Ásatrú

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Il martello Mjölnir è uno dei simboli principali del neopaganesimo tedesco.

L'Ásatrú [1] (neologismo nato dall'unione dei termini in norreno Ása e trú, il cui significato è approssimativamente "fede negli Æsir") è una nuova religione etena istituzionalizzata nel corso del decennio che separa il 1960 e il 1970. Ripropone in un'ottica essenziale e moderna il Paganesimo nordico, ovvero quella fase della religione germanica diffusa prima dell'arrivo del Cristianesimo in Scandinavia e in Islanda e sistematizzata durante l'epoca vichinga, così come descritta nell'Edda. La religione asatruar fu centralizzata in origine con la fondazione dell'Associazione asatruar islandese da parte di Sveinbjörn Beinteinsson. Nel corso degli anni l'Ásatrú è stato progressivamente legalizzato insieme ad altre denominazioni etene dai governi di molti Paesi quali l'Islanda dal 1973, la Norvegia dal 1994, la Danimarca dal 2003 e la Svezia dal 2007. Negli Stati Uniti, a dispetto del fatto che sia radicata sin dagli anni Settanta, la religione non è stata ancora riconosciuta ufficialmente. [2] Sebbene l'intero movimento eteno sia classificato nella maggior parte dei casi come ricostruzionistico poiché riproponente un tentativo di ricostruzione della religiosità del passato, l'Ásatrú è considerato in molti suoi frangenti di orientamento eclettico.

Nomenclatura[modifica | modifica sorgente]

Il termine Ásatrú (in alfabeto islandese Ásatrú) è un termine nato dell'unione delle due parole in norreno antico Ása e trú, ed è la traduzione del neologismo Asetro, creato durante il nazionalismo romantico del XIX secolo e usato per la prima volta da Edvard Grieg nell'Olaf Trygvason del 1870. La prima parola corrisponde al genitivo plurale di Áss, indicante gli Æsir, ovvero il gruppo di divinità su cui è incentrato il culto asatruar. Il secondo termine, vale a dire trú, è una deformazione di troth, e mentre nell'utilizzo più recente sta a significare "fedele", nell'antica accezione esprimeva piuttosto concetti quali "fede", "lealtà" o "religione". L'unione dei due termini esprime dunque un significato che corrisponde grossomodo a "fede negli dèi", o più in specifico "fede negli Æsir", dato che al pantheon degli Æsir si contrappone quello dei Vanir, divinità su cui si incentra invece il culto vanatruar. Gli aderenti all'Ásatrú vengono chiamati asatruar, termine che in italiano rimane invariato sia al singolare che al plurale. L'espressione è mutuata dall'islandese asatruarmadur (semplificazione di Ásatrúarmaður), al plurale asatruarmenn (semplificazione di Ásatrúarmenn), parole indicanti per l'appunto i fedeli dell'Ásatrú.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Ásatrú nacque come secondo o terzo tentativo di risorgenza dell'antico Paganesimo nordico tra il 1960 e i primi anni Settanta. La prima organizzazione ufficiale, l'Associazione asatruar islandese (in islandese Islenska Asatruarfelagid, anglicizzazione di Íslenska Ásatrúarfélagið), fu fondata nel 1972 durante il solstizio d'estate, e venne riconosciuta dal governo come istituzione legale solo l'anno seguente in particolare grazie alla dedizione di Sveinbjörn Beinteinsson. Parallelamente, Stephen McNallen, un ex ranger delle forze aeree dell'esercito statunitense, iniziò con la pubblicazione di una rivista chiamata The Runestone indipendentemente dall'Associazione asatruar islandese. Poco tempo dopo lo stesso McNallen fondò un'altra istituzione, l'Assemblea asatruar libera, successivamente rinominata Assemblea asatruar popolare. Una branca parzialmente scissa dall'associazione di McNallen è l'Alleanza Asatruar, il cui maestro spirituale è Valgard Murray, iniziatore della rivista Vor Tru. L'Alleanza Asatruar nel 2005 ha celebrato il venticinquesimo Concilio Althing. [3] In altri ambienti dell'orizzonte eteno, mentre McNallen fondava il suo primo gruppo asatruar, nasceva anche l'Odinismo di Else Christensen.

