1,2-bis(difenilfosfino)etano

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1,2-bis(difenilfosfino)etano
Schema di struttura del 1,2-bis(difenilfosfino)etano
Modello a sfere e bastoncini del 1,2-bis(difenilfosfino)etano basato sui dati cristallografici
Nomi alternativi
dppe, diphos
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C26H24P2
Massa molecolare (u) 398,42
Aspetto polvere cristallina bianca
Numero CAS [1663-45-2]
Numero EINECS 216-769-2
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua insolubile
Temperatura di fusione 138-143 °C (411-416 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Irritante
Frasi R 36/37/38
Frasi S 26, 37

Il 1,2-bis(difenilfosfino)etano è una fosfina con formula Ph2P-CH2-CH2-PPh2 (Ph = fenile). Il nome è generalmente abbreviato come dppe o anche diphos. In condizioni normali è un solido cristallino di colore bianco sensibile all'ossigeno atmosferico. Viene comunemente usato come legante bidentato. Il dppe funziona nella maggior parte dei casi come legante chelato, ma può fungere anche da legante a ponte tra due metalli.[1]

Sintesi[modifica | modifica sorgente]

Per preparare il dppe si parte da trifenilfosfina (PPh3) e sodio, che formano difenilfosfuro di sodio (NaPPh2); quest'ultimo viene quindi trattato con 1,2-dicloroetano (ClCH2CH2Cl) per ottenere dppe:[2][3]

PPh3 + 2Na → NaPPh2 + NaPh
2NaPPh2 + ClCH2CH2Cl → Ph2PCH2CH2PPh2 + 2NaCl

Reattività[modifica | modifica sorgente]

Riduzione[modifica | modifica sorgente]

È noto che la riduzione del dppe con litio porta dapprima al diradicale anionico stabilizzato dal litio; per successiva idrolisi si arriva al prodotto finale di riduzione, PhHP(CH2)2PHPh:[4]

Ph2P(CH2)2PPh2 + 4Li → PhLiP(CH2)2PLiPh + 2PhLi
PhLiP(CH2)2PLiPh + 2PhLi + 4H2O → PhHP(CH2)2PHPh + 4LiOH + 2C6H6

Ossidazione[modifica | modifica sorgente]

La reazione del dppe con ossidanti convenzionali come perossido di idrogeno (H2O2) o bromo in soluzione acquosa (Br2) procede in modo non selettivo e porta a miscele contenenti il prodotto di partenza, il monossido e il diossido.[5] L'ossidazione selettiva al mono fosfinossido si può ottenere per reazione con PhCH2Br e successiva idrolisi catalizzata da basi:

Ph2P(CH2)2PPh2 + PhCH2Br → Ph2P(CH2)2PPh2(CH2Ph)+Br-
Ph2P(CH2)2PPh2(CH2Ph)+Br- + NaOH + H2O → Ph2P(CH2)2P(O)Ph2

Come legante[modifica | modifica sorgente]

Modello a sfere e bastoncini di [PdCl2(dppe)]

Il dppe è molto usato come legante, soprattutto in complessi da utilizzare in catalisi omogenea per reazioni di vario tipo. Due complessi semplici sono Pd(dppe)2 e Ir(dppe)2. Pd(dppe)2 si può preparare riducendo il Pd(II) con boroidruro di sodio NaBH4, ma è più comodo ottenerlo in situ da Pd(OAc)2.[5]

Indicazioni di sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Il composto è disponibile in commercio. È irritante per gli occhi, la pelle e le vie respiratorie. Non ci sono dati che indichino proprietà cancerogene. Non è considerato pericoloso per l'ambiente.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cotton et al. 1999
  2. ^ Hewertson e Watson 1962
  3. ^ Girolami et al. 1999
  4. ^ Dogan et al. 2000
  5. ^ a b Paquette 2001
  6. ^ Alfa Aesar, Scheda di dati di sicurezza del dppe. URL consultato il 15 novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. A. Cotton, G. Wilkinson, C. A. Murillo e M. Bochmann, Advanced Inorganic Chemistry, 6ª ed., Wiley, 1999, ISBN 978-0471199571.
  • J. Dogan, J. B. Schulte, G. F. Swiegers e S. B. Wild, Mechanism of Phosphorus-Carbon Bond Cleavage by Lithium in Tertiary Phosphines. An Optimized Synthesis of 1, 2-Bis (phenylphosphino) ethane in J. Org. Chem., vol. 65, nº 4, 2000, pp. 951–957, DOI:10.1021/jo9907336.
  • G. Girolami, T. Rauchfuss e R. Angelici, Synthesis and Technique in Inorganic Chemistry, 3ª ed., Sausalito, CA, University Science Books, 1999, ISBN 0-935702-48-2.
  • W. Hewertson e H. R. Watson, 283. The preparation of di- and tri-tertiary phosphines in J. Chem. Soc., 1962, pp. 1490–1494, DOI:10.1039/JR9620001490.
  • L. A. Paquette (a cura di), Encyclopedia of Reagents for Organic Synthesis, John Wiley & Sons, 2001, ISBN 978-0470842898.
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