Osaka

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Osaka
città
大阪市
Ōsaka-shi (città di Osaka)
Osaka – Bandiera
Osaka – Veduta
Localizzazione
Stato Giappone Giappone
Regione Kansai
Prefettura Osaka
Sottoprefettura Non presente
Distretto Non presente
Amministrazione
Sindaco Tōru Hashimoto
Territorio
Coordinate 34°41′37″N 135°30′07″E / 34.693611°N 135.501944°E34.693611; 135.501944 (Osaka)Coordinate: 34°41′37″N 135°30′07″E / 34.693611°N 135.501944°E34.693611; 135.501944 (Osaka)
Superficie 222,27 km²
Abitanti 2 685 481 (1º agosto 2014)
Densità 12 082,07 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 27100-4
Fuso orario UTC+9
Cartografia
Mappa di localizzazione: Giappone
Osaka
Osaka – Mappa
Sito istituzionale
Simboli di Osaka
Albero Sakura (Ciliegio)
Fiore Viola

Ōsaka (大阪市 Ōsaka-shi?, (ascolta[?·info], letteralmente "grande pendio"), è una città del Giappone di circa 2,7 milioni di abitanti situata nella regione del Kansai, nell'isola di Honshu, alla foce dei fiumi Yodo e Yamato.[1] È la capitale dell'omonima prefettura e la seconda città del Giappone per numero di abitanti (Tōkyō non è una città vera e propria, ma una metropoli formata da città conurbate), posta al centro della popolata area metropolitana chiamata Keihanshin, di cui fanno parte Kōbe e Kyōto, con le quali raggiunge il numero di 17.510.000 abitanti.

Osaka fu storicamente la capitale commerciale del Giappone, di cui è uno dei maggiori distretti industriali e portuali.

Un primato singolare detenuto dalla città è il più alto quoziente nel rapporto tra la popolazione diurna e quella notturna (141%),[2] che dimostra l'importanza di Osaka come centro economico e commerciale: mentre di notte la popolazione arriva a 2,6 milioni di abitanti, piazzando la città al terzo posto del Giappone, durante il giorno cresce fino a 3,7 milioni, seconda solo a Tōkyō.[3]

Inoltre, Osaka è tradizionalmente considerata la "cucina del Paese" (天下の台所 tenka no daidokoro?) o la "capitale della buona tavola" del Giappone.[4][5][6][7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini - i Periodi Jōmon e Yayoi[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo Jōmon, attorno al 7.000 a.C., Osaka era quasi totalmente sommersa dal mare Interno di Seto, ed il piccolo altopiano Uemachi-daichi (lungo 12 km e largo 2,5), che si trova nella parte sud della città chiamata Uehonmachi, era una penisola. Si pensa che sia stato uno dei luoghi dove si insediarono i primi abitanti del Giappone, sia per le favorevoli condizioni geologiche, ricco com'era di acque dolci e di una rigogliosa vegetazione, sia perché era in una posizione difficilmente attaccabile dal punto di vista militare.[8]

Furono costruiti due porti, uno verso nord che prese il nome Naniwa-tsu, ed uno a sud chiamato Sumiyoshi-tsu, che diventarono importanti per gli scambi commerciali con la Cina e la Corea, dalle quali furono importate merci e novità tecnologiche e culturali che si diffusero in tutto il paese.[8]

Le prime testimonianze di insediamenti nell'area di Osaka sono le rovine di Morinomiya (森の宮遺跡 Morinomiya iseki?), situate nel distretto centrale Chuo ku, dove furono trovati scheletri umani ed un "Kaizuka", una montagnola che conteneva rifiuti, tra i quali vennero alla luce interessanti reperti archeologici. Oltre agli avanzi dei cibi consumati in quel tempo, c'erano teste di frecce, attrezzi in pietra, ami da pesca e terrecotte con scarti della lavorazione del riso. Si è stimato che le rovine contengano i rifiuti di 2.000 anni compresi tra il periodo Jōmon e quello Yayoi. L'accesso al sito archeologico è proibito ma i reperti sono esposti in un edificio adiacente.[4][8]

