100 metri piani
| 100 metri piani | |
|---|---|
|
|
|
| Federazione | IAAF |
| Contatto | No |
| Genere | Maschile e femminile |
| Indoor/outdoor | Outdoor |
| Campo di gioco | Pista di atletica leggera |
| Olimpico | dal 1896 (uomini) dal 1928 (donne) |
| Detentore titolo mondiale | Maschile: Femminile: |
| Detentore titolo olimpico | Maschile: Femminile: |
I 100 metri piani sono una disciplina sia maschile sia femminile dell'atletica leggera e sono considerati una gara di velocità pura. Sono la più corta specialità outdoor dell'atletica e la più veloce. Si corrono su una pista rettilinea lungo una distanza di 100 m con partenza da fermo e sono considerati la disciplina regina dell'atletica leggera.
È una gara che si basa sulla cosiddetta potenza anaerobica e soprattutto esplosività ed elasticità, caratteristiche fondamentali per ottenere eccellenti prestazioni.
Indice |
Caratteristiche[modifica]
Partenza[modifica]
I concorrenti si posizionano sui cosiddetti blocchi di partenza. La persona addetta a dare il via alla gara, dà prima il segnale vocale di imminenza dalla partenza ed in seguito spara un colpo in aria. In caso di falsa partenza, che si verifica se un atleta si muove prima dello sparo, l'atleta viene immediatamente squalificato. Tale regola è in vigore dal 1º gennaio 2010.[1]
Falsa partenza[modifica]
Dicesi falsa partenza, quando un atleta si muove prima di 0,100 secondi dallo sparo. Il tempo è registrato da dei rilevatori di falsa partenza posizionati dietro i blocchi di partenza che individuano il momento in cui l'atleta si muove, quindi solleva il peso dai blocchi di partenza. In una qualsiasi competizione di velocità, dal 2010, il concorrente o più che compiono la falsa partenza sono squalificati. Precedentemente, invece, chi commetteva la seconda falsa partenza era squalificato (anche se la prima era stata commessa da un altro corridore). Fino al 2001 veniva squalificato chi, dopo essere stato ammonito per aver commesso una falsa partenza, ne commetteva personalmente una seconda. Ha suscitato molto scandalo Jon Drummond, nei Campionati del mondo di atletica leggera 2003 a Parigi, quando, in un quarto di finale dei 100 m è stato accusato di falsa partenza. Questi ha ripetuto di non essersi mosso e, nelle proteste, con il sostegno del pubblico, si è sdraiato nella corsia d'atletica rifiutandosi di essere eliminato dalla competizione, dicendo di non aver fatto falsa partenza, mentre il rilevatore diceva che era partito 0,058 secondi dopo lo sparo. Dopo un'ora di proteste, ha abbandonato la pista in lacrime. Dai successivi replay si capisce che Drummond effettivamente aveva ragione, anzi, tra i concorrenti era anche quello partito più tardi, la sua colpa era quella di aver alzato leggermente la punta del piede dai blocchi prima della partenza.
La corsa[modifica]
I concorrenti si alzano dai blocchi, con tempi di reazione rapidissimi e si portano verso il traguardo. Essendo la distanza più breve dell'atletica outdoor i tempi di percorrenza sono brevissimi, spesso inferiori ai 10 secondi. Frequentemente per conoscere il vincitore è necessario visionare il cosiddetto fotofinish. Il tempo viene rilevato al momento esatto del superamento della linea d'arrivo con il torso.
Storia[modifica]
Nel 1912, alle Olimpiadi di Stoccolma, la IAAF registra il primo record mondiale ufficiale dei 100 metri: il 10"6 di Donald Lippincott.
