburtina (sull'asse Roma-Pescara), abbandonando di fatto ogni volontà di difesa della Capitale. In un clima di grande caos, con direttive ambigue o assenti da parte degli Alti comandi, mentre erano in corso trattative con i tedeschi, nella giornata del 10 alcune compagnie della Divisione furono inviate - al comando del generale Dardano Fenulli, vicecomandante dell'Ariete II - per supportare il Reggimento Granatieri di Sardegna nella zona Porta San Paolo e Ardeatina contro gli attacchi della 2ª Fallschrimmjäger-Division (paracadutisti). L'operazione era in corso ed erano già stati debellati alcuni nuclei nemici quando, nel pomeriggio del 10, sopravvenne l'accordo di resa contro i tedeschi e Cadorna ordinò il rientro dei reparti.
Il giorno successivo il comando del Corpo d'armata motocorazzato, ormai ridotto quasi a nulla a causa del dissolvimento dei reparti, fu formalmente affidato al generale Cadorna, il quale si diede alla macchia per unirsi al Fronte Militare Clandestino coordinato dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo.
Con la conseguente requisizione delle armi da parte dei tedeschi il 12 settembre la Divisione fu sciolta.
[modifica] Organico divisionale all'aprile 1943
All'atto della costituzione l′Ariete II aveva il seguente organico:
- RECO Lancieri di Montebello (Reggimento Esplorante Corazzato)
- 10º Reggimento Corazzato Lancieri di Vittorio Emanuele II
- 16º reggimento Motorizzato Cavalleggeri di Lucca
- 135º Reggimento Artiglieria Corazzata
- 235º Reggimento Artiglieria Semovente
- CXXXV Battaglione Semoventi Controcarro
- X Gruppo Complementi
- CXXXV Battaglione Misto del Genio
- 135ª Sezione Sanità
- 135ª Sezione Sussistenza
Il reggimento corazzato Lancieri di Vittorio Emanuele II, ordinato su tre Gruppi Squadroni I, II & III, aveva in organico per ogni Gruppo Squadroni tre squadroni; ogni squadrone (equivalente ad una compagnia) era costituito da 2 plotoni semoventi M42 da 75/18 (10 mezzi) ed 1 di carri M.15/42 (5 mezzi più due carri comando), per un totale di 10 semoventi M.42 da 75/18 e 7 nuovi carri M15/42, un'evoluzione degli M 13/40 e M14/41 usati nelle campagne precedenti. In totale, ogni Gruppo Squadroni schierava un totale di 30 semoventi M42 da 75/18 e 21 carri M.15/42. È probabile che non tutti gli squadroni fossero a pieno organico.
Mezzi corazzati della divisione:
- Carro armato M15/42 (63 del rgt. corazzato e 21 del R.E.CO.)
- Semovente 47/32 su scafo L40 (12 più 4 del plotone comando, tutti del R.E.CO.)
- Semovente da 75/18 su scafo M13 (94, 10 del R.E.CO., 84 del rgt. corazzato)
- Semovente 75/18 su scafo M41 (24, tutti del 235º rgt. art. semovente)
- Semoventi da 75/34 su scafo M42 (12, tutti del CXXXV battaglione controcarro)
- Semovente 105/25 su scafo M42, tutti del 235º rgt. art. semovente, Gruppi 600° e 601°. Quest'ultimo avrebbe dovuto essere in organico alla Divisione Corazzata M.
- Carri comando per reparto semovente (12, 1 per ogni squadrone)
Totale (270)
- Autoblindo (42, 34 del r.e.co e 4 del rgt. motorizzato)
- Moto (252,176 del r.e.co. e 176 del rgt. motorizzato)
- Pezzi da 20/65 contraerei (48)
- Pezzi di artiglieria (36)
[modifica] Note
- ^ Raffaele Cadorna, La Riscossa (dal 25 luglio alla Liberazione), Rizzoli, Milano, 1948.
- ^ Andrea Santangelo, Un eroe quasi del tutto dimenticato, Società di Cultura e Storia Militare. Visto il 12/12/2010
[modifica] Voci correlate
- Difesa di Roma
- Carri armati italiani fino alla seconda guerra mondiale
- M15/42
- Semovente 75/18
- 131ª Divisione Corazzata Centauro
- 132ª Divisione Corazzata Ariete
- 133ª Divisione Corazzata Littorio
- 136ª Divisione Corazzata Centauro II (già 1ª Divisione Corazzata di Camicie Nere M)