Negli anni a cavallo tra la fine del periodo Jōmon e l'inizio di quello Yayoi, i sedimenti che si depositavano a nord della penisola/altopiano Uemachi-daichi trasformarono il braccio di mare che si estendeva ad est in una laguna che fu chiamata Kawachi.[9] Durante il Periodo Yayoi (300 a.C.-250 d.C.), gli insediamenti permanenti si moltiplicarono di pari passo con la diffusione della coltivazione del riso.[4]

Uno dei templi principali del grande santuario di Sumiyoshi

Agli inizi del III secolo d.C. in prossimità del porto fu inaugurato il grande santuario di Sumiyoshi, commissionato dall'imperatrice consorte Jingū, una struttura templare shintoista sopravvissuta alle vicende storiche,[8] che inaugurò un nuovo stile nella costruzione dei templi[10] Shinto, detto sumiyoshi-zukuri.[11] Il pittoresco panorama marittimo che si godeva dai giardini del tempio ispirò diversi artisti, ed ancora oggi le rappresentazioni di quel tipo di paesaggio sono conosciuti come disegni Sumiyoshi.

Verso la fine del periodo Yayoi l'altopiano-penisola Uemachi-daichi si espanse ulteriormente, trasformando la laguna Kawachi in un lago collegato alla foce del fiume Yodo, che si era allargata verso sud.[9]

Il Periodo Kofun[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo Kofun (250 d.C.-538), il porto di Naniwa-tsu si affermò come il più importante del Giappone, si intensificarono i traffici con il continente e con altre aree del paese. Questo periodo viene chiamato il periodo dei tumuli, per la grande quantità di tali imponenti siti di sepoltura eretti in quegli anni. I ritrovamenti avvenuti nelle pianure limitrofe, tra i quali il mausoleo del sovrano Nintoku scoperto nella vicina Sakai, testimoniano lo status di città imperiale che Osaka aveva raggiunto. Ad Osaka si possono vedere quattro di questi tumuli, al cui interno sono sepolti importanti esponenti della nobiltà. Sono situati nei quartieri meridionali della città e risalgono al V secolo.[12]

Di particolare rilievo tra i lavori eseguiti a quel tempo, lo scavo che ha deviato il corso del fiume Yamato, le cui piene provocavano ingenti danni, e la costruzione di importanti strade in direzione di Sakai e di Nara.[4][13] I traffici marittimi collegati al porto di Naniwa-tsu aumentarono in modo tale che furono costruiti enormi magazzini per stivare il materiale in arrivo e in partenza.[4]

I Periodi Asuka e Nara[modifica | modifica wikitesto]

La pagoda di Shitennō-ji

Grazie agli scambi garantiti dal porto di Naniwa-tsu, nel VI secolo furono introdotti dalla Cina il sistema di scrittura ad ideogrammi ed il buddhismo. Uno dei primi ad abbracciare la nuova dottrina fu il principe reggente Shōtoku Taishi, che fece erigere ad Osaka il famoso ed imponente Shitennō-ji, il primo tempio buddhista che lo stato ha costruito nel paese.[14] Fu costruito nel 593 in prossimità del porto, nell'odierno quartiere meridionale di Tennoji-ku, in modo da esibire ai visitatori stranieri lo splendore della città e dell'intero Giappone.[15]

Nel 645, l'Imperatore del Giappone Kōtoku spostò la capitale da Asuka-kyō ad Osaka, che a quei tempi si chiamava Naniwa, e vi costruì il suo palazzo Naniwa-no-nagara-no-toyosaki-no-Miya (難波長柄豊碕宮?),[16] cambiando il nome della città in Naniwa-kyō[17] (kyō è il suffisso riservato alla capitale, come nei casi di Kyōto e Tōkyō). L'antico nome Naniwa sopravvive nelle denominazioni dei distretti cittadini di Naniwa-ku (浪速?) e Namba (難波?).[18]