Gli anni trenta vedono la prepotente entrata in scena degli atleti di colore: prima le "frecce nere" Tolan e Metcalfe, poi l'immenso Jesse Owens. Eddie Tolan, detto "l'espresso di mezzanotte", è il primo nero a stabilire il primato mondiale a 10"3; secondo i giudici, batte Metcalfe alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932 per due centimetri e mezzo; in effetti il filmato sembrerebbe dare ragione a Metcalfe, che si prenderà la rivincita portando il record mondiale a 10"2. Finché, il 25 maggio 1935, durante un meeting universitario ad Ann Arbor, Jesse Owens scrive una delle pagine più memorabili della storia dell'atletica, in quello che verrà ricordato come "il giorno dei giorni". In questo giorno memorabile, Owens riesce a vincere quattro gare in quarantacinque minuti, e battendo ben tre primati mondiali. Tra tutti spicca l'8,13 m realizzato nel lungo, che resisterà 25 anni. La seconda grande impresa Owens la compie nel giugno del 1936, portando il record mondiale a 10"2.
Alle Olimpiadi di Londra del '48, ancora un nero in primo piano e ancora un verdetto contrastato: quello che vede il sorprendente successo dell'ostacolista Dillard su Ewell, che dopo il traguardo esulta a lungo, convinto della vittoria. Sarà invece secondo. I bianchi torneranno a vincere nel '52, a Helsinki, con Remigino, e nel '56 con Bobby Joe Morrow, che a Melbourne si aggiudicherà sia i 100 che i 200. Ma se i bianchi vincono, i neri battono i record: sempre nel '56, Williams, Murchison e King portano il primato della distanza più breve a 10"1. Comincia la corsa al muro dei 10" netti. Il primo che riuscirà nell'impresa sarà un bianco ma non un americano. Il 6 settembre 1958 il tedesco Armin Hary raggiunge lo storico risultato, ma il tempo non viene omologato perché la pista di Friedrichshafen è leggermente in discesa.
Si arriva così al 1960, l'anno dell'Olimpiade di Roma. Hary ripete l'impresa al meeting di Zurigo, due mesi prima dei Giochi, ma stavolta è lo starter che dice di aver sbagliato: avrebbe dovuto segnalare una partenza falsa perché il tedesco è partito in anticipo. Hary lo ammette ma chiede e ottiene di poter riprovare dopo mezz'ora. Risultato: ancora 10". Polemiche a non finire. Gli scettici sostengono che gli starter di Zurigo sono famosi per la loro magnanimità: con le loro partenze "lanciate" -caratterizzate da una minima pausa tra il "pronti" e lo sparo, e dunque prevedibili- favorirebbero i risultati di prestigio, a tutto vantaggio del prestigio del meeting. Fatto sta che, due mesi dopo, il tedesco mette tutti a tacere vincendo l'Olimpiade di Roma.
A Tokyo 1964, la medaglia d'oro dei 100 m va a Bob Hayes con un 10"06 che, in quanto automatico, viene considerato inferiore al tempo manuale di Hary.
I primi a scendere ufficialmente sotto i 10" - sia pura ancora manuali - sono Jim Hines, Ronnie Ray Smith e Charles Greene, che corrono tutti e tre in 9"9 a Sacramento, durante i campionati statunitensi del 1968. Ma è all'Olimpiade di Città del Messico che, grazie anche all'altitudine e al tartan - il nuovo materiale sintetico usato per le piste - il primato viene fissato da Hines in un 9"95 automatico.
Per trovare degli sprinter bianchi di grande valore bisogna ricorrere all'immenso vivaio sovietico, dal quale spunta Valerij Borzov, che a Monaco di Baviera 1972 realizza una doppietta su 100 e 200, favorito anche dal fatto che gli americani Hart e Robinson - capaci di un 9"9 manuale - non si sono presentati in tempo ai quarti di finale, avendo sbagliato orario.
