Áqá Muḥammad-i-Qá'iní

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Áqá Muḥammad-i-Qá'iní

Áqá Muḥammad-i Qáʾiní, (Naw-Firist, Iran, 29 marzo 1829 - Buchara, Uzbekistan 6 luglio 1892), conosciuto anche come Fadil-i Qaʾini e soprannominato Nabíl-i Akbar (in arabo: نبيل الأكبر), era un eminente Bahai persiano.

Fu descritto come Mano della Causa da 'Abdu'l-Bahá e fu nominato Apostolo di Bahá'u'lláh da Shoghi Effendi.

Nabíl-i-Akbar fu il destinatario di una tavola di Bahá'u'lláh, la Lawh-i-Hikmat o Tavola della Sapienza.

'Abdu'l-Bahá ne fu un estimatore:

« ... [Nabíl-i-Akbar] eccelse non soltanto nella teologia ma anche in altri rami del sapere ... Era un uomo universale »
(Memorials of the Faithful, p. 1)

Nabíl completò i propri studi sotto la guida di Shaykh Murtaday-i-Ansari, successivamente si recò a Baghdad. Il suo maestro si era rifiutato di partecipare ai complotti che alcuni religiosi sciiti stavano tramando contro Bahá'u'lláh durante il suo soggiorno a Baghdad[1].

Di lui Balyuzi disse che nessuno nell'ambito bahai ha superato la profondità della sua erudizione anche se aveva una conoscenza limitata del mondo occidentale a differenza di Mírzá Abu'l-Faḍl-i-Gulpáygání che oltre ad avere una profonda conoscenza della cultura islamica conosceva anche il pensiero occidentale e il suo mondo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Balyuzi, op. cit. (cf. in bibliografia).
  2. ^ Balyuzi, op. cit. (cf. in bibliografia).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 'Abdu'l-Bahá, Memorials of the Faithful, Wilmette, Illinois, USA, Bahá'í Publishing Trust, 1997. ISBN 0877432422
  • Barron Harper, Lights of Fortitude, Paperback, Oxford, UK, George Ronald, 1997. ISBN 0853984131.

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