Nel 655 la capitale tornò ad essere Asuka, che si trova nell'odierna prefettura di Nara, ma il porto di Naniwa rimase il punto di collegamento principale della capitale con la Corea e la Cina, ed il rapporto tra la corte imperiale e Naniwa rimase saldo.[4][19]

Nel 744, Naniwa fu designata nuovamente capitale dall'Imperatore Shōmu, ma l'anno successivo la corte imperiale si trasferì nuovamente a Heijō-kyō (l'odierna Nara). Verso la fine del periodo Nara l'importanza del porto marittimo di Osaka diminuì, ma la città sarebbe rimasta un attivo punto di transito fluviale e stradale tra la nuova capitale Heian-kyō, l'odierna Kyoto, ed altre destinazioni.

Il periodo Heian[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del periodo Heian (794-1333)[20], il lago Kawachi cominciò a prosciugarsi con l'assestamento dei fiumi che bagnano la città, e si formò una fertile pianura che permise l'agricoltura e lo stanziamento di nuovi abitanti.[4][9]

Il Buddhismo nella sua fase iniziale in Giappone era stato recepito solo in ambienti di corte, dove fu affiancato allo Shintoismo in un riuscito processo di sincretismo. Nel periodo Heian, che fu di grande fermento religioso, la diffusione del Buddhismo anche ad altri strati della popolazione fece di Osaka un notevole centro di pellegrinaggio, e per soddisfare le esigenze dei nuovi buddhisti-shintoisti furono creati dei percorsi che comprendevano una tappa ad Osaka, dove i templi di Shitennoji e di Sumiyoshi, tra loro vicini, erano sempre più visitati.[4]

Nel XV secolo il monaco Rennyo (1415-1499), capo della setta religiosa Jodo Shinshu, rivitalizzò questa corrente buddhista nel tempio di Yamashina Hongan-ji, presso Kyoto, che grazie alla sua opera divenne una potente istituzione del paese. Rennyo diffuse la dottrina in altri centri e nel 1496 fondò il tempio di Ishiyama Hongan-ji sulle rovine del palazzo di Naniwa, nel punto più alto dell'altopiano Uemachi-daichi, a cui diede il nome di Ōzaka, grande pendio.[21]

Questo fu uno dei periodi più turbolenti della storia del paese, con incessanti guerre tra clan di samurai e di nobili, e le sette religiose si uniformarono creando propri eserciti e fortificando i monasteri. Fra questi ebbero un ruolo di primo piano gli Jodo Shinsu, la cui crescita minacciò i piani di conquista ed unificazione del Giappone del potente clan di Oda Nobunaga, il samurai che avrebbe acquistato un potere paragonabile a quello dello shogun. Nel 1570 Oda Nobunaga diede inizio all'assedio del tempio di Ishiyama Hongan-ji, che era diventato una fortezza inespugnabile, e dopo 11 anni di vani tentativi i monaci accettarono di evacuare dopo l'intercessione dell'imperatore Ogimachi.[21]

L'opera di unificazione del Giappone fu portata a termine da Toyotomi Hideyoshi, il successore di Oda Nobunaga, che rase al suolo la fortezza-monastero ed al suo posto vi costruì il castello di Osaka (大坂城 Ōsaka-jō?), che in seguito è stato ricostruito varie volte ed è uno dei monumenti simbolo della città. Fu in quegli anni che vennero disciplinate le acque cittadine; nel 1596 Hideyoshi diede il via al progetto per la costruzione dei primi argini del fiume Yodo, che spesso inondava la città.[22] Nello stesso periodo furono scavati numerosi canali ad Osaka per espandere i trasporti fluviali.[23] Tali opere, oltre che a scongiurare le frequenti inondazioni, contribuirono al prosciugamento della laguna allora esistente, all'acquisizione di nuovi terreni ed all'ulteriore inurbamento della città.

