Ángel Matos

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Ángel Matos
Dati biografici
Nome Ángel Valodia Matos
Nazionalità Cuba Cuba
Taekwondo Taekwondo pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità categoria 68kg - 80kg
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Sydney 2000 80 kg
Flag of PASO.svg Giochi Panamericani
Oro Rio de Janeiro 2007 80 kg
 

Ángel Valodia Matos (Holguín, 24 dicembre 1976) è un taekwondoka cubano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Matos ha vinto la medaglia d'oro nel Taekwondo alle Olimpiadi di Sydney del 2000 e ai Giochi Panamericani del 2007.

La squalifica a vita[modifica | modifica wikitesto]

Matos fu coinvolto in un episodio controverso durante le Olimpiadi di Pechino 2008, dove venne squalificato a vita dal Taekwondo per aver attaccato gli arbitri a seguito dell'eliminazione nella finale per il terzo posto.[1]

Questi i fatti: il 23 agosto era in corso la finale per il bronzo tra Matos ed il kazako Arman Chilmanov. A poco dal termine, mentre era in vantaggio per 3-2, il cubano è costretto a fermarsi per una frattura a un dito del piedi e gli viene concesso, da regolamento, un minuto di pausa per venire medicato dalla sua équipe. Al termine del minuto, il giudice svedese Chakir Chelbat decide di squalificarlo e ad assegnare la vittoria a tavolino per Chilmanov, che vince quindi la medaglia di bronzo.

Matos, sentendosi vittima di una ingiustizia, protesta vivacemente assieme al suo allenatore con la giuria e con l'arbitro svedese. Infine l'atleta frustrato attacca il giudice Chelbat con un calcio al volto, rompendogli il labbro. Il resto della giuria olimpica interviene ma Angel spinge fisicamente un altro membro ufficiale della giuria. Poco dopo la federazione mondiale del Taekwondo bolla l'episodio come "una grave violenza dello spirito dell'arte marziale dei giochi olimpici" e Matos, così come il suo coach, vengono squalificati a vita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matos prende a calci l'arbitro

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Una scheda su Angel Matos, beijing2008.cn. URL consultato il 24 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 2009-03-16).

Video[modifica | modifica wikitesto]