Gli anni ottanta verranno segnati da una nuova stella che è intanto spuntata negli Stati Uniti: Carl Lewis. L'unico che riuscirà a mettere in dubbio la sua supremazia sarà il canadese Ben Johnson, che lo batterà più volte negli ultimi anni del decennio: ai mondiali di Roma 1987 e alle Olimpiadi di Seul 1988. In entrambe le occasioni Johnson disintegrerà il primato del mondo dei 100 m, scendendo prima a 9"83 e poi addirittura a 9"79. Tutto inutile, perché proprio all'Olimpiade Johnson risulterà positivo al controllo antidoping e, dopo aver riconosciuto di aver sempre usato prodotti proibiti, si vedrà cancellare dagli albi d'oro anche i risultati di Roma. Il primato dei 100 tornerà dunque a Lewis, con il 9"92 di Seul. Record che poi lo stesso Lewis porterà a 9"86 nel 1991, ai mondiali di Tokyo.
Prima che si concluda l'era Lewis, il primato dei 100 m scende ancora: Leroy Burrell lo porta a 9"85 nel '94, mentre ad Atlanta il canadese Donovan Bailey scende a 9"84. Dopo di lui ci sarà il 9"79 dell'americano Maurice Greene, che vince l'oro di Sydney 2000. Nel 2005 inizia il dominio giamaicano, con il 9"77 di Asafa Powell, tempo che lui stesso otterrà in altre occasioni prima di limare nuovamente il tempo record sui 100 m, portandolo a 9"74 il 9 settembre 2007 a Rieti.
Record[modifica]
Il record del mondo maschile appartiene ad Usain Bolt (Giamaica 9,58 secondi - stabilito ai campionati del mondo di Berlino 2009). Il record femminile spetta invece a Florence Griffith-Joyner (USA 10,49 secondi - stabilito ai trials del 1988).
Maschili[modifica]
| Per approfondire, vedi Progressione del record mondiale dei 100 metri piani maschili. |
Statistiche aggiornate al 5 agosto 2012.[2]
| Tempo | Atleta | Luogo | Data | |
|---|---|---|---|---|
| 9"58 | 16 agosto 2009 | |||
| 9"63 | 5 agosto 2012 | |||
| 9"85 | 12 maggio 2006 | |||
| 9"99 | 26 luglio 2007 | |||
| 9"86 | 22 agosto 2004 | |||
| 9"58 | 16 agosto 2009 | |||
| 10"00 | 22 luglio 1988 | |||
| 9"93 | 5 maggio 2003 |
Femminili[modifica]
| Per approfondire, vedi Progressione del record mondiale dei 100 metri piani femminili. |
Statistiche aggiornate al 12 maggio 2013.[3]
| Tempo | Atleta | Luogo | Data | |
|---|---|---|---|---|
| 10"49 | 16 luglio 1988 | |||
| 10"62 | 24 settembre 1988 | |||
| 10"90 | 5 giugno 1999 | |||
| 10"79 | 18 ottobre 1997 | |||
| 10"73 | 19 agosto 1998 | |||
| 10"49 | 16 luglio 1988 | |||
| 11"05 | 12 maggio 2013 | |||
| 11"12 | 31 luglio 1994 |
Legenda:
: record mondiale
: record olimpico
: record africano
: record asiatico
: record europeo
: record nord-centro americano e caraibico
: record sudamericano
: record oceaniano
I migliori atleti[modifica]
Uomini[modifica]
Statistiche aggiornate al 23 agosto 2012.[4]
| Tempo | Atleta | Luogo | Data | |
|---|---|---|---|---|
| 1. | 9"58 | 16 agosto 2009 | ||
| 2. | 9"69 | 20 settembre 2009 | ||