Con la morte di Hideyoshi, avvenuta nel 1598, il personaggio più influente del Giappone divenne Tokugawa Ieyasu, che si era instaurato a Edo, l'odierna Tokyo. Dopo aver sconfitto i rivali, nel 1603 Ieyasu fondò lo shogunato Tokugawa e Edo divenne la città politicamente più importante del paese. Il figlio di Hideyoshi, Toyotomi Hideyori, capeggiò dalla roccaforte di Osaka la resistenza al potere di Ieyasu, le cui armate incendiarono e rasero al suolo il castello nel 1615, ponendo fine al clan Toyotomi.

Il periodo Edo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio del periodo Edo (1603-1867), ebbe inizio un periodo di stabilità per il paese, ed Osaka venne ricostruita dalle macerie lasciate nelle molte guerre civili.[23] Il lago Kawachi si prosciugò del tutto, la città prese la conformazione geologica che si vede nel ventunesimo secolo[9] e vi fu un grande incremento demografico. Osaka divenne rapidamente una delle città più grandi ed importanti del Giappone, ebbero un grande slancio gli scambi commerciali e una larga percentuale della popolazione entrò nella classe dei mercanti ( shō?). Il porto tornò al suo antico ruolo di vitale importanza. Fu in questo periodo che Osaka divenne famosa come la "cucina del Giappone", grazie alle spedizioni di beni primari, in particolar modo il riso, da e per altri porti giapponesi ed internazionali.[23]

L'improvvisa ricchezza favorì la fioritura delle arti, Osaka sviluppò una propria scuola della classica arte figurativa espressa dagli ukiyo-e. In parallelo con la cultura urbana di Kyoto ed Edo, venne dato grande risalto a produzioni dei classici spettacoli teatrali bunraku e kabuki, ai quartieri del piacere, e si venne a creare una comunità artistica molto vitale.

La città divenne importante anche per lo sviluppo dell'istruzione giapponese. Tra le diverse scuole che nacquero, particolare importanza ebbe quella Tekijuku, fondata nel 1838, che formò intere generazioni di giapponesi allo studio delle scienze provenienti dall'occidente. Tra i suoi studenti, diversi furono quelli che sarebbero stati protagonisti della trasformazione del paese quando il Giappone uscì dal suo isolamento per entrare nell'era moderna.[23]

Con la rottura dell'isolamento del paese e la riapertura degli scambi commerciali con l'occidente, il porto di Osaka fu, assieme a quello di Kobe, il primo a riavviare nel 1868 le operazioni internazionali.

Rinnovamento Meiji[modifica | modifica wikitesto]

Con gli enormi cambiamenti che caratterizzarono il paese dopo il rinnovamento Meiji (1868), e lo spostamento della capitale a Tokyo, Osaka entrò in un periodo di declino. Da capitale dell'economia e della finanza divenne un centro prevalentemente industriale.[23] Ottenne lo status di città ( shi?) nel 1889. Nel 1925, era la più grande e popolosa città del Giappone e la sesta al mondo.[23]

Osaka di notte.
Skyline di Osaka.

Nel presente[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che, durante la seconda guerra mondiale, i bombardamenti alleati avevano raso al suolo un terzo della città, il piano di ricostruzione e la laboriosità dei suoi abitanti garantirono ad Osaka una prosperità anche maggiore di quella dell'anteguerra. Vennero ricostruite le fabbriche e rilanciati gli scambi commerciali.[23]

Fu scelta come sede per il prestigioso Expo 1970 (日本万国博覧会 Nihon bankoku hakuran-kai?), la prima esposizione mondiale mai tenuta in un paese asiatico. Da allora numerose sono state le manifestazioni internazionali svoltesi ad Osaka, tra cui il summit dei paesi dell'APEC del 1995.[23]

La moderna municipalità, che quando fu istituita nel 1889 occupava un'area di appena 15 km² comprendente i quartieri di Chūō e Nishi, a seguito di tre successive espansioni ha raggiunto la superficie di 222 km². Fu una delle prime città del Giappone ad ottenere nel 1956 lo status di "città designata per ordinanza governativa".