Dottrina[modifica | modifica sorgente]

L'Ásatrú è una religione panteistica, monistica ed enfatizzante il politeismo. Gli asatruar vedono infatti l'universo come emanazione di un'essenza divina che sta al di là di tutte le cose. [4] La sostanza essenziale che sta alla base della manifestazione del cosmo è un principio divino eterno e increato, che permea il mondo e si esprime negli eterni cicli dell'esistenza e nella natura di tutte le cose. Questo principio primordiale che funge da sostrato per quella che i cinque sensi umani fanno percepire come la realtà, è l'Uno. L'essenza di tutte le cose è un principio creativo, ovvero è eternamente attivo, ed emana l'energia che costituisce la materia e che permette a questa di organizzarsi andando a produrre gli infiniti mondi e le infinite sfaccettatue della realtà. Come anche altre religioni appartenenti al gruppo del Neopaganesimo, anche l'Etenismo e in questo caso particolare l'Ásatrú, sostengono che il principio ultimo infinito che si cela al di là del sensibile sia manifesto nella natura e permei la varietà di questa per mezzo della sua stessa varietà, incapsulata dal manifestarsi della sua essenza attraverso i sacri poteri, vale a dire le forze divine senza forma, aspetto e carattere, sottili ed impercettibili che esercitano espressione creativa attivando i processi più basilari del cosmo. [5] L'Uno — in parole povere — è sì sempre presente nel mondo in quanto esso è identificato con il mondo stesso, ma parallelamente è immanente e presente nella realtà dell'uomo attraverso una serie di impulsi di vita, di forze della creazione, di intelligenze innate, che l'essere umano venera e propizia per celebrare la presa di consapevolezza della sua natura più profonda e del suo essere parte del tutto. Gli dèi sono dunque visti come le forme attraverso cui il principio primordiale si manifesta nell'universo, e attraverso cui l'uomo rappresenta il tutto divino.

Le divinità sono le tante porte che permettono all'uomo l'accesso alla comprensione della verità ultima e l'unione con l'Uno. Il culto asatruar pone la sua particolarità nella venerazione degli Æsir, divinità che a differenza dei Vanir simboleggiano aspetti e funzioni che più si avvicinano alla sfera della psicologia e dell'interiorità umana. Sono maggiormente incentrati su elementi astratti quali la forza, il coraggio, la ragione e l'emotività. Tra gli Æsir principali venerati dagli asatruar vi è la triade costituita da Odino, Thor e Frey, trinità creatrice considerata la sintesi delle forze della creazione. Altri Æsir maggiori sono Freyja, Frigg, Skaði e Eostre. [6] L'albero del mondo, Yggdrasill, è una figura importante della teologia e della asatruar. L'albero rappresenta infatti l'eterno spirito del divino che permea l'universo e lo pervade con le sue ramificazioni, che sono un simbolo della molteplicità dell'Uno, e quindi delle varie divinità. La cosmologia asatruar è insita nella teologia: la seconda spiega la prima, in quanto la manifestazione della Divinità non è altro che la creazione del mondo, la quale — a differenza dei culti abramici — non è percepita come un evento verificatosi in un preciso momento e su decisione di un'entità trascendente e ragionante in modo simile all'uomo. Al contrario l'Ásatrú spiega che la creazione è la naturale manifestazione evolutiva del principio cosmico che si dispiega andando ad originare attraverso processi ciclici quella che è l'aggregazione delle materie e l'esistenza di tutte le possibili realtà e vite. Essendo la ciclicità uno degli elementi fondanti della dottrina asatruar, la vita dopo la morte va a coincidere molto spesso con la dottrina della reincarnazione. [4] La cosmologia etena sostiene inoltre che il cosmo, pervaso dall'energia dell'Yggdrasill, sia una realtà relativa, che viene percepita diversamente in base al livello di conoscenza dell'essere. La tradizione vuole che il cosmo sia suddiviso essenzialmente in nove mondi, ovvero dimensioni mistiche, interpretazioni del reale la cui simbologia è ampiamente dibattuta ed interpretabile. [7][8] Tendenzialmente tutti i neopagani contemporanei credono in questo genere di concezione. Innanzitutto la credenza nel reincarnazionismo deriva dal semplice fatto che ogni cosa non termina mai definitivamente, ma cambia, si trasforma in qualcosa di diverso. Gli asatruar considerano l'anima una scintilla essenziale presente nell'intelletto umano. Questa essenza, che è un'emanazione stessa del divino e quindi divinità nell'uomo, è destinata — dopo la morte — a cambiare, a trasformarsi in qualcos'altro, rientrando nell'eterno ciclo delle cose. La purezza dell'anima porterà l'essenza alla ricongiunzione con l'infinito e quindi al completamento finale del proprio ego. La reincarnazione subentra quando l'anima non riesce, a causa del suo estremo legame con la vita terrena, a fondersi con il tutto (in un concetto non dissimile da quello di karma). [9]

Etica[modifica | modifica sorgente]