| 9"69 | 23 agosto 2012 | |||
| 4. | 9"72 | 2 settembre 2008 | ||
| 5. | 9"78 | 29 agosto 2010 | ||
| 6. | 9"79 | 16 giugno 1999 | ||
| 9"79 | 5 agosto 2012 | |||
| 8. | 9"80 | 4 giugno 2011 | ||
| 9. | 9"84 | 27 luglio 1996 | ||
| 9"84 | 22 agosto 1999 |
Donne[modifica]
Statistiche aggiornate al 30 giugno 2012.[5]
| Tempo | Atleta | Luogo | Data | |
|---|---|---|---|---|
| 1. | 10"49 | 16 luglio 1988 | ||
| 2. | 10"64 | 20 settembre 2009 | ||
| 3. | 10"65 | 12 settembre 1998 | ||
| 4. | 10"70 | 29 giugno 2012 | ||
| 5. | 10"73 | 19 agosto 1998 | ||
| 6. | 10"74 | 7 settembre 1996 | ||
| 7. | 10"75 | 17 agosto 2009 | ||
| 8. | 10"76 | 22 agosto 1984 | ||
| 10"76 | 31 maggio 2011 | |||
| 10. | 10"77 | 6 luglio 1994 |
Le migliori prestazioni[modifica]
Maschili[modifica]
Statistiche aggiornate al 23 agosto 2012.[4]
| Tempo | Atleta | Luogo | Data | |
|---|---|---|---|---|
| 1. | 9"58 | 16 agosto 2009 | ||
| 2. | 9"63 | 5 agosto 2012 | ||
| 3. | 9"69 | 16 agosto 2008 | ||
| 9"69 | 20 settembre 2009 | |||
| 9"69 | 23 agosto 2012 | |||
| 6. | 9"71 | 16 agosto 2009 | ||
| 7. | 9"72 | 21 maggio 2008 | ||
| 9"72 | 2 settembre 2008 | |||
| 9. | 9"74 | 9 settembre 2007 | ||
| 10. | 9"75 | 29 giugno 2012 |
Femminili[modifica]
Statistiche aggiornate al 30 giugno 2012.[5]
| Tempo | Atleta | Luogo | Data | |
|---|---|---|---|---|
| 1. | 10"49 | 16 luglio 1988 | ||
| 2. | 10"61 | 17 luglio 1988 | ||
| 3. | 10"62 | 24 settembre 1988 | ||
| 4. | 10"64 | 20 settembre 2009 | ||
| 5. | 10"65 | 12 settembre 1998 | ||
| 6. | 10"67 | 12 settembre 2009 | ||
| 7. | 10"70 | 17 luglio 1988 | ||
| 10"70 | 22 agosto 1999 | |||
| 10"70 | 4 giugno 2011 | |||
| 10"70 | 29 giugno 2012 |
Gli atleti scesi sotto i 10 secondi[modifica]
Nei 100 m maschili un atleta in grado di rompere il muro dei 10 secondi ottiene grande prestigio a livello mondiale; attualmente sono stati 84 gli atleti capaci di correre la distanza sotto questa barriera.
| # | Data | Atleta | Tempo | Età | Record personale | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. | 14 ottobre 1968 | 9"95 (A) | 22 anni e 34 giorni | 9"95 (1968) | ||
| 2. | 11 agosto 1977 | 9"98 (A) | 21 anni e 325 giorni | 9"98 (1977) | ||
| 3. | 14 maggio 1983 | 9"97 | 21 anni e 317 giorni | 9"86 (1991) | ||
| 4. | 3 luglio 1983 | 9"93 (A) | 22 anni e 176 giorni | 9"93 (1983) | ||
| 5. | 5 maggio 1984 | 9"96 | 24 anni e 269 giorni | 9"96 (1984) | ||
| 6. | 24 settembre 1988 | 9"97 | 28 anni e 175 giorni | 9"87 (1993) | ||
| 7. | 20 maggio 1989 | 9"97 | 24 anni e 63 giorni | 9"96 (1991) | ||
| 8. | 16 giugno 1989 | 9"94 | 22 anni e 115 giorni | 9"85 (1994) | ||
| 9. | 25 agosto 1991 | 9"99 | 25 anni e 186 giorni | 9"91 (1991) | ||
| 10. | 25 agosto 1991 | 9"95 | 23 anni e 327 giorni | 9"86 (1996) | ||
| 11. | 11 settembre 1991 | 9"99 | 22 anni e 234 giorni | 9"92 (1993) | ||
