'Onsori

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Abu 'l-Qasim Hasan 'Onsori Balkhi (persiano: ابوالقاسم حسن عنصری بلخی; Balkh, ... – 1039/1040) è stato un poeta persiano del X/XI secolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Poeta panegirista che si colloca agli inizi della letteratura persiana. Nato a Balkh, nell'odierno Afghanistan, non si conosce la data precisa della sua nascita. Certo è che suo padre fosse un mercante e che il figlio volesse seguire le sue orme. Difatti alla morte del padre eredita tutta la mercanzia, ma durante uno spostamento viene depredato di tutti i suoi averi. Decide così di dedicarsi allo studio delle belle lettere e della retorica. Grazie alla sua abilità nel comporre qaside panegiristiche, entra nelle grazie di Sebuktegin, governatore del Khorasan e fratello minore di Mahmud di Ghazna, alla presenza del quale verrà condotto proprio da Sebuktegin.

L'impressione che farà al sultano ghaznavide sarà così buona, che gli farà guadagnare il posto di capo dell'entourage degli oltre 400 panegiristi che lavoravano alla corte di Mahmud di Ghazna, con il titolo onorifico di "Re dei Poeti", coniato apposta per lui. La sua posizione era così importante che ogni qasida composta alla corte ghaznavide, doveva venire sottoposta a lui prima di poter essere ascoltata dal sultano Mahmud e, oltre a procurargli immense ricchezze e lodi, non mancò di procurargli anche l'invidia di alcuni panegiristi di Mahmud, i quali però non si azzardarono mai ad attcarlo prima della sua morte che sopraggiunse dopo quella del sultano, nel 1039/1040. 'Onsori lavorò infatti anche alla corte del figlio di Mahmud, Mas'ud.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Di tutto il suo diwan, composto originariamente di oltre 30000 versi, per la maggior parte qaside e mathnavi epici, sopravvivono ad oggi fra i 2500 e i 3000 versi, raccolti nei vari dizionari persiani come il Loghat-e Fârs di Asadi. Alcune sue opere sono:

  • Khezâne-ye Yaminoddowle (Il Tesoro della Mano Destra del Regno), Mathnavi epico, andato perduto;
  • Vâmeq o 'Adhrâ, se ne è conservata una traduzione in turco;
  • Kheng bot o sorkh bot (L'Idolo Bianco e l'Idolo Rosso), raccolta di versi andata perduta;
  • Šâdbahr o 'eyno 'l-Ḥayât (L'Allegro e la Sorgente della Vita), poema epico di cui sono sopravvissuti alcuni versi.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Con 'Onsori la tipologia della qasida, iniziata da Rudaki, viene portata alla perfezione. Nonostante la sua musicalità sia decisamente inferiore a quella di Rudaki, 'Onsori compensa con una eccezionale virtuosità nell'espressione, infatti nelle sue qaside dalla costruzione sapiente e quadrata, come quelle di Farrokhi, dimostra anche un'eccezionale abilità nel variare sui temi tipici della sua poetica. 'Onsori, in quanto esponente della cosiddetta "Pleiade ghaznavide" insieme a Farrokhi e a Manuchehri, compone secondo lo stile khorasanico: le sue composizioni hanno quindi un carattere essenzialmente ornamentale.

Temi[modifica | modifica sorgente]

Nelle qaside elegiache, prevale l'elencazione delle virtù fisiche e morali dell'amato, che è ovviamente il sovrano, ma non manca il tema del dolore per amore: il poeta dichiara di sentirsi addolorato per l'eccessiva bellezza del sovrano/amato e si chiede cosa potrà mai proteggerlo da questa eccessiva bellezza che gli costringe il cuore. La risposta è logica: il cuore del poetà trarrà sollievo solo dal servizio del Giusto Re. Sono presenti anche descrizioni naturalistiche che dimostrano una spiccata tendenza al “quadretto”.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere di riferimento sulla letteratura persiana[modifica | modifica sorgente]

  • E. Berthels, Ocerk persidskoj literatury, Leningrado 1928
  • E.G. Browne, A Literary History of Persia, 4 voll., Cambridge 1951-53 (più volte ristampato)
  • Jan Rypka, A History of Iranian Literature, Reidel Publishing Company, London 1968
  • A.J. Arberry, Classical Persian Literature, London 1958
  • A. Pagliaro-A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. M. Piemontese, Storia della letteratura persiana, 2 voll., Fratelli Fabbri, Milano 1970
  • N. L. Tornesello (a cura), La letteratura persiana contemporanea tra novazione e tradizione, numero monografico di Oriente Moderno, I (2003)
  • D. Meneghini, Letteratura persiana in epoca selgiuchide (429-615 / 1037-1218), Cafoscarina, Venezia 2004
  • C. Saccone, Storia tematica della letteratura persiana classica vol. I: Viaggi e visioni di re sufi profeti, Luni, Milano-Trento 1999; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana. Poetica della perversione nella Persia medievale, Carocci, Roma 2005
  • J.C. Buergel, Il discorso è nave, il significato un mare. Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2006

Traduzioni italiane[modifica | modifica sorgente]

  • R. Bargigli, a cura di, I poeti della Pleiade ghaznavide, Ariele, 1995

Controllo di autorità VIAF: 45665479 LCCN: n82252330

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