L'etica asatruar è basata fondamentalmente sulle Nove Nobili Virtù, ovvero una serie di precetti morali estrapolati dall'Edda. [10] Questi principi sono condivisi da tutte le denominazioni dell'Etenismo, e rappresentano i cardini base attraverso i quali l'Ásatrúar deve poter edificare una vita e una società caratterizzate dai buoni valori e dall'armonia. All'interno delle virtù eddiche si possono trovare precetti quali la libertà, la gioia, il coraggio, l'onore, la fedeltà, la disciplina, l'autocontrollo, la comprensione, la verità e il realismo. Ogni ramo eteno e ogni organizzazione è ovviamente libera di rendere più specifiche o perfezionare queste regole. Attualmente ne esistono due redazioni, di cui una realizzata dall'Assemblea asatruar popolare, versione accettata dalla maggioranza degli asatruar. Varianti del codice eddico sono anche i Nove Carichi emanati dall'associazione Rito Odinico negli anni Settanta, e l'Obiettivo Esapartito, un codice discusso da Edred Thorsson nel suo A Book of Troth, testo utilizzato come fonte primaria da alcuni dei primi gruppi asatruar statunitensi.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La religione asatruar è attualmente decentralizzata, ovvero non esiste un'istituzione unica che amministri tutte le organizzazioni minori, ma esistono varie Chiese — presenti in gran parte degli Stati del mondo postcristiano — che si amministrano autonomamente. Tra queste organizzazioni le principali sono l'Associazione asatruar islandese, l'Assemblea asatruar popolare, l'Alleanza Asatruar, e molte altre associazioni denominazionali o non denominazionali (alcune si identificano semplicemente come etene, senza dichiararsi asatruar piuttosto che vanatruar, odiniste oppure teodiste). Le grandi organizzazioni internazionali possono amministrare gruppi di culto locali chiamati kindred, i quali a loro volta possono scegliere se affiliarsi ad una delle organizzazioni maggiori oppure rimanere autonomi gestendo le proprie attività autonomamente. [11] Affiliarsi a una delle organizzazioni madri può essere evidentemente un grosso beneficio per le comunità, sebbene questa pratica non sia condivisa da tutti. Questa varietà di gruppi che anche se piccoli sono presenti omogeneamente sui territori, rende difficile la gestione delle attività religiose e la stima degli aderenti dell'Ásatrú, nonché contribuisce al rischio di scismi che possono comportare l'emersione di vere e proprie nuove correnti etene. Ogni kindred è amministrato da un membro eletto ufficialmente o meno in qualità di sacerdote, oppure l'amministrazione è generale, in particolare quando il kindred si imposta sullo stile di una corporazione. Le grandi organizzazioni offrono costantemente dei seminari per la formazione di un clero attraverso cui mantenere le attività religiose presso le varie comunità affiliate. I sacerdoti di ruolo vengono chiamati godi (in norreno antico Goði), il nome storico con il quale venivano etichettati i preti del Paganesimo nordico. Il sacerdozio è aperto sia agli uomini che alle donne, e in questo secondo caso il nome specifico con cui vengono indicate le sacerdotesse asatruar è gydja (in norreno antico Gyðja). [12] I termini godi e gydja significano letteralmente "colui (o colei) che parla in nome degli dèi", e possono dunque essere di fatto tradotti utilizzando il termine sacerdote o prete, che presentano il medesimo significato.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Le principali organizzazioni asatruar enfatizzano la necessità di una separazione netta tra la sfera spirituale e la sfera politica. Molti degli asatruar sono praticanti non affiliati a istituzioni locali e quindi non coinvolti nelle attività dell'Ásatrú organizzato. L'obiettivo primario della religione asatruar è quello di offrire in tempi moderni una ricostruzione modernizzata del Paganesimo nordico ed eddico, e il che non ha alcuna conseguenza di tipo politico. Nonostante la spiccata apertura e tolleranza proclamate dall'Ásatrú, questo è tuttavia a volte erroneamente confuso con altre denominazioni etene che presentano legami con il neonazismo, il quale fa in certi casi riferimento alle simbologie usate anche dall'Etenismo. Queste correnti estremistiche sono il Wotanismo e l'Irminismo, e non hanno alcun aspetto dottrinale in comune con l'Ásatrú, il Vanatrú, l'Odinismo, il Teodismo e le altre religioni etene tendenzialmente mondialistiche e pacifiche. Le tre principali istituzioni