In futuro la prefettura di Osaka potrebbe essere riorganizzata in una metropoli simile a Tokyo; in tal caso i 24 quartieri di Osaka, i 7 quartieri di Sakai e altre 9 municipalità della prefettura saranno soppressi e il loro territorio sarà suddiviso in 20 nuovi quartieri speciali dallo status simile a quello dei 23 quartieri speciali di Tokyo.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Letteralmente Osaka (大阪 Ōsaka?) significa «grande pendio». Non è chiaro quando l'antica città di Naniwa prese il nome Ōsaka, che compare per la prima volta nel 1496 in un testo sulla fondazione del tempio Ishiyama Hongan-ji, costruito sull'altura di Uemachi-daichi (letteralmente: altopiano della città alta), quando la cittadella che lo circondava fu chiamata Ōzaka (大坂?). A quel tempo, il secondo kanji era 坂 invece di 阪. All'inizio del periodo Meiji, il governo cambiò il secondo kanji perché il precedente può essere interpretato, se si leggono i radicali separatamente, come «ritornare alla terra» ('土'に'返' Tsuchi ni kaeru?), che sembrava un po' lugubre. 阪 rimane il kanji ufficiale dei giorni nostri, mentre il precedente viene usato in modo molto limitato per enfatizzare la storia.

Pronuncia[modifica | modifica wikitesto]

In italiano Osaka viene di solito pronunciata con una /O/ normale, con la /s/ di rosa (IPA: /z/) e con l'accento sulla prima /a/, il tutto come nel verbo osare. I giapponesi invece la pronunciano con la O allungata (Ō?) e con la /s/ di Savona (IPA: /s/), mentre l'accento di solito non esiste nelle parole giapponesi. Vengono considerate simili a un accento le vocali allungate, la /Ō/ nel caso di Ōsaka.

Nakanoshima nel 1930
Grafico che rappresenta l'idrografia cittadina, con in risalto i vari segmenti del Kyū-Yodo
Il piccolo altopiano di Uemachi-daichi

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il lato ad ovest della città di Osaka si affaccia sulla baia di Osaka, estremità orientale del mare interno di Seto. Sugli altri lati, la città è circondata da dieci municipalità più piccole appartenenti alla Prefettura di Osaka, e dalla città di Amagasaki, che fa parte della Prefettura di Hyōgo, nel nord-ovest. L'area che delimita i confini comunali è la più grande fra quelle degli altri comuni e distretti della prefettura.

Corsi d'acqua[modifica | modifica wikitesto]

Osaka è attraversata da diversi corsi d'acqua, il principale dei quali è lo Yodo. Tale fiume storicamente era fonte di esondazioni e agli inizi del XX secolo fu scavato un canale che porta al mare per divertirne le acque. Il nome Yodo è stato lasciato al nuovo canale, che attraversa da est a ovest il nord della città, separando il centro dai quartieri che hanno preso il nome del fiume. Il vecchio corso ha preso il nome di fiume Kyū-Yodo (旧淀川 Kyū-Yodo-gawa?) e, in particolare, viene convenzionalmente suddiviso in quattro parti, ciascuna avente un proprio nome. Dal punto in cui è unito al canale Yodo, scorre verso sud e prende il nome Ōkawa (大川, letteralmente: grande fiume), piega poi ad ovest e subito dopo si sdoppia formando la stretta isola di Nakanoshima (isola centrale), lunga circa 3 km, vero e proprio nucleo della municipalità moderna. I due rami prendono i nomi Dōjimagawa (堂島川, lett. fiume a nord dell'isola) quello a nord e Tosabori-gawa (土佐堀川) quello a sud. Il tratto tra l'isola ed il mare si chiama Ajigawa (安治川).