| 12. | 4 aprile 1992 | 9"97 | 22 anni e 229 giorni | 9"95 (1994) | ||
| 13. | 18 aprile 1992 | 9"93 | 24 anni e 258 giorni | 9"93 (1992) | ||
| 14. | 18 aprile 1992 | 9"96 | 20 anni e 148 giorni | 9"94 (1994) | ||
| 15. | 21 maggio 1993 | 9"99 | 20 anni e 338 giorni | 9"98 (1993) | ||
| 16. | 22 luglio 1994 | 9"99 | 25 anni e 316 giorni | 9"92 (1997) | ||
| 17. | 22 aprile 1995 | 9"99 | 27 anni e 127 giorni | 9"84 (1996) | ||
| 18. | 15 giugno 1995 | 9"97 | 27 anni e 338 giorni | 9"84 (1999) | ||
| 19. | 21 aprile 1996 | 9"93 | 22 anni e 113 giorni | 9"86 (1998) | ||
| 20. | 12 giugno 1997 | 9"96 | 22 anni e 324 giorni | 9"79 (1999) | ||
| 21. | 12 giugno 1997 | 9"96 | 24 anni e 74 giorni | 9"96 (1997) | ||
| 22. | 12 giugno 1997 | 9"96 | 22 anni e 138 giorni | 9"92 (1997) | ||
| 23. | 20 giugno 1997 | 9"98 | 22 anni e 116 giorni | 9"98 (1997) | ||
| 24. | 13 luglio 1997 | 9"97 | 19 anni e 197 giorni | 9"92 (1998) | ||
| 25. | 9 agosto 1998 | 9"95 | 25 anni e 293 giorni | 9"95 (1998) | ||
| 26. | 11 settembre 1998 | 9"87 (A) | 22 anni e 165 giorni | 9"87 (1998) | ||
| 27. | 5 giugno 1999 | 9"98 | 26 anni e 27 giorni | 9"98 (1999) | ||
| 28. | 13 giugno 1999 | 9"99 | 21 anni e 69 giorni | 9"97 (1999) | ||
| 29. | 2 luglio 1999 | 9"98 | 23 anni e 287 giorni | 9"98 (1999) | ||
| 30. | 5 luglio 1999 | 9"92 | 25 anni e 159 giorni | 9"92 (1999) | ||
| 31. | 2 giugno 2000 | 9"98 | 23 anni e 227 giorni | 9"98 (2000) | ||
| 32. | 2 giugno 2000 | 9"99 | 22 anni e 135 giorni | 9"94 (2001) | ||
| 33. | 21 giugno 2000 | 9"97 | 21 anni e 212 giorni | 9"86 (2004) | ||
| 34. | 4 agosto 2001 | 9"97 * | 18 anni e 334 giorni | 9"97 * (2001) | ||
| 35. | 12 aprile 2002 | 9"99 | 24 anni e 88 giorni | 9"88 (2004) | ||
| 36. | 21 aprile 2002 | 9"95 | 25 anni e 346 giorni | 9"95 (2002) | ||
| 37. | 4 maggio 2002 | 9"99 | 27 anni e 150 giorni | 9"99 (2002) | ||
| 38. | 27 luglio 2002 | 9"98 | 26 anni e 113 giorni | 9"98 (2002) | ||
| 39. | 5 maggio 2003 | 9"93 | 30 anni e 221 giorni | 9"93 (2003) | ||
| 40. | 19 luglio 2003 | 9"98 | 27 anni e 239 giorni | 9"95 (2003) | ||
| 41. | 15 agosto 2003 | 9"97 | 24 anni e 261 giorni | 9"95 (2004) | ||
| 42. | 15 agosto 2003 | 9"97 | 21 anni e 186 giorni | 9"79 (2012) | ||
| 43. | 15 agosto 2003 | 9"99 | 26 anni e 309 giorni | 9"99 (2003) | ||
| 44. | 12 ottobre 2003 | 9"97 | 27 anni e 25 giorni | 9"97 (2003) | ||
| 45. | 12 giugno 2004 | 9"99 | 21 anni e 202 giorni | 9"72 (2008) | ||
| 46. | 14 giugno 2005 | 9"99 | 28 anni e 285 giorni | 9"99 (2005) | ||
| 47. | 25 giugno 2005 | 9"96 | 22 anni e 169 giorni | 9"96 (2005) | ||
| 48. | 25 giugno 2005 | 9"99 | 20 anni e 257 giorni | 9"99 (2005) | ||
| 49. | 5 luglio 2005 | 9"99 | 22 anni e 231 giorni | 9"99 (2005) | ||
| 50. | 22 luglio 2005 | 9"94 | 25 anni e 184 giorni | 9"91 (2006) | ||
| 51. | 25 maggio 2006 | 9"93 | 21 anni e 320 giorni | 9"85 (2006) | ||
