101955 Bennu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da (101955) 1999 RQ36)
Bennu
(101955 Bennu)
Immagine radar dell'asteroide 1999 RQ36. Crediti: Arecibo Observatory, JPL.[1][2]Immagine radar dell'asteroide 1999 RQ36. Crediti: Arecibo Observatory, JPL.[1][2]
Scoperta 11 settembre 1999
Scopritore LINEAR
Classificazione Asteroide Apollo
Classe spettrale B[3]
Designazioni
alternative
1999 RQ36
Parametri orbitali
(all'epoca K118R)
Semiasse maggiore 168 492 116 km
1,1262842 UA
Perielio 134 145 318 km
0,8966933 UA
Afelio 202 838 915 km
1,3558751 UA
Periodo orbitale 436,59 giorni
(1,2 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
6,03534°
Longitudine del
nodo ascendente
2,05561°
Argom. del perielio 66,23802°
Anomalia media 297,93180°
Par. Tisserand (TJ) 5,526 (calcolato)
MOID da Terra 0,00310699 UA[4]
Dati fisici
Dimensioni 560 m[5]
Periodo di rotazione 4h 17min 16s[4]
Dati osservativi
Magnitudine ass. 20,9

101955 Bennu è un asteroide Apollo del Sistema solare. È stato scoperto l'11 settembre 1999, nell'ambito del programma LINEAR.[4]

Le sue caratteristiche spettrali ne permettono la classificazione tra gli asteroidi carbonacei di tipo B.[3]

L'asteroide ha una forma sferoidale[1] con un diametro medio di 560 metri. È stato estensivamente osservato attraverso i radiotelescopi di Arecibo e di Goldstone.[2][6][7]

È stato selezionato quale obiettivo della missione OSIRIS-REx della NASA che prevede, tra le altre cose, il recupero di campioni dalla superficie dell'asteroide ed il loro trasporto a Terra. Il lancio è previsto per il 2016, l'arrivo sull'asteroide per il 2020 ed il ritorno dei campioni a Terra per il 2023.[8]

Inizialmente identificato con la designazione provvisoria 1999 RQ36, nell'aprile 2013, a seguito della scelto di porlo come obiettivo della missione OSIRIS, ha ricevuto la denominazione definitiva con riferimento all'omonima divinità minore egizia.

Orbita[modifica | modifica wikitesto]

L'asteroide percorre un'orbita moderatamente eccentrica, inclinata di circa 6° rispetto al piano dell'eclittica. L'afelio, esterno all'orbita della Terra, è a 1,35 UA dal Sole; il perielio, interno all'orbita terrestre, è a 0,89 UA dal Sole. Ciò lo caratterizza come un asteroide Apollo. Completa un'orbita in un anno e 73 giorni.[4]

Il nodo ascendente dell'orbita è prossimo all'orbita della Terra[4] e l'asteroide ha ripetuti incontri ravvicinati con il nostro pianeta, che potrebbero condurre ad un impatto.

Rischio d'impatto con la Terra[modifica | modifica wikitesto]

In uno studio di dinamica orbitale del 2009, Andrea Milani – professore presso la Facoltà di Matematica dell'Università di Pisa – e collaboratori hanno individuato una serie di otto potenziali impatti con la Terra tra il 2169 ed il 2199. La probabilità d'impatto collettiva dipende dalle proprietà fisiche dell'oggetto, al momento poco conosciute, ma non sarebbe superiore allo 0,07 % per tutti gli otto incontri.[9] Per valutarla con maggiore accuratezza, è necessario acquisire maggiori informazioni sulla forma dell'asteroide e determinare l'intensità dell'accelerazione cui 1999 RQ36 è soggetto per l'effetto YORP.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) M.C. Nolan, et al., The Shape and Spin of 101955 (1999 RQ36) from Arecibo and Goldstone Radar Imaging in Bulletin of the American Astronomical Society, vol. 39, 2007, p. 433. URL consultato il 28 maggio 2011.
  2. ^ a b (EN) Goldstone Delay-Doppler Images of 1999 RQ36 in Asteroid Radar Research, Jet Propulsion Laboratory. URL consultato il 28 maggio 2011.
  3. ^ a b (EN) Dante Lauretta, The OSIRIS mission, Marco Polo Workshop - giugno 2008. URL consultato il 28 maggio 2011.
  4. ^ a b c d e (EN) 101955 (1999 RQ36) in Small-Body Database Browser, Jet Propulsion Laboratory (JPL), 26 maggio 2006 (ultima osservazione utilizzata). URL consultato il 28 maggio 2011.
  5. ^ (EN) Bruce Betts, NASA Selects Next New Frontiers Mission, The Planetary Society, 25 maggio 2011. URL consultato il 28 maggio 2011.
  6. ^ Michael C. Nolan, Chris Magri, Lance Benner, et al., 2009, Radar observations of 1999 RQ36, in prep.
  7. ^ (EN) R. S. Hudson, Ostro, S.J.; Benner, L.A.M., Recent Delay-Doppler Radar Asteroid Modeling Results: 1999 RQ36 and Craters on Toutatis in Bulletin of the American Astronomical Society, vol. 32, American Astronomical Society, p. 1001. URL consultato il 28 maggio 2011.
  8. ^ (EN) NASA to Launch New Science Mission to Asteroid in 2016, NASA, 25 maggio 2011. URL consultato il 27 maggio 2011.
  9. ^ (EN) A. Milani, et al., Long term impact risk for (101955) 1999 RQ36 in Icarus, vol. 203, nº 2, 2009, pp. 460–471, DOI:10.1016/j.icarus.2009.05.029. URL consultato il 28 maggio 2011.


Asteroidi del sistema solare L'asteroide 951 Gaspra

Precedente: (101954) 1999 RY33      Successivo: (101956) 1999 RS36


Gruppi principali NEAFascia principaleTroianiCentauriTNO (Fascia di Kuiper) • Pianeti nani
Vedi anche Asteroidi principaliLista completaFamiglie asteroidaliClassi spettrali
Stub astronomia.png Questo box:     vedi · disc. · mod.
sistema solare Portale Sistema solare: accedi alle voci di Wikipedia sugli oggetti del Sistema solare