Altri fiumi cittadini sono il Kanzakigawa, che segna il confine nord di Osaka e confluisce nel canale Yodo in corrispondenza della foce, e lo Yamato, proveniente da Nara e che segna il confine comunale meridionale, oltre il quale si estende Sakai. La fitta rete di canali cittadini, costruiti per scongiurare le inondazioni, ha generato l'espressione famosa del passato "Gli 808 ponti di Naniwa", in cui Naniwa è il vecchio nome di Osaka, mentre il numero 808 in Giappone simboleggia il concetto di "incalcolabile",[24] ed indica l'enorme numero di ponti che attraversano i vari canali e fiumi della città.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Osaka è prevalentemente pianeggiante ad eccezione di Uemachi-daichi, basso altopiano lungo 12 km e largo 2,5 che in tempi remoti era l'unica parte emersa dal mare dell'odierna città.[9] Il punto più alto del territorio comunale è posto a 27,5 m s.l.m., nel quartiere orientale di Tsurumi-ku, mentre il più basso è 2,2 m sotto il livello del mare nel quartiere nord-occidentale di Nishiyodogawa-ku.

Centro città[modifica | modifica wikitesto]

Il centro della città si divide in due aree: quella settentrionale, chiamata Kita (キタ, letteralmente Nord), e quella meridionale, Minami (ミナミ, Sud). Kita è grossomodo l'area che include e circonda l'affollatissima zona di Umeda, il principale nodo ferroviario cittadino, nonché sede di uffici e di attività commerciali, mentre Minami ospita i distretti dello shopping e dell'intrattenimento di Namba, Shinsaibashi, Dōtonbori e Amerikamura (Villaggio americano). Il distretto degli affari "tradizionale", che comprende il municipio, i tribunali e le sedi centrali regionali delle maggiori banche, si trova a Nakanoshima, Yodoyabashi e Honmachi, tra Kita e Minami. Il nuovo distretto degli affari OBP (Osaka Business Park), è localizzato ad est, nelle vicinanze del castello. Distretti degli affari si sono formati anche vicino alle stazioni di Tennoji, a sud, e di Kyobashi, subito a nord dell'Osaka Business Park.

Distretti dello shopping[modifica | modifica wikitesto]

  • AmeriKamura o Ame-mura (villaggio americano) - articoli di moda giovanile, locali notturni
  • Den Den Town (nel quartiere di Namba) - prodotti di elettronica
  • Dōtonbori (nel quartiere di Namba) - grande assortimento di negozi, ristoranti, locali notturni
  • Namba - grande assortimento di negozi, ristoranti, locali notturni
  • Shinsaibashi - articoli di lusso, lunga galleria pedonale simile a un centro commerciale (shotengai), locali notturni, sale da tè
  • Umeda - teatri, cinema, ristoranti, locali notturni, boutique e grandi magazzini.
I quartieri di Osaka

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Osaka ha 24 quartieri (ku), uno in più dei quartieri speciali di Tokyo:

Università[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università di Osaka.

La città ospita il più antico ateneo del Giappone, l'Università di Osaka, fondata nel 1869.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Temperature medie
rilevate a Chuo-ku, 2004[25]
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Media max °C 9,4 12,6 14,8 21,6 25,7 29,3 34,0 33,3 30,7 23,2 19,4 14,5 22,4
Media °C 5,8 7,9 10,2 16,4 21,1 24,8 29,5 28,4 26,2 19,0 15,2 10,2 17,9
Media min °C 2,6 3,8 6,0 11,3 17,2 21,3 26,2 25,1 22,9 15,7 11,4 6,5 14,2
Media umidità % 59 56 57 54 65 66 63 66 67 69 66 64 63
precipitazioni (mm) 19,0 47,5 75,5 125,0 281,5 133,5 42,0 106,5 202,5 356,0 117,5 88,0 1594,5
Neon
Folla a Namba

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'area della grande Osaka detiene il settimo più grande PIL al mondo dopo Tokyo, New York, Los Angeles, Chicago, Parigi e Londra