| 52. | 21 luglio 2006 | 9"97 | 23 anni e 346 giorni | 9"69 (2009) | ||
| 53. | 18 agosto 2006 | 9"99 | 28 anni e 116 giorni | 9"99 (2006) | ||
| 54. | 24 aprile 2007 | 9"98 | 23 anni e 109 giorni | 9"91 (2007) | ||
| 55. | 8 giugno 2007 | 9"93 | 21 anni e 128 giorni | 9"88 (2010) | ||
| 56. | 26 luglio 2007 | 9"99 | 20 anni e 121 giorni | 9"99 (2007) | ||
| 57. | 28 settembre 2007 | 9"96 | 22 anni e 278 giorni | 9"96 (2007) | ||
| 58. | 10 maggio 2008 | 9"96 | 21 anni e 149 giorni | 9"89 (2008) | ||
| 59. | 17 maggio 2008 | 9"76 | 21 anni e 270 giorni | 9"58 (2009) | ||
| 60. | 18 maggio 2008 | 9"93 | 22 anni e 346 giorni | 9"85 (2011) | ||
| 61. | 28 giugno 2008 | 9"95 | 25 anni e 189 giorni | 9"95 (2008) | [6] | |
| 62. | 28 giugno 2008 | 9"99 | 24 anni e 79 giorni | 9"99 (2008) | [6] | |
| 63. | 28 giugno 2008 | 9"89 | 30 anni e 207 giorni | 9"89 (2008) | [6] | |
| 64. | 28 giugno 2008 | 9"94 | 23 anni e 57 giorni | 9"94 (2008) | [6] | |
| 65. | 22 luglio 2008 | 9"98 | 22 anni e 285 giorni | 9"78 (2010) | ||
| 66. | 15 agosto 2008 | 9"99 | 24 anni e 43 giorni | 9"91 (2012) | ||
| 67. | 16 agosto 2008 | 9"97 | 25 anni e 315 giorni | 9"88 (2011) | ||
| 68. | 24 maggio 2009 | 9"99 | 22 anni e 257 giorni | 9"91 (2009) | ||
| 69. | 7 giugno 2009 | 9"94 | 24 anni e 44 giorni | 9"85 (2011) | [7] | |
| 70. | 11 luglio 2009 | 9"96 | 19 anni e 197 giorni | 9"69 (2012) | [8][9] | |
| 71. | 28 agosto 2009 | 9"99 | 28 anni e 52 giorni | 9"99 (2009) | ||
| 72. | 9 luglio 2010 | 9"98 | 20 anni e 28 giorni | 9"92 (2011) | [10] | |
| 73. | 19 agosto 2010 | 9"95 | 25 anni e 37 giorni | 9"95 (2010) | [11] | |
| 74. | 29 agosto 2010 | 9"95 | 21 anni e 138 giorni | 9"88 (2010) | [12] | |
| 75. | 29 agosto 2010 | 9"99 | 24 anni e 303 giorni | 9"95 (2010) | [12] | |
| 76. | 16 aprile 2011 | 9"90 | 28 anni e 139 giorni | 9"80 (2011) | [13] | |
| 77. | 23 aprile 2011 | 9"97 | 24 anni e 43 giorni | 9"89 (2011) | [14] | |
| 78. | 4 giugno 2011 | 9"96 | 21 anni e 58 giorni | 9"93 (2012) | [15] | |
| 79. | 4 giugno 2011 | 9"93 | 23 anni e 88 giorni | 9"86 (2012) | [16] | |
| 80. | 10 giugno 2011 | 9"97 | 21 anni e 66 giorni | 9"97 (2011) | ||
| 81. | 30 giugno 2011 | 9"99 | 26 anni e 364 giorni | 9"99 (2011) | ||
| 82. | 6 giugno 2012 | 9"96 | 22 anni e 192 giorni | 9"96 (2012) | ||
| 83. | 7 luglio 2012 | 9"95 | 22 anni e 270 giorni | 9"95 (2012) | ||
| 84. | 7 settembre 2012 | 9"97 | 20 anni e 241 giorni | 9"97 (2012) | ||
| 85. | 23 maggio 2013 | 9"99 | 23 anni e 138 giorni | 9"99 (2013) |
- Mark Lewis-Francis ottene il tempo di 9"97 quand'era ancora nella categoria juniores, tuttavia un problema all'anemometro impedì la rilevazione del vento. La IAAF pur non convalidando il tempo come record del mondo juniores lo mantiene inserito nelle liste all-time sia juniores sia assolute.