asatruar americane hanno spesso denunciato i parallelismi con qualsiasi tipo di approccio razzistico, e il nazismo è altrettanto spesso rifiutato dagli asatruar definendolo un indesiderata filosofia totalitaria incompatibile con la libertà e l'amore sostenuti dal Paganesimo nordico. [13] I parallelismi problematici derivano dal fatto che i neonazisti tendono a vedere nell'Etenismo un tentativo di esaltare la cultura dell'Europa settentrionale, associandolo erroneamente ai miti della razza riemersi anche durante il Romanticismo. Questi accostamenti sono totalmente infondati, in quanto l'Ásatrú e le forme pacifiche dell'Etenismo hanno come unico obiettivo la formazione di una religione basata sull'antico Paganesimo nordeuropeo, senza alcuna conseguenza politica. [14][15][16] L'Ásatrú è oggi la branca più diffusa del movimento eteno insieme all'Odinismo. Entrambi sono riconosciuti come religioni praticabili in alcuni Stati europei, ma organizzazioni e Chiese sono presenti in tutto il mondo postcristiano. L'Ásatrú è diffuso in Islanda, in Germania, nei Paesi scandinavi, nei Paesi Bassi, in Polonia, in Spagna, in Portogallo e in Italia. In America si trovano associazioni e gruppi asatruar sia in Canada e Stati Uniti, sia in Messico, in Argentina, in Brasile e altre zone. L'Ásatrú è infine presente anche in Australia e nella vicina Nuova Zelanda. La presenza in Finlandia ha portato a opposizioni ideologiche con la nascente religione Ukonusko, appartenente al Neopaganesimo esteuropeo. Parecchi ukkousk sono infatti protesi verso il sincretismo con l'influente Ásatrú, e pertanto osteggiati dai gruppi più tradizionalisti. Questi ultimi sono propensi a considerare l'Ásatrú come una sorta di imperialismo culturale non compatibile con la civiltà finlandese. La situazione negli Stati Uniti, tesasi nel 2001 con la proibizione ai detenuti asatruar presso alcuni penitenziari nell'indossare un Martello di Thor quale emblema di fede [17], si è alleviata nel 2007 con la liberalizzazione del simbolo da parte di un giudice federale. [18]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Paganesimo nordico
  2. ^ Drinking at the well of the Mimir - by Bil Linzie
  3. ^ AlThing 26 report - by Valgard Murray
  4. ^ a b Asatru Folk Assembly - frequenlty asked questions
  5. ^ Asatru Folk Assembly - the reality of the holy powers
  6. ^ Asatru Folk Assembly - the gods and goddesses of Asatru
  7. ^ Odin's Folk Asatru - the sacred cosmology of Asatru
  8. ^ Miercinga Theod - Heathenism and afterlife
  9. ^ Religion Facts - Asatru and Heathenism
  10. ^ Odin's Folk Asatru - Nine Noble Virtues of Asatru
  11. ^ The Asatruar kindred - by Valgard Murray
  12. ^ The role of the godi in the Asatruar community - by Valgard Murray
  13. ^ Mattias Gardell. Gods of the Blood: The Pagan Revival and White Separatism. Duke University Press, 2003. ISBN 0-8223-3071-7
  14. ^ Asatru Alliance - preamble to the bylaws of the Asatru Alliance
    « L'Alleanza Asatruar è apolitica; non deve funzionare da fronte ideologico né promuovere alcuna visione politica sia di destra che di sinistra. I nostri sacri templi, i boschi e gli incontri devono rimanere liberi da qualsiasi manifestazione politica. »
  15. ^ Asatru Folk Assembly - the way of our ancestors calling us home
    « La credenza nel fatto che la spiritualità e l'eredità ancestrale siano legate non ha nulla a che fare con nozioni di superiorità. L'Ásatrú non è un capro espiatorio attraverso cui giustificare discriminazioni razziali. Al contrario noi riconosciamo l'unicità e il valore di tutte le differenti tessere del mosaico umano. »
  16. ^ The Troth - bylaws
    « Discriminazioni razziali, sessuali o etniche non devono essere sostenute dal Troth o da qualsiasi altro gruppo affiliato. »
  17. ^ Prisoner Life - Walla Walla's suppression of religious freedom
  18. ^ First Amendment Center - Inmate can challenge denial of Thor's Hammer

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Diana Paxon. Essential Asatru: Walking the Path of Norse Paganism. Citadel, 2006. ISBN 0-8065-2708-0
  • Mark Puryear. The Nature of Asatru. iUniverse, 2006. ISBN 0-595-38964-3
  • Greg Shetler. Living Asatru. Imprint Books, 2003. ISBN 1-59109-911-0
  • Edred Wodanson. Asatru: The Hidden Fortress. 2005.
  • Stephen McNallen. A Book of Uncommon Prayers.
  • Stephen McNallen. What is Asatru?. 1988.
  • Edred Wodanson. This is Asatru.

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