Il prodotto interno lordo della città di Osaka nell'anno fiscale 2004 fu di 21,3 trilioni di Yen, in aumento dell'1.2% rispetto all'anno precedente. Questo numero conta per il 55% dell'output della prefettura di Osaka e per il 26.5% in tutta la regione del Kinki. Nel 2004 i tre settori principali furono quelli del commercio, dei servizi e della manifattura, rispettivamente con un peso del 30%, 26% e 11% sul totale. Il prodotto interno pro-capite era di circa 3,3 milioni di yen, il 10% in più rispetto a quello dell'intera prefettura di Osaka.[26] MasterCard in una sua ricerca ha classificato Osaka al 19º posto tra le città più importanti al mondo come centri di commercio.[27]

Il PIL nell'area della grande Osaka (Osaka e Kobe) è di circa 260 miliardi di euro. Osaka, assieme a Parigi e Londra è uno dei territori più produttivi del mondo.[28] Secondo uno studio Mercer, Osaka era nel 2007 l'ottava città per il costo della vita al mondo.[29]

Storicamente Osaka è sempre stata il centro del commercio in Giappone, specialmente nell'epoca pre-moderna. Nomura Securities, la prima agenzia di cambio del Paese, venne fondata a Osaka nel 1925 e rimane molto importante nell'economia cittadina. Le principali compagnie hanno spostato i loro uffici centrali a Tokyo, ma alcune grandi aziende come Panasonic, Sharp e Sanyo hanno mantenuto le loro sedi a Osaka. Recentemente la città ha avviato un programma per incentivare gli investimenti interni e internazionali.[30]

L'Osaka Securities Exchange, specializzato in derivative come il Nikkei 225, è situato a Osaka. L'unione con il JASDAQ permetterà all'Osaka Securities Exchange di diventare la più grande borsa in Giappone per le compagnie start-up.[31]

Al fine di sviluppare gli scambi commerciali con l'estero e di promuovere la cultura cittadina, l'amministrazione comunale ha aperto degli uffici di rappresentanza a Chicago negli Stati Uniti, a Parigi in Francia, a Shanghai in Cina e a Singapore.[32]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dall'Aeroporto Internazionale di Osaka e dall'Aeroporto Internazionale del Kansai.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti le varie linee locali e nazionali delle ex ferrovie statali giapponesi, che dopo la privatizzazione del 1987 sono diventate un consorzio di ditte private che ha mantenuto il nome JR. Tra i vari servizi offerti vi è una linea che circoscrive il centro della città partendo dalla stazione di Osaka a nord fino alla stazione di Tennōji a sud, la Linea Circolare di Osaka, e la celebrata linea ad alta velocità Shinkansen, che collega le principali città giapponesi.

Vi sono inoltre altre compagnie private che offrono un'impressionante rete di linee ferroviarie operanti sia in città che fuori:

La parte meridionale di Osaka è servita anche da una rete tranviaria, operata dalle Tramvie Hankai che collegano Osaka con Sakai.

Metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metropolitana di Osaka.

La città è dotata di un servizio metropolitano molto esteso.

Trasporti stradali[modifica | modifica wikitesto]

Data l'alta concentrazione di edifici, l'esiguo spazio che rimane tra di essi e gli alti costi dei pochi parcheggi esistenti, la maggior parte degli abitanti di Osaka usa l'auto per le escursioni di fine settimana, preferendo affidarsi nei giorni lavorativi alla metropolitana ed ai treni, che nelle ore di punta sono completamente stipati. Molto usate sono anche le biciclette, che affollano principalmente le aree contigue alle stazioni. L'amministrazione comunale punisce severamente chi le lascia al di fuori dei parcheggi a pagamento, in questi casi vengono spesso sequestrate e restituite previo pagamento di 2.500 yen.

Gli autobus cittadini sono abbastanza costosi, meno frequenti e meno usati. Questo servizio soffre della concorrenza della metropolitana, le cui varie linee sono collegate tra loro e permettono di raggiungere le destinazioni in tempi molto più brevi. Le corriere che collegano Osaka ad altre città del Giappone sono invece spesso affollate, soprattutto quelle notturne, sia per le tariffe concorrenziali rispetto a quelle delle ferrovie, sia per l'ottimo servizio che offrono.

