Asterisco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da *)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi * (disambigua).
{{{didascalia}}}
Segni di punteggiatura

apostrofo ( ' ) ( )
parentesi ( ( ) ) ( [ ] ) ( { } ) ( 〈 〉 ) (< >)
due punti ( : )
virgola ( , )
lineetta ( ) ( ) ( ) ( )
tratto d'unione ( - ) ( )
punti di sospensione ( ) ( ... )
punto esclamativo ( ! )
punto fermo ( . )
punto esclarrogativo ( )
punto interrogativo ( ? )
virgolette ( « » ) ( ‘ ’ ) ( “ ” )
punto e virgola ( ; )
barra ( / )
spazio ( ) ( ) ( )
punto mediano ( · )

Altri segni tipografici

ampersand o e commerciale (et) ( & )
asterisco ( * )
tre asterischi o asterismo ( )
chiocciola o a commerciale (at) ( @ )
barra inversa ( \ )
punto elenco ( , più)
obelisco ( † ‡ )
grado ( ° )
indicatore ordinale ( º, ª )
cancelletto ( # )
primo () () ()
paragrafo ( § )
piede di mosca ( )
simboli monetari
      ( ¤ ) ( $ ) ( ¢ ) ( £ ) ( ¥ ) ( )
tilde ( ~ )
punto sovrascritto (˙)
macron o trattino alto ( ¯ )
trattino basso o underscore ( _ )
barra verticale o pipe ( | )
numero ( )
simbolo del copyright (©)
simbolo del marchio registrato (®)

Ortografia · Segno diacritico · modifica

L'asterisco è un carattere tipografico. Graficamente consiste in una stella a cinque o sei bracci. L'etimologia del suo nome è probabilmente da ricercare nel latino medievale astericolum, i, che letteralmente significa "stellina", denominazione dovuta alla sua forma.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Asterisco2.png

L'asterisco ha molteplici usi; i due più conosciuti sono senz'altro quelli a livello testuale di rimando alle note o per segnalare un'omissione (o di censura) volontaria di un riferimento che viene per così dire "criptato".

In linguistica invece indica, posto prima di una parola, una forma della stessa non documentata storicamente ma supposta o ricostruita (specie negli etimi); altrimenti indica un costrutto linguistico agrammaticale o asemantico.

Uso tipografico[modifica | modifica sorgente]

È adoperato quando nei testi si necessita di una spiegazione che non può essere data subito, ma per la quale si deve ricorrere alle note: la presenza di un asterisco sulla parola da spiegare e di un altro uguale al primo, a fondo pagina, con accanto le delucidazioni necessarie è senz'altro il sistema più adoperato. Quando nella stessa pagina c'è bisogno di chiarire diverse parole, per evitare di creare confusione utilizzando sempre lo stesso asterisco (che infatti potrebbe rimandare ad una qualsiasi delle note presenti a piè di pagina), si usano tre diversi sistemi:

  • adoperare ogni volta asterischi di forma diversa (ogni simbolo si può prestare a fare da asterisco) rende facile la comprensione, ma in presenza di molte note le numerose forme da seguire potrebbero diventare tra loro indistinguibili;
  • utilizzare un numero di asterischi diverso per ogni parola da illustrare nelle note (**, ***) è sicuramente un sistema comprensibile, ma se le note divengono troppe il lettore potrebbe sentirsi in difficoltà nel ricercare quella giusta, dovendo contare tutti gli asterischi presenti;
  • un numero al di sopra dell'asterisco ( , ) permette infine di capire chiaramente a quale delle note si rimanda.

Uso in ambito scientifico[modifica | modifica sorgente]

È usato in matematica come segno della moltiplicazione, al posto del per o nei linguaggi di programmazione sempre per indicare lo stesso simbolo. Per esempio (in Python):

def moltiplicazione(a, b):
    risultato = a * b
    return risultato

Informatica[modifica | modifica sorgente]

  • Giustapposta a simboli binari viene normalmente intesa come la chiusura transitiva e riflessiva dell'operazione.
  • Nelle ricerche (ad es. nei database o in rete tramite motori di ricerca), o nei parametri di un comando in un'interfaccia a riga di comando, l'asterisco può indicare un testo, in genere parte di una parola o di una più lunga locuzione, previsto come variabile rispetto ad una parte ben determinata e indicata puntualmente dell'espressione da ricercare o su cui eseguire l'operazione. Vedere carattere jolly.
  • La presenza nelle didascalie dei form indica l'obbligatorietà di compilazione del relativo campo.
  • In programmazione, oltre a essere utilizzato come simbolo per l'operazione di moltiplicazione, viene preposto al nome di una variabile di tipo puntatore, per riferirsi non all'indirizzo del dato[1].
  • In PTS-DOS è una direttiva del Config.sys per specificare commenti in una riga che contiene anche codice

Altri usi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ oggetto, struttura dati, tipo base, ...

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]