Note[modifica]
- ^ Matteo Moscati, Atletica dal 2010 squalifica dopo la prima falsa partenza, SportLive.it, 12 agosto 2009. URL consultato in data 12 luglio 2010.
- ^ (EN) Records - 100 metres men. IAAF.org. URL consultato in data 31 ottobre 2012.
- ^ (EN) Records - 100 metres women. IAAF.org. URL consultato in data 15 maggio 2013.
- ^ a b (EN) Top lists - 100 metres men. IAAF.org. URL consultato in data 31 ottobre 2012.
- ^ a b (EN) Top lists - 100 metres women. IAAF.org. URL consultato in data 31 ottobre 2012.
- ^ a b c d (EN) US Olympic Trials Men 100 Meter Dash Quarter Finals. USATF, 28 giugno 2008. URL consultato in data 3 marzo 2009.
- ^ (EN) Kirby Lee, Phillips sails 8.74m in Eugene for best Long Jump in world since 1991 – IAAF World Athletics Tour, IAAF.org, 8 giugno 2009. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ (EN) Andy Bull, Yohan Blake's 9.69sec puts Usain Bolt in the shade in Lausanne, guardian.co.uk, 23 agosto 2012. URL consultato in data 29 agosto 2012.
- ^ (EN) Bob Ramsak, Gay powers back with 9.77 in Rome – REPORT - ÅF Golden League, IAAF.org, 10 luglio 2009. URL consultato in data 20 luglio 2009.
- ^ (EN) Pierre Jean Vazel, Lemaitre - 9.98sec, IAAF.org, 9 luglio 2010. URL consultato in data 10 luglio 2010.
- ^ (EN) 100 Metres 2nd Race Results. diamondleague-zurich.com, 19 agosto 2010. URL consultato in data 19 agosto 2010.
- ^ a b (EN) Results - 100m Men - Heat 2. rietimeeting.com, 29 agosto 2010. URL consultato in data 30 agosto 2010.
- ^ (EN) 100 Metres Dash Results. directathletics.com, 16 aprile 2011. URL consultato in data 18 aprile 2011.
- ^ (EN) 100 Metres Dash Results. flashresults.com, 23 aprile 2011. URL consultato in data 24 aprile 2011.
- ^ (EN) Tyson Gay runs world's fastest 100 this year in Central Florida meet, southflorida.sun-sentinel.com, 4 giugno 2011. URL consultato in data 7 giugno 2011.
- ^ (EN) Keston Bledman blazes to 9.93, trackalerts.com, 4 giugno 2011. URL consultato in data 7 giugno 2011.
Voci correlate[modifica]
- Migliori prestazioni italiane nei 100 metri piani maschili
- Progressione del record olimpico dei 100 metri piani maschili
- Record del mondo di atletica leggera
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) 100 metri piani sul sito ufficiale della IAAF. URL consultato in data 16 febbraio 2013.
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