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Osaka è gemellata con 8 città nel mondo e mantiene speciali relazioni con alcune altre:[32]

Gemellaggi:

Città con legami di amicizia e cooperazione:

Osaka ha anche diversi porti gemellati e città partner d'affari.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Una delle più note canzoni di Eugenio Finardi si intitola Le ragazze di Osaka.

Nella canzone Lovers in Japan della band inglese Coldplay, viene fatto un riferimento a Osaka.

Nella canzone "We're takin' it back" (Nitro feat. DJ Slait) viene menzionato il "demone di Osaka"

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Il viale Yotsubashisuji

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Scheda dello Yamato data.lullar.com
  2. ^ (EN) Population Census: I Daytime Population in Statistics Bureau, Ministry of Internal Affairs and Communications, stat.go.jp, 29 marzo 2002. URL consultato il 4 luglio 2010.
  3. ^ La statistica comprende i quartieri speciali di Tōkyō, che non è un'unica città monolitica. Si veda in proposito la voce Tokyo.
  4. ^ a b c d e f g h (EN) Historical Overview, Amministrazione comunale di Osaka. URL consultato il 22 marzo 2007.
  5. ^ (EN) Aprodicio A. Laquian, Beyond metropolis: the planning and governance of Asia's mega-urban regions, 2005, ISBN 0-8018-8176-5.
  6. ^ (EN) James L. McClain, Wakita Osamu, Osaka, the merchants' capital of early modern Japan, Ithaca, N.Y., Cornell University Press, 1999, ISBN 0-8014-3630-3.
  7. ^ (EN) Robert C. Hsu, The MIT encyclopedia of the Japanese economy, Cambridge, Mass, MIT Press, 1999, ISBN 0-262-08280-2.
  8. ^ a b c d (EN) Uemachidaichi www.osaka-info.jp
  9. ^ a b c d e (EN) The Developmental History of the Osaka Plain ci.nii.ac.jp
  10. ^ templi www.treccani.it
  11. ^ (EN) Distretto di Sumiyoshi-ku www.city.osaka.lg.jp
  12. ^ (EN) Antichi tumuli di Tezukayama www.city.osaka.lg.jp
  13. ^ (EN) Stephanie Wada, Discovering the Arts of Japan: A Historical Overview, Kodansha International, 2003, ISBN 978-4-7700-2939-3. URL consultato il 4 luglio 2010.
  14. ^ (DE) Religion-in-Japan www.univie.ac.at
  15. ^ (EN) Shitennoji www.osaka-info.jp
  16. ^ (JA) 史跡 難波宮跡, 財団法人 大阪都市協会 (Naniwa Palace Site, by Osaka Toshi Kyokai), osaka-cpa.or.jp. URL consultato il 25 marzo 2007. [collegamento interrotto]
  17. ^ Paolo Lodi, cap. 2. Le riforme e la prima capitale: Fujiwara-kyo 645-710.
  18. ^ Anche nel VII secolo questi due nomi venivano scritti, 浪華 o 浪花, e pronunciati come oggi
  19. ^ Peter G. Stone, Philippe G. Planel, The constructed past: experimental archaeology, education, and the public, Londra, Routledge in association with English Heritage, 1999, ISBN 0-415-11768-2.
  20. ^ Paolo Lodi, cap. 5. Periodo Heian 794-1185.
  21. ^ a b (EN) Storia degli Hongan-ji www.hongwanji.or.jp
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  28. ^ [1] [collegamento interrotto]
  29. ^ Worldwide Cost of Living survey 2009, Mercer.com, 7 luglio 2009. URL consultato il 5 maggio 2010.
  30. ^ [2] [collegamento interrotto]
  31. ^ 経営に資する統合的内部監査, 大証との経営統合、ようやく決着 ジャスダック : J-CASTニュース, J-cast.com. URL consultato il 5 maggio 2010.
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