Çiftelia

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Çiftelia
Ciftelia.jpg
Informazioni generali
Classificazione Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, a pizzico
Famiglia Liuti a manico lungo
Utilizzo
Musica tradizionale dell'Europa Orientale

La çiftelia o qifteli è un tipico strumento musicale a corda pizzicata di origine albanese, utilizzato di solito nella musica popolare, ma non disprezzato anche nella musica moderna; caratteristica peculiare di questo strumento è la presenza di sole due corde.

Conosciuta, a seconda delle regioni geografiche, anche con il nome di dyzen, è molto utilizzata anche da persone anziane che, non volendo perdere l'abitudine della musica, cantano e suonano a ritmo del loro strumento; viene suonata normalmente dalla popolazione Gheg del nord e del centro Albania e Kosovo, che spesso la utilizzano nei matrimoni e nei concerti, oppure per accompagnare poesie e ballate; la usano anche molti musicisti, come Nikollë Nikprelaj.[1][2]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Questo strumento è in varie misure, ma le maggior volte sono accordati in Si e in Mi (la stessa situazione della chitarra). Di solito la corda sovrastante viene utilizzata come, accompagnamento mentre la melodia è suonata dalla corda sottostante.[3]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine çiftelia può derivare dal turco çift ("doppio") e tel (corda) o dall'albanese çift ("paio"): ciò dimostra che il nome stesso è derivato dalle caratteristiche delle corde.[1][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che la çiftelia sia di origine turca o persiana, e prima ancora dell'Asia centrale.[5][6] Questo strumento, nella forma moderna, non è più suonato in Anatolia e nell'Asia centrale, ma storicamente le popolazioni turche suonavano uno strumento conosciuto anche come il ıklığ.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Eno Koço, Albanian Urban Lyric Song in the 1930s, Europea: Ethnomusicologies and Modernities, vol. 2, Scarecrow Press, 2004, p. 265, ISBN 978-0-8108-4890-0.
  2. ^ Stan Sherer e Marjorie Senechal, Long Life to Your Children!: A Portrait of High Albania, University of Massachusetts Press, 1997, p. 19.
  3. ^ Simon Broughton, Mark Ellingham e Richard Trillo, World Music: Africa, Europe and the Middle East, Rough Guides, 1999, p. 2, ISBN 978-1-85828-635-8.
  4. ^ Robert Elsie, Historical Dictionary of Albania, 2nd, Scarecrow Press, 2010, p. 83, ISBN 978-0-8108-7380-3.
  5. ^ Martin Dunford e Jack Holland, The Real guide: Yugoslavia, Prentice Hall, 1990, p. 421, ISBN 978-0-13-783838-7.
  6. ^ Timothy L. Gall, Worldmark Encyclopedia of Cultures and Daily Life: Europe, Gale, 2009, p. 268, ISBN 978-1-4144-6430-5.
  7. ^ Mahmut R. Gazimihal, Ülkelerde kopuz ve tezeneli sazlarımız, Millı̂ Folklor Araştırma Dairesi yayınları, vol. 15, Ankara Üniversitesi Basımevi, 1